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Recensioni. Tre letture di fine estate

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da Pinterest

Tra i giorni in montagna e quelli in collina, ho avuto finalmente un bel po’ di tempo per leggere. Ho scoperto piccole meraviglie, ripreso vecchi amori, sopportato cocenti delusioni: tutto nella norma, insomma.

Anche se l’estate volge ormai alla fine, e con essa la lentezza dei giorni di vacanza, volevo condividere con voi i tre titoli che più mi hanno colpito, nel bene e nel male.

La scoperta. Volete fare un tuffo nell’Inghilterra vittoriana guardandola con gli occhi di un contemporaneo? La donna in bianco vi piacerà. Ne è autore Wilkie Collins, prolifico romanziere della cerchia di Charles Dickens, che ne pubblicò a puntate l’opera – scritta secondo l’amato genere del feuilletton – sulla sua rivista. Ma non aspettatevi lacrimosi orfanelli in realistiche ambientazioni preindustriali. Qui parliamo di un intrigante giallo a metà strada tra Jane Eyre e Cime Tempestose. Gli ingredienti ci sono tutti: le più nobili dimore e i bassifondi di Londra, un maestro di disegno povero ma senza macchia e senza paura, una nobildonna tanto bella quanto ingenua, una sorella bruttina ma generosa, un baronetto dall’oscuro passato, un conte italiano ambiguo e intrigante, e soprattutto lei, la donna in bianco, le cui vicende si intrecciano in modo indissolubile con quelle di tutti i protagonisti. Se vi piacciono i romanzoni di ambientazione ottocentesca e di autore contemporaneo (quindi senza svarioni a gogò), è il libro che fa per voi.

Il vecchio amore. Cosa dire di quel capolavoro che è L’età dell’Innocenza di Edith Warton? Niente, se non che va letto, assolutamente. La tormentata storia d’amore tra il giovane avvocato Newland Archer e la contessa Ellen Olenska, cugina della sua promessa sposa, è solo la scusa per analizzare con spietata acutezza l’ipocrisia dell’alta società newyorkese di fine Ottocento. La sottile crudeltà celata dietro un turbinio di feste, cene di gala e serate all’opera con cui si decide impietosamente la condanna della giovane donna, colpevole di non aver resistito al fianco di un marito terribile ma “di alto rango”, è descritta in modo mirabile, così come l’incapacità del protagonista maschile di sottrarsi ad un destino già scritto e alla maschera che la sua posizione sociale impone. Un romanzo splendido, utile anche per ricordare che non servono imbarazzanti descrizioni anatomiche per rappresentare in modo perfetto la passione che può divampare tra un uomo e una donna.

La delusione. Il dubbio mi era venuto già nel vedere il titolo italiano, furbescamente ricalcato su quello di un recente romanzo di successo. Peccato veniale, mi sono detta: l’idea di leggere un libro ambientato nella Ceylon dell’ultima età coloniale, e per giunta nel mondo delle piantagioni di tè, mi ha spinta a soprassedere. Mai errore fu più grande. Perché Il profumo delle foglie di tè, di Dinah Jefferies, col tè c’entra veramente poco. L’avesse ambientato in una coltivazione di banane nell’Africa nera, o nei campi di cotone degli stati sudisti d’America, non sarebbe cambiato nulla: anche lì avremmo potuto avere la giovane signora tanto buona con gli indigeni, il marito tormentato dal passato, il sorvegliante crudele, la cognata gelosa, i bambini poveri, la fedele governante di colore. Aggiungete una trama prevedibile, personaggi piatti e stereotipati, situazioni così inverosimili da rasentare l’assurdo, un contesto storico accennato a malapena. Non parliamo poi del finale: ovviamente non ve lo svelo, ma insomma, l’idea che dopo la rivelazione di un segreto che ha segnato drammaticamente la vita di tutti i personaggi la storia finisca a tarallucci e vino, ecco, anche no. Né più né meno, un romanzetto rosa, e neanche dei migliori. Purtroppo non è il mio genere, e infatti ho faticato parecchio a finirlo. Per consolarmi, mi sono rifugiata in un’altra rilettura: il caustico Julian Fellows, con il suo delizioso Snob. Ma di questo, magari, parleremo un’altra volta.

15 pensieri riguardo “Recensioni. Tre letture di fine estate”

  1. Ho letto la donna in bianco da bambina e mi aveva colpito molto che l’ eroina non fosse bella ma brutta e che rimanesse sempre brutto anatroccolo, infatti se la protagonista, bionda e bella é la sorella, la vera eroina é lei la sorellastra brutta. Era un romanzo vittoriano che condannava tutte le donne non angeliche mentre accettava uomini mascalzoni senza soffermarsi a considerare le conseguenze delle loro azioni che ricadevano sulle donne. Dovrò rileggere L’ età dell’ innocenza non ricordo la passione o meglio, abituata al linguaggio moderno non ho colto i sottintesi passionali. Non hp letto il terzo romanzo ma concordo con te su Snob, recentemente ho letto altri due romanzi dello stesso autore uno Belgravia che mi era piaciuto mentre lo leggevo ma che ripensandoci si basa su un equivoco poco credibile ( almeno x il 2016) e un altro Un passato imperfetto ambientato nella Londra di fine anni 60- inizio 70 nella società bene che è molto “denso” ma interessante.
    Hai letto i libri in formato cartaceo? Io ultimamente ho letto i libri in formato e- book perché più pratico nei viaggi e più gestibile con il nuovo arrivo in casa di cui ti vorrei parlare per chiederti dei consigli. Ho riletto tutti i tuoi post sui bambini ma la peculiarità della mia situazione necessita di consigli specifici da un’esperta come te. Spero che tu mi offrirai il tuo aiuto grazie in anticipo.

    1. Ho letto tutto in ebook perché ormai non so più dove mettere i libri. Dopo aver zavorrato due case ho pensato che dematerializzare fosse meglio. Questo purtroppo ha i suoi lati negativi (certi libri, se avessi avuto modo di sfogliare, probabilmente non li avrei presi) ma quelli positivi al momento prevalgono.
      Per l’altra questione chiedi pure, non sono così esperta ma se posso ti aiuto molto volentieri! Dunque lui/lei è già a casa con voi? È una notizia meravigliosa 😍

  2. Ieri è stata una giornata strana, calda, afosa, preceduta da una notte altrettanto afosa durante la quale ho dormito poco. Così mi sono alzata e ho preso dalla libreria Snob che rileggo spesso tanto mi piace. Lo adoro, è scritto stupendamente, è arguto e, come ho già detto altrove, è assolutamente da conoscere prima di lanciarsi in un commento sulla sfortuna di lady Diana.
    Il primo da te citato mi intriga, il secondo è un altro di quelli che rileggo spesso e anzi visto che una delle mie letture – una pagina al giorno… 😉 – del periodo è il famoso manuale di Marie Kondo sono inorridita quando la guru giapponese del riordino ha teorizzato un max di 30 libri da tenere in casa e degli altri eventualmente solo alcune pagine strappate…arghhhhhhh
    Nel corso dell’estate ho anche letto i libri di uno scrittore di viaggi – scaricati su kindle – Bill Bryson che americano trasferito in Uk ha raccontato l’isola a modo suo. Non so che dire, interessante ma estremamente categorico su certi aspetti e un po’ intriso di luoghi comuni. Infine al terzo libro – un viaggio in Europa – scopro (perché lo dichiara) che odia tutti gli animali specie cani e gatti.
    @Sabrina ho letto anche io Belgravia, agganciata dal primo capitolo scaricabile gratuitamente e poi durante una domenica piovosa ho man mano preso tutti gli altri. Carino, non al livello di Snob, bella la ricostruzione storica e belli i personaggi veri – il famoso ballo è rimasto nella storia e ce n’è una ricostruzione nel film Waterloo – l’intrigo è intrigante ma io avevo capito dove voleva andare a parare praticamente già al terzo capitolo. 😀 Il motivo? aehmmmmm devo confessare che sono stata una accanita lettrice dei romanzi di Barbara Cartland e Julian stavolta ha preso a piene mani da Dame Barbara, cioè ovviamente scritto meglio e con tutt’altra profondità, ma l’intrigo è quello 😉

    1. Aaaaaah si svelano gli altarini!!!
      Povera me non ho mai apprezzato il genere, a eccezione di “Cercatori di conchiglie” e “Settembre” di Rosemunde Pilcher che – lo confesso – ogni tanto ancora rileggo.
      A “Belgravia” facevo la corte da un po’ ma ora che ho letto le vostre opinioni mi sa che aspetto che lo mettano in offerta 😉

      1. Dimenticavo. Letto anche la Kondo. A mio modestissimo avviso, una matta totale! Cioè questa da bambina non vedeva l’ora di tornare a casa da scuola per riordinare 😨😨😨. Un filino ossessivo-compulsiva…

  3. Rosamind Pilcher è una delle mie scrittrici preferite oltre ai titoli da te menzionati ti segnalo tornando a casa …Judith è un personaggio che rimane nel cuore ma anche i personaggi secondari sono meravigliosi.
    Marina concordo su Snob, ne avevo parlato in un commento sul tuo blog forse proprio su Lady Diana. La nobiltà e l’ alta borghesia si sono rette sul senso del dovere e dell’ appartenenza come ad esempio ne I Buddembrook di Thomas Mann altro mio libro del cuore. Per l’ ordine sono un caso irrrecuperabile ma mio figlio è stato una cura drastica tutto quello che é alla sua portata può essere considerato perso quindi ordine e creatività la mia borsa è nella vetrina del servizio buono…Bianca inorridirâ ma bisogna sopravvivere quando capirà forse andremo meglio ( o forse no)..
    Grazie della disponibilità

    1. Vero, anche “Ritorno a casa”! È il primo che ho letto e concordo, è molto bello, ma gli altri due mi sono proprio rimasto nel cuore. Anzi, mi sa che quando torno a casa li cerco e me li rileggo 🙂
      Per l’altra questione credimi, non inorridisco per niente: sono pure strategie di sopravvivenza e in questo campo non c’è limite alla creatività! Peraltro nemmeno io ne sono ancora fuori: ok, i figli sono grandi e i guai che combinano sono altri, ma ci pensa Ninni a mantenermi in esercizio. Attendo con ansia che diventi una signora cana per bene 😂

  4. ps totalmente OT: la tavola blue&withe che hai messo qui sopra nell’header del blog è STUPENDISSIMA, più la guardo più la amo, compresa la futa e i tovaglioli dello svedese.

  5. Vero blue & white sono un binomio vincente nell’abbigliamento e sulla tavola, anche io ho una tovaglia a righe blu e bianca e la uso spesso con piatti bianchi con decoro blu ed un’idea di verde che cerco di affossare o di riprendere ed esaltare e sempre con buoni risultati addirittura anche con porcellane a fiori (delicati di Villeroy e Bosch) con decoro blu risultano gradevoli forse non molto formali ma allegre per inviti informali ( e per il momento non ho in programma inviti formali perché il nuovo arrivo li renderebbe ugualmente non formali)

  6. Cavolo, avessi letto prima la tua recensione avrei saputo cosa leggere! Sono una grande amante dei romanzi ambientati nell’800 ma, non trovando niente che mi allettasse, mi sono buttata su “il profumo delle foglie di te”… Sono a un quarto del libro….da 4 giorni! Almeno so cosa leggerò dopo!!! 😀 Giordka

    1. Ciao e benvenuta! Allora aspetto di leggere la tua recensione di questo libro, perché anche se recensisco libri da più di vent’anni (un tempo lo facevo anche per professione) ho sempre paura di essere troppo cinica 😉

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