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Tea, anyone? Capitolo 1. Tutto cominciò con un languorino…

©acasadibianca
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Secondo la tradizione britannica, l’Afternoon Tea ha un preciso inventore: inventrice, per essere precisi. Questa amatissima usanza anglosassone si dovrebbe infatti ad Anna Maria Stanhope Russel,duchessa di Bedford, vissuta tra il 1783 e il 1857. Di nobile nascita (era figlia di Charles Stanhope, terzo conte di Harrington), Anna sposò nel 1808 Francis Russel, marchese di Tavistock e, dal 1839, settimo duca di Bedford. Dal 1837 al 1841 affiancò inoltre la Regina Vittoria, di cui era amica personale, in qualità di Lady of the Bedchamber.

Non sappiamo molto di lei, se non che – oltre ad essere in eccellenti rapporti con la sovrana – era anche una gran pettegola. Fu infatti coinvolta, assieme alla baronessa Louise Lehzen (governante, istitutrice e a lungo confidente di Vittoria), in uno scandalo che sfiorò anche la Regina. Al principio del 1839 una dama di corte, Lady Flora Hastings, pur non essendo sposata iniziò ad accusare malori che il medico reale attribuì ad una gravidanza. Le due nobildonne sparsero la voce che Lady Flora avesse una relazione illecita con Sir John Conroy, presunto amante della duchessa di Kent, madre della Regina, e per questo inviso alla giovane Vittoria. In realtà, Lady Flora era innocente: i suoi malesseri si rivelarono infatti i sintomi di una malattia incurabile, che di lì a poche settimane la condusse alla tomba.

L’imbarazzo a corte fu grande, anche perché la stessa Vittoria aveva inizialmente dato credito al pettegolezzo: e ci volle del tempo perché le critiche all’operato della Regina, oltre che delle sue amiche e collaboratrici, fossero messe a tacere.

Lo scandalo non inficiò però l’ottimo rapporto tra la Regina e la duchessa di Bedford. Anzi, nel 1841 la duchessa e il marito ebbero ospite Vittoria nella loro residenza di campagna, Woburn Abbey. Risalirebbe proprio a quel periodo, e a quel luogo, l’invenzione dell’Afternoon Tea.

Ai tempi, gli aristocratici avevano l’abitudine di riunirsi per la cena non prima delle 20.30-21, d’estate anche più tardi. Considerando che il pranzo veniva servito intorno alle 13, la duchessa, poverina, a metà pomeriggio avvertiva un certo languorino.

Per questo motivo, iniziò ad accompagnare il suo tè pomeridiano con qualche stuzzichino: un po’ di pane e burro, una fetta di torta, qualche biscotto, che si faceva servire con discrezione nella sua stanza da letto. Temeva infatti che questa abitudine la facesse apparire ridicola agli occhi dei suoi pari, e la coltivava rigorosamente in privato.

A quanto pare, però, il languorino pomeridiano era un problema diffuso: poco a poco, la duchessa iniziò a coinvolgere le amiche più intime nei suoi spuntini, e più tardi, visto l’apprezzamento dimostrato per questo appuntamento goloso, anche gli altri ospiti che transitavano da Woburn Abbey.

Il successo fu tale che la duchessa continuò a coltivare questa abitudine anche dopo il ritorno a Londra, invitando sempre più spesso gli amici inviti per “un tè e una passeggiata”. Ben presto altre dame le copiarono l’idea, e in breve la pratica divenne così rispettabile da essere introdotta in tutti i salotti.

Questo è ciò che racconta la tradizione. In realtà, molto probabilmente la duchessa di Bedford non inventò dal nulla l’Afternoon Tea, ma grazie al suo prestigio e alle sue relazioni di altissimo livello contribuì in modo determinante a farlo evolvere da momento riservato a pochi intimi ad appuntamento mondano giornaliero irrinunciabile dapprima per la sola High Society e, più avanti, anche per tutte le altre fasce della popolazione.

11 pensieri riguardo “Tea, anyone? Capitolo 1. Tutto cominciò con un languorino…”

  1. Ciao Bianca
    Ho letto il tuo post stamattina e approfitto della presenza nel tuo salotto di Marina (che mi conosce come Sabrina -Anna per ospitalità verso una nuova lettrice del suo blog) per chiedere delucidazioni storiche e royal
    Ho letto che l’abitudine di bere il tea in Inghilterra era stata introdotta da Caterina di Braganza. la moglie trascurata di Carlo II Stuart ma se la duchessa ha introdotto il five o’clock tea quando beveva il tea Caterina?
    Forse per consolarsi delle assenze (per non dire altro) del marito?
    Lascio alle mie due storiche preferite la risposta?

    1. La risposta è facile: lo beveva sempre! Inizialmente il tè era considerato una bevanda dalle proprietà terapeutiche e gli stessi medici ne suggerivano un consumo massiccio nel corso della giornata: qualcuno arrivava a parlare di 75 tazze al giorno!
      La novità dell’Afternoon Tea sta nell’affiancare al tè il consumo di uno spuntino, che diventa un ulteriore piccolo pasto rispetto alle abitudini alimentari precedenti. Per qualcuno in realtà non proprio “ulteriore”: ma questo lo vedremo nel prossimo post 😉

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