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©acasadibianca

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Non so dalle vostre parti, ma dalle mie il ponte del 2 giugno è trascorso all’insegna del tempo capriccioso. La pioggia intermittente non ci ha consentito né di trascorrere questi giorni in collina, né di organizzare gite fuori porta. Ne abbiamo approfittato per qualche giro di commissioni, ma niente di particolarmente interessante: diciamolo, ci siamo riposati ma anche annoiati parecchio.

Alla fine, per consolarmi ho deciso di preparare una cenetta per noi quattro e servirla su una tavola che desse almeno vagamente l’idea dell’estate. Condizionata come sono dal pullulare di tavole a tema marino che imperversa sui social, ho optato per un’apparecchiatura dal sapore marinaro, se non altro per i colori prescelti: i supercollaudati bianco, rosso e blu. Le foto non sono un granché ma la luce dei pomeriggi di pioggia non aiuta… spero comunque rendano abbastanza l’idea.

©acasadibianca

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In assenza di tovaglie specifiche, ho usato come base un telo mare in cotone a rigoni bianchi e blu, con un decoro laterale a coralli e stelle marine. In effetti all’inizio l’avevo steso sulla tavola per gioco, poi l’effetto mi è piaciuto e ho deciso di convertirlo in tovaglia: ho appositamente lasciato anche la stropicciatura, per un ulteriore tocco di informalità che facesse pensare alla rilassatezza delle serate di vacanza, e le ho abbinato tovaglioli rossi a contrasto.

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Per i piatti ho scelto due diversi servizi, inglesi ovviamente: quello rosso è stato usato come base, per contrastare con il colore della tovaglia, richiamato invece dal piatto blu messo a completare il posto tavola. Dopo un paio di prove, ho deciso di evitare il sottopiatto: quello bianco rovinava l’effetto cromatico dato dall’alternanza dei colori, mentre quello trasparente era completamente fuori stile. Poco male: a parte che era una cena in famiglia quindi del tutto informale, non lo trovo un elemento sempre necessario.

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Per il pane ho utilizzato delle coppette basse, alternando volutamente il blu e il rosso

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Posate d’acciaio e bicchieri in vetro con un decoro che richiama le onde hanno completato l’apparecchiatura.

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Come dettaglio puramente decorativo, dei piccoli segnaposto conchigliosi, con targhetta rimasta in bianco causa cortese intervento del figlio: “Mamma lascia stare, tanto lo sappiamo già come ci chiamiamo…”. (Passerà l’adolescenza, vero?)

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Tocco finale, gli immancabili fiori. Non avendo programmato nulla in anticipo, mi sono arrangiata con ciò che passava il balcone: azalee rosse e gli ultimi boccioli del gelsomino.

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Dimenticavo il menù, leggero ma divertente. Antipasto con insalatina “fescionblogger” su ricetta della figlia, con lattuga, avocado, pomodorini rossi e gherigli di noce. Quindi spaghetti vongole e bottarga, ineditamente mangiati sul piatto piano: so che il galateo così vorrebbe sempre, ma qui dalle mie parti, credetemi, la pasta la mangiano tutti nella fondina, e chi non lo fa è guardato come se fosse matto. A seguire, carpaccio di pesce spada condito con olio e limone, accompagnato da crostini gluten free: verdure niente, che di healthy s’era già s’era mangiata l’insalatina e non volevamo esagerare (scherzo: c’erano dei peperoni, ma non li ha mangiati nessuno). Per finire, un bel gelato artigianale pure senza glutine (non è facilissimo, ma si trova), servito rigorosamente in coppette blu su piattino rosso.

Piccola nota a margine: questa cenetta non solo non mi ha tolto la voglia di mare, ma  me l’ha fatta aumentare esponenzialmente. Visto però che di spiagge quest’anno ne vedremo ben poche, mi sa che per consolarmi dovrò inventarmi qualche altra tavola…