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©acasadibianca

©acasadibianca

Ebbene sì, siamo alla fine. Il nostro piccolo excursus amatoriale nel mondo dell’English Transferware è giunto alla conclusione.

Abbiamo passato questi mesi cercando di conoscere un po’ meglio tutto ciò che di meraviglioso si cela dietro questa definizione, approfondendo (sempre in modo non professionale, si capisce) la conoscenza delle manifatture più note e dei decori più famosi, il tutto sempre con un occhio di riguardo al mondo del vintage, più che dell’antiquariato.

Prima di salutarci, credo valga la pena scambiarsi qualche consiglio pratico sulla manutenzione di questi pezzi, che non avranno il pregio delle più importanti porcellane ma sono pur sempre piccoli tesori, se non altro per la loro età e il loro essere nati grazie a tecniche di produzione ormai abbandonate, in manifatture in massima parte non più esistenti.

Iniziamo con un appello: se avete questo genere di stoviglie, e vi piacciono, non limitatevi a esporle o, peggio, custodirle gelosamente in qualche stipo. Usatele, usatele, usatele! Non abbiate paura di portarle in tavola per mangiare e per servire: fate fare loro il lavoro per cui sono nate! Certo, il tutto con alcune cautele, ma niente di difficile: fatevi guidare da quel che dice la marca e non sbaglierete.

Niente lavastoviglie, ma nemmeno ammolli prolungati o acqua troppo calda se il pezzo non è “dishwasher safe”: il rischio molto concreto è di trovare la superficie ridotta ad una ragnatela di incrinature.

Niente forno, se il pezzo non è esplicitamente “oven proof”: altrimenti, oltre alla ragnatela di incrinature, ci ritroveremo anche un orribile fondo color biscotto.

Niente microonde se il pezzo non è esplicitamente “microwave safe”: oltre ai rischi esposti poco sopra, rischieremo di vederlo letteralmente andare in frantumi.

In nessun caso mettere questi pezzi nel freezer.

Altra piccola accortezza, non strofinare la superficie con spugne o detergenti abrasivi, che potrebbero rovinare l’invetriatura e persino il decoro, se è anche solo parzialmente sopra smalto.

Asciugare bene ogni singolo pezzo prima di riporlo.

Mai usare i piatti per affettare: non si dovrebbe fare in generale, ma con il transferware… di più!

Insomma, se il pezzo è veramente vintage, non c’è alternativa al trattarlo con la sensibilità e la grazia da riservare ad un’anziana e delicata nobildonna: niente sbalzi di temperatura e niente strapazzate di qualunque genere. Credetemi, in cambio di queste piccole attenzioni vi ripagherà con una compagnia lunga molti anni…