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©acasadibianca

©acasadibianca

E’ arrivato di soppiatto, senza fare rumore. Si è seduto in un angolo, paziente e silenzioso, aspettando che mi accorgessi della sua presenza.

Ed ero così presa da tante cose, distratta da fatti e da pensieri, che l’ho lasciato solo per giorni – io che di solito lo aspetto con tale impazienza da affacciarmi alla finestra con settimane di anticipo, scrutando nell’aria i segni del suo arrivo.

Perdonami, marzo, se sono stata così scortese. Ti ho ignorato in modo imperdonabile. Tu, che sei il mio mese preferito, quello che più sono felice di rivedere, nello scorrere dell’anno. Tu, che annunci la primavera e la rinascita, giorni più luminosi e tiepidi e i primi fiori. Tu, che colori le mie giornate con il verde chiaro delle foglie nuove e il giallo dei primissimi boccioli, in trepidante attesa del risveglio delle api e delle farfalle. Tu, che porti sulla tavola nuovi sapori e colori più accesi, in un trionfo di primizie dell’orto e del frutteto. Tu, che mi ricordi che per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio, che per ogni porta che si chiude un’altra se ne apre, e che nessun dolore è tanto grande da annientare completamente la speranza.

Perdonami, marzo. Mi sono accorta di te solo ieri, in una delle tue giornate più capricciose, quelle che alternano il sole più bello con la pioggia e il vento freddo. E’ bastata, dopo settimane, una passeggiata nella mia amata collina, in un bosco ancora spoglio ma già punteggiato di primule e campanelle bianche: un giro di sfuggita, vera a propria sfida a un vento freddo che a tutto faceva pensare tranne che alla primavera, eppure mi è bastato per vederti, finalmente, e liberarti da quell’angolino silenzioso in cui stavi ad aspettare. Perciò sono tornata a casa, ho aperto le credenze e ho iniziato a vestire la casa con i tuoi colori.

Un bel giro al vivaio ha completato l’opera, e così ho deciso: dopo tanti anni spesi tra rosa, lilla e azzurro, il mio colore per la prossima Pasqua sarà il giallo. E’ il colore della natura che rinasce, e mai come quest’anno va bene così.