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Brocante folies!, la guida. 13. I decori. Johnson Brothers “Old Britain Castles”

©acasadibianca
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Piatti inglesi e castelli, quale connubio più azzeccato? E infatti uno dei decori più frequentemente rappresentati nell’english trasnferware vede protagoniste proprio loro, le storiche dimore dell’aristocrazia britannica.

Tra i tanti decori di questo genere, approfondiamo oggi la conoscenza di uno dei più fortunati, ovvero l’”Old Britain Castles” di Johnson Bros (o Brothers che dir si voglia).

Ideato negli anni Trenta del Novecento e tuttora in produzione, questo decoro unisce un ricco bordo a girari di foglie e fiori ad un decoro centrale che raffigura alcuni dei più famosi castelli inglesi, così com’erano rappresentati in una serie di stampe settecentesche.

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E per aiutare l’utente meno esperto, ogni piatto include, nell’angolo in basso a destra del decoro centrale, il nome dell’edificio raffigurato e l’anno cui risale la stampa originale.

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L’ “Old Britain Castles” fu inizialmente realizzato in numerose varianti di colore: blu, rosso, lavanda, marron, nero, verde e multicolor. La versione blu e quella rossa sono ancora in produzione, le altre invece sono state via via abbandonate.

Ecco il multicolor

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E il rosso

dal web
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Il più raro è il lavanda, seguito dal nero.

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Il verde, prodotto solo per l’Europa continentale, sembra aver avuto fortuna soprattutto nei paesi di lingua tedesca.

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Esiste inoltre una versione natalizia dell’ “Old Britain Castles”, realizzata unicamente in rosso, oppure – come questa della foto – in rosso e verde. A dispetto del nome, questa variante vede abbinare alla bordura centrale, invariata, non più i castelli ma il classico albero decorato o Babbo Natale.

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E veniamo al tasto dolente. Dato che questo decoro è rimasto invariato dal 1930 ad oggi, come datare i pezzi che ci capitano per le mani? Per fortuna ci viene in aiuto la marca posta sul retro, che all’opposto negli anni è cambiata, e molto.

I pezzi più vecchi, prodotti tra gli anni Trenta e Quaranta, hanno la marca più semplice: corona, nome della manifattura e del decoro, scritta “made in England”.

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Spostandoci verso gli anni Cinquanta, viene introdotta una dicitura più complessa, che fa riferimento alle tecniche di lavorazione.

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Dagli anni Sessanta si aggiunge la nota “Dishwasher safe”, mentre dagli anni Ottanta compare anche “Microwave safe”. E’ invece degli anni Settanta l’introduzione dell’approvazione della Casa Reale. Scusate la foto, sfocatissima, ma è presa dal web e la pubblico giusto per dare l’idea.

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Con il 2003 e il trasferimento della produzione in Cina la qualità del decoro cambia completamente, ma per fortuna anche la marca, così da consentire agli acquirenti di identificare senza ombra di dubbio i pezzi del “nuovo corso”. Sparisce, ovviamente, la dicitura “made in England”, e la grafica si modernizza radicalmente, segnando una forte (e opportuna) cesura rispetto al tempo della produzione a Stoke on Trent.

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13 pensieri riguardo “Brocante folies!, la guida. 13. I decori. Johnson Brothers “Old Britain Castles””

  1. meravigliosi non c’è che dire, un mix di gusto, di stile, di tradizione. li amo sempre di più questi inglesi e le loro potteries (e pensare che ho passato tipo 30 anni della mia vita a dire che io Francia e basta… 😦 )
    il mio preferito resta sempre il blu ma anche il rosso sta iniziando a piacermi parecchio, gli altri colori no. che stranezza il verde per la Germania ma forse si spiega con lo stile dei loro arredi e dei loro decori. da mio fratello (che vive in una casa semi ammobiliata in Turingia) pare di stare in una baita dell’Alto Adige quindi legno a go go.

    1. Eh i tedeschi hanno uno stile molto, molto definito: però questa cosa del verde è vera, gli unici pezzi che ho trovato on line sul verde venivano tutti da lì. Anche il rosso è molto gettonato da quelle parti: gli altri colori invece sono proprio difficili da trovare, io per curiosità vorrei avere qualcosa color lavanda, ma sono introvabili e, nel caso, carissimi. Per il momento direi che passo 😦

  2. Io ultimamente mi sono appassionata alle tazze inglesi, ne ho comprate alcune. Vedendo i tuoi post ho paura anche di iniziare a comprare i piatti e questo è un guaio perché non ho molto posto in casa.

  3. Questo servizio, nella versione rossa, è stato il mio primo acquisto in materia di transferware; lo cercavo blu, ma l’ho trovato rosso, il prezzo era accettabile, cosa potevo fare? 🙂
    A casa, poi, mi sono accorta che si trattava di pezzi di anni diversi messi insieme: come racconti tu, infatti, i marchi sono leggermente diversi, ma quasi tutti degli anni Cinquanta e Sessanta, e un paio invece risultano databili ai Settanta.
    Il lavanda mi intriga molto… inusuale, può essere molto raffinato con la tovaglia giusta, e un po’ di lavanda in tavola.
    Il verde non è brutto alla fine, e anche il mio servizio rosso, comunque, a sentire chi me l’ha venduto, arriva dalla Germania.

    1. Eh già, cosa potevi fare 😉 ?
      Anche il mio primo transferware, come noto, è stato rosso, e anche quello veniva in buona parte dalla Germania: i giri, a quanto pare, sono sempre quelli.
      Sul verde sono un po’ indecisa: ho visto in foto tavole meravigliose ma utilizzando decori spiccatamente floreali, ma nella versione coi paesaggi mi convince molto meno. Comunque dalle mie parti non se ne trova quindi il problema non si pone.
      Il lavanda invece mi piacerebbe davvero tanto, chissà che prima o poi…

  4. Buonasera, non so se il posto giusto per chiedervelo, ma mi interesserebbero tutti i post che avete pubblicato relativi ai vari tipi di porcellana inglese per avere una sorta di guida. Ho trovato alcune vostre guide (13-15-16-17), ce ne sono altre? Se sì, riuscite a girarmeli? Grazie

    1. Buongiorno Roberta, vedo che è il suo primo commento quindi credo sia innanzi tutto il caso di chiarirle che questo è un blog personale, non un magazine o un servizio di consulenza. Può curiosare tra i vari post come si fa in tutti i blog utilizzando la funzione “cerca”. In ogni caso ricordo che tutti i contenuti pubblicati su “A casa di Bianca” sono tutelati dalla legge vigente in tema di diritto d’autore. Pertanto ogni eventuale uso da parte di terzi di ciò che si può leggere su queste pagine dovrà essere concordato con la sottoscritta scrivendo alla mail che trova nella sezione “contatti”. Cordiali saluti, DB

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