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©acasadibianca

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Esaurita la pausa vacanze, eccoci di nuovo all’opera e pronte a riprendere la serie di post dedicati al nostro amato english transferware. Una volta concluso il breve excursus sulle principali manifatture, è tempo di imparare a conoscere alcuni dei decori maggiormente noti.

Iniziamo alla grande con uno dei più importanti e spettacolari, appunto l’Italian di Spode, e lo facciamo con un’aiutante davvero speciale: la carissima Marina Minelli, del blog Altezza Reale, qui nella meno conosciuta veste di collezionista di english potteries.

Marina, che possiede un assortimento a dir poco invidiabile di questo splendido servizio, è stata infatti così gentile da scattare alcune foto ai suoi pezzi più rappresentativi, consentendomi di utilizzarle per illustrare questo post. Un grazie di cuore!

E veniamo a noi. L’Italian nasce nel 1816 ed è uno dei pochi decori storici tuttora in produzione. E’ stato prodotto principalmente in blu, nero, rosso, lavanda e prugna. I colori più insoliti sono molto ricercati dai collezionisti, ma la variante blu è però senza dubbio la più diffusa e amata: e come non capirlo? Guardate che meraviglia.

©Marina Minelli

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All’origine di questo decoro ci fu la volontà di incontrare i gusti del pubblico coniugando due elementi distinti: un bordo dallo stile spiccatamente asiatico e un centro ispirato alle stampe italiane.

©Marina Minelli

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Il bordo è infatti ispirato ai disegni che caratterizzano la pregiata porcellana giapponese di Imari.

©Marina Minelli

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I disegni centrali ricostruiscono invece scene pastorali della campagna italiana, dove personaggi e armenti si muovono tra suggestive rovine romane.

©Marina Minelli

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Una piccola curiosità: alcuni di questi decori, apparentemente identici tra loro, in realtà differiscono per alcuni piccoli particolari, quali ad esempio il numero di pecore raffigurate o altri dettagli. Sono minime licenze concesse agli autori delle diverse incisioni, che trovavano così il modo di esprimere le loro personali preferenze artistiche.

dal web

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Come sempre, nel caso di decori dalla vita così lunga, oltre alle condizioni del singolo pezzo un buon indizio di datazione è offerto dalla marca. Non è purtroppo possibile, in questa sede, illustrare tutte le varianti che si sono succedute nel tempo. A titolo puramente esemplificativo, vediamone comunque alcune, a partire dalla marca storica, in questo caso stampata su un pezzo degli anni Trenta del Novecento.

dal web

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La marca in uso nel 2000 circa.

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La marca in uso ai giorni nostri

dal web

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Come vedete l’evoluzione è molto significativa. Non solo cambia, aggiornandosi, la denominazione dell’azienda produttrice, ma varia anche il colore, dapprima blu come il decoro, quindi nero. Subentrano infine informazioni utili al consumatore, ottimo aiuto per conservare al meglio il manufatto. Eh già, perché questi articoli vanno trattati con la dovuta cura. A suo tempo parleremo anche di quello…