Confessioni, Ricevere

Confessioni. Punti e a capo

©acasadibianca
©acasadibianca

In principio fu l’Ovomaltina. Correvano i deprimenti anni Settanta, nell’oro non nuotava nessuno – anzi! – e le occasioni per ricevere doni erano circoscritte a Natale e compleanno. Come farsi quindi sfuggire l’occasione di una tazza nuova, ad allegre righe colorate, e per di più personalizzata con il proprio nome? Non era difficile: bastava ricordarsi di raccogliere i punti sulla confezione, raggiungere il numero necessario, spedire e aspettare fiduciosi il postino.

E fu così, amici miei, che diventai una raccolta-punti dipendente.

Oggi come allora, non me ne faccio scappare una: dal supermercato al benzinaio, tutti i bollini del mondo sono miei, miei, MIEIII!!! (da leggere figurandosi uno sguardo intriso di follia stile Gollum con il suo “tesssoro”).

Amo le raccolte punti, le adoro, le bramo, le cerco compulsivamente. C’è stato un tempo in cui costringevo tutti i parenti fino al settimo grado a ingozzarsi di merendine e biscotti per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Ricordo ancora la commozione (mia) e il sollievo (altrui) che accolsero l’arrivo a casa di uno degli elettrodomestici più inutili della storia, il leggendario “fornetto scalda briosche”. Non parliamo poi della quantità di tazze, ciotole, biscottiere, vassoi, cestini e altri accidenti pazientemente recuperati per allietare la mia vita da universitaria fuori sede. Molti di loro – miracolosamente sopravvissuti all’esperienza – ancora servono silenziosamente la magione domestica.

Oggi la mia passione sfrenata sono i punti del supermercato dove faccio la spesa settimanale, che accumulo copiosamente visto che ogni mese ci lascio tre quarti dello stipendio e un paio di organi interni. Attendo con bramosia l’uscita del prossimo catalogo e rimpiango la raccolta extra che facevano in questo periodo dell’anno, grazie alla quale ho messo insieme un servizio di piatti e uno di posate niente male, oggi ahimè sostituita da cose fastidiosamente pratiche come buoni scuola o buoni benzina.

Perché vedete, il mio problema è che gli sconti non mi danno la stessa gioia: non che li schifi (al contrario), ma volete mettere la bellezza dell’aprire un pacchettino?

Comunque, per dare un senso a questa follia, posso dire con soddisfazione che nell’ultimo anno mi sono portata a casa un bellissimo completo di lenzuola matrimoniali, un nuovo set di asciugamani, cinque pirofile, un tostapane, dodici cucchiaini da caffè, e sicuramente qualche altro aggeggio di cui non mi ricordo. Un bel bottino, che attutisce sensibilmente i miei sensi di colpa.

E voi, come vi ponete di fronte alle raccolte punti? Le amate, le odiate, vi sono indifferenti? Suvvia, confessate…

 

11 pensieri riguardo “Confessioni. Punti e a capo”

  1. Sorrido leggendo questo tuo post perchè mi sembra di leggere la mia descrizione!
    Ora mi faccio forte del fatto che, avendo due figli di 21 e 25 anni felicemente fidanzati, tutti i “beni” raccolti andranno ad arredare e/o completare le loro abitazioni, quindi in cantina ho già tantissime cose utilissssime… (per esempio ben due servizi da 12 di piatti bianchi completi di piatti da portata e insalatiere e poi padelle antiaderenti, phon, tritatutto…)
    … e, per la cronaca, il fornetto scalda brioches l’ho avuto anch’io!!

    1. Il fornetto scalda brioche ha segnato un’epoca 😂😂😂
      Comunque la strategia “lo faccio per voi” mi sembra impeccabile. I miei sono ancora un po’ giovani per mettere su casa, ma come si dice, “chi ha tempo non aspetti tempo”.
      Direi che posso continuare ad accumulare serenamente 😉

  2. Mi ricordo del fornetto scalda briosche!!!io partecipo più ai concorsi per avere buoni sconto, l’ultima volta solo registrando sul portale ultra dolce lo scontrino di acquisto, ho ricevuto 6 bicchieri bormioli, arrivati la scorsa settimana.Con i buoni sconto riesco a risparmiare 200,00 euro l’anno circa e poi ho alcuni prodotti completamente gratis.

    1. È un settore che bazzico poco perché le rare volte che l’ho fatto sono sempre finita in un giro di proposte commerciali ossessive che mo infastidiscono parecchio. Devo dire però che dove faccio la spesa ci sono continuamente ottime offerte e questo aiuta molto: anche perché se non fosse così altro che tre quarti dello stipendio ci lascerei…

      1. Gli devi stare un pò dietro, però se riesci ad accoppiare offerte e buoni sconto su uno stesso prodotto, paghi poco e niente,per dirti i dentifrici non li ho più pagati e ne ho una bella scorta

  3. quanto mi hai fatto ridere. io sono della generazione che le famose merendine – quelle che oggi hanno come testimonial un ex strafico che parla con una gallina 😉 – le vendeva il distributore automatico al liceo e udite, udite c’era mezzo punto su ogni busta. ovviamente raccolsi tutti i mezzi punti miei, e anche quelli delle buste buttate via dai compagni di classe, e mi guadagnai una orrenda ciotola con piatto color crema spenta con disegno marrone. da lì non mi sono più fermata ho fatto servizi completi, sempre nello stesso tono, e ho messo tutto in cantina dai miei. poi una volta avuta casa mia ho riguardato queste cose e ho deciso che erano troppo orrende quindi adesso le usa mio zio.
    ecco questo è il massimo che ho fatto, adesso direi che le raccolte punti non mi attirano più di tanto anche se presento sempre la tesserina dei vari negozi. fra l’altro nella mia zona gli iper non sono generosissimi (e manca quello famosissimo del nord e noto per i suoi magnifici doni) e i cataloghi così così, quindi converto in sconti spesa. fra l’altro siamo solo in due e diversifico la spesa perché non tutti hanno tutte le cose che mi piacciono… però certo che un bel servizio da 12 di piatti bianchi, quello si che mi manca 😉

    1. Ecco il soggetto della foto appartiene esattamente a quella famosa serie, infatti se ne
      resta buono in dispensa ad ospitare le bottiglie di olio.
      POi ammetto che avere un super che fa regali veramente belli è una istigazione a delinquere non da poco. E infatti il servizio tutto bianco me lo sono preso con lo scorso catalogo 😁😁😁

  4. Mia suocera ha accumulato quantità industriali di piatti e suppellettili varie (aveva un negozio e le ditte produttrici erano generose se raggiungevi gli obbiettivi di vendita) e anche i miei hanno avuto dei regali con la loro attvità (12 tovaglie natalizie complete di tovaglioli, sottopiatti e decorazioni per la tavola da ritagliare dalla scatola e adesso molte cose sono state regalate a me quando ho messo su casa. Il fatto è che la qualità è diseguale ci sono cose che reggono bene il lavaggio ed altre che non sono resistenti alla lavastoviglie ed al microonde( sono prodotti anni 80 ) Quelli più recenti sono invece adatti agli elettrodomestici ma hanno colori e disegni aggressivi o troppo sponsorizzati. Tutto questo contribuisce a rendere ancora meno vicina ai tuoi standard la mia tavola quotidiana ma comunque, specialmente adesso che c’è il piccolino, sono utili e posso vederglieli in mano a cuor leggero sperando che non li rompa quando contengono un qualche liquido bollente e o ad alto tasso di macchie.
    Mia madre ha però un servizio di piatti da 12 fatto con i punti del supermercato qualche anno fa e dimenticato in fondo ad una credenza e credo che glielo chiederò in prestito per una cena e poi si stabilirà a casa mia.

    1. Il prestito non restituito è un grande classico del genere “beni di famiglia ricollocati”. E comunque anche ai piatti farà bene vedere un po’ di gente dopo tanto tempo nella credenza 😉

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