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©acasadibianca

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Allora, ci siamo quasi: tra soli dieci giorni sarà Pasqua! Tempo di riconciliazione e di rinascita, questa festa, al di là del suo stretto significato religioso, offre comunque l’occasione di celebrare il ritorno alla vita e l’universale speranza della vittoria del bene sul male.

Vi ho già detto più volte che ogni anno scelgo un colore guida attorno al quale costruisco decori per la casa e apparecchiatura del giorno di festa. Quest’anno, come anticipato, sarà il giallo chiaro, mentre negli anni precedenti ho privilegiato volta a volta il rosa, il lilla, il verde chiaro, l’azzurro.

Come scelgo il colore della mia Pasqua? Innanzi tutto in base al periodo in cui cade la festa. Come sapete, la domenica di Pasqua può situarsi un intervallo di tempo abbastanza ampio, ovvero tra il 22 marzo e il 25 aprile: il che, per la natura che si risveglia, significa passare dalle primissime foglie alla piena fioritura di alberi da frutto e di gran parte dei fiori primaverili. Per me è questo il primo spunto: mi viene istintivo mettermi in sintonia con la natura e per questo mi risulta più facile scegliere per marzo il verde, il giallino o il lilla (colori delle foglie nuove, delle primule e delle violette), e riservare ad aprile il rosa,  l’azzurro e – più in generale – tutti i colori dell’esplosione della  fioritura.

Una volta scelto il colore, definisco lo stile. Come già per il Natale, anche per il periodo pasquale il mio gusto si lascia guidare oltre le Alpi, dove in effetti sono nate le grandi tradizioni decorative del periodo, prima fra tutte l’albero pasquale (link). Ecco quindi che le ceramiche altoatesine e tedesche prendono il comando, se pure sempre mescolate alle mie amate english potteries. Quest’anno, in particolare, mi è tornata voglia di porcellane a soggetto floreale: qualcosa avete già visto, ma presto vi mostrerò altri pezzi che mi piacciono particolarmente e che trovo assolutamente perfetti per questo momento dell’anno.

Ma c’è un altro tema che ricorre stabilmente nelle mie decorazioni pasquali, ed è un animale che adoro: non il pulcino, non l’agnellino ma il dolcissimo coniglio! E non solo per la tradizione, sempre non italiana, del “Coniglietto pasquale”, quanto proprio per la tenerezza che questo animale mi suscita. Imprinting infantile del disneyano Tippete? Probabile. Ma è un dato di fatto che per me, senza coniglietti, non è Pasqua.

In questo periodo mi piace particolarmente periodo creare tante piccole “isole” decorative per la casa. Il tradizionale segno di benvenuto prevede quindi (indovinate un po’?) un piatto con un decoro pasquale a coniglietti e una statuetta sempre a forma di coniglio con tanto di carota.

Sulla credenza, i conigli si moltiplicano: due, in versione statuetta, se ne stanno comodi su un’alzatina gialla, altri due (più che conigli, leprotti, ma vanno bene lo stesso) rappresentano la primavera nel primo di una serie di piatti inglesi dedicati alle quattro stagioni. Fiori nel vaso e sulla porcellana, con una delle mie nuove tazze floreali che riprende le stesse primule selvatiche raffigurate sul piatto.

Il tavolo è ancora in attesa dell’albero di Pasqua, che spero di riuscire a fare nel fine settimana. Nel frattempo, aspetta la Pasqua con tante primule colorate, una tovaglietta vintage ricamata a tema e qualche piattino decorato (ma guarda il caso) con un coniglietto stilizzato, che presto si riempirà di ovetti di cioccolata e caramelle.

E voi, avete un colore o un tema che ricorre nelle vostre decorazioni pasquali? Se siete ancora in cerca di ispirazione, potete curiosare qui.