Decorare, Ricevere, Stile, Tavola

Finché Brexit non ci separi, o dell’acquistare on line dalla perfida Albione. Note generali

©acasadibianca
©acasadibianca

Tutti ne parlano, molti ne scrivono, alcuni (me compresa) non ne capiscono fino in fondo. Sembra comunque ormai assodato che, dopo l’esito del referendum dello scorso giugno, l’uscita della Gran Bretagna dalla Comunità Europea sarà questione relativamente veloce.

Ci vorrà ancora un po’ di tempo per capire cosa cambierà davvero nei diversi settori, compreso quello dell’import/export. Nell’attesa, considerando che l’esito referendario ha portato ad un cambio per noi più favorevole, e che spesso mi capita di ricevere in privato richieste di consigli su come e dove acquisto le mie amate potteries, ho pensato potesse essere utile condividere in un paio di post la mia esperienza di acquirente on line di stoviglie & affini direttamente dall’Inghilterra.

Poiché questo imporrà di fare nomi e mettere link, apro una parentesi per mettere bene in chiaro una cosa: questi NON saranno post sponsorizzati, nessuno mi paga o mi regala qualcosa perché parli della sua azienda, vi racconterò semplicemente le mie personali e dirette esperienze di acquirente che ha scelto liberamente dove comprare e ha pagato tutto di tasca sua.

Ma veniamo a noi. Innanzi tutto, perché comperare on line? In primo luogo, per necessità, visto che – almeno dalle mie parti – i negozi di articoli per la casa sono praticamente scomparsi. In secondo luogo, per comodità: si sceglie avendo a disposizione l’intero catalogo della produzione, si può accedere anche a manifatture che non hanno distributori italiani, e si riceve il tutto comodamente a casa propria. Terzo punto, contrariamente a quanto avviene in Italia, in Gran Bretagna praticamente tutte le case e i rivenditori al dettaglio almeno un paio di volte l’anno fanno i saldi o propongono promozioni, consentendo di fare acquisti a prezzi veramente convenienti.

Tutto perfetto, quindi? Non proprio. Non va dimenticato che alla spesa dell’acquisto va sempre aggiunto il costo della spedizione, spesso tutt’altro che economica. Ulteriore nota dolente, i pagamenti si possono effettuare solo con carta di credito, e non tutti ce l’hanno o desiderano averne una.

Se però decidiamo che i punti di forza superano quelli di debolezza ecco – secondo la mia esperienza – come conviene organizzarsi.

In primo luogo, servono un pc o un tablet e un indirizzo e-mail personale. Un pc/tablet perché è indispensabile visionare con cura gli articoli prima di ordinarli, e lo schermo del cellulare non è sufficiente: forma, colori e dettagli dei decori possono sfuggire, e se è vero che gli acquisti spesso si possono restituire è meglio risparmiarsi la seccatura. L’indirizzo e-mail è invece indispensabile per registrarsi ai siti dove acquisteremo, ricevere la corrispondenza relativa al nostro ordine e le newsletter per essere sempre aggiornati su offerte e promozioni.

Infine, ci servirà una carta di credito. Per quanto l’ovvia indicazione sia di acquistare solo dalle manifatture o da rivenditori di indiscutibile reputazione, è sempre consigliabile utilizzare per il commercio on line una carta di credito ricaricabile, da caricare volta per volta solo dell’importo sufficiente a coprire il costo dell’acquisto, o poco di più. Tutte le banche ormai propongono prodotti di questo tipo, e il piccolo costo della singola ricarica (io pago un euro) vale sicuramente la protezione dal rischio di vedersi svuotare il conto corrente da qualche hacker malandrino.

Ultimo consiglio generico: nel prossimo post vi racconterò nel dettaglio le mie esperienze e parlerò quindi solo delle manifatture e dei rivenditori con cui ho avuto a che fare, ma che non esauriscono certo il mercato. Perciò, ovunque decidiate di acquistare, mi raccomando di verificare sempre per prima cosa due cose fondamentali: i costi e i tempi di spedizione. I costi perché variano moltissimo da una realtà all’altra, e a volte sono così elevati da sconsigliare vivamente l’acquisto. Attenzione anche alle promozioni genere “Spedizione gratuita per ordini superiori a * sterline” perché nel 99% dei casi si riferiscono solo agli ordini nazionali: per chi acquista dall’estero spesso vale il contrario, cioè più acquisti più paghi…

Occhio anche ai tempi di spedizione. Quasi sempre se il prodotto è disponibile arriva nel giro di una settimana, ma ci sono realtà più artigianali che realizzano i pezzi solo su ordinazione e quindi i tempi si possono allungare sensibilmente. Meglio saperlo, per non restare delusi o, peggio, vedersi arrivare fuori tempo massimo un articolo che avevamo assoluto bisogno di avere entro una certa data.

7 thoughts on “Finché Brexit non ci separi, o dell’acquistare on line dalla perfida Albione. Note generali”

  1. Non vedo l’ora di leggere il prossimo post, anche nelle mie zone ci sono pochi negozi di casalinghi che vendono prodotti di una certa qualità, infatti come vado a fare un fuori-porta, il mio primo pensiero è trovare un bel negozio come si deve.

    1. Lo faccio anch’io! Del resto ammettiamolo, al giorno d’oggi l’arte della tavola è un tema per appassionati, quindi… almeno tra di noi, restiamo uniti e confortiamoci 😊

  2. Attendo con anZia la tua lista. Confesso di acquistare sempre di più on line e se nella mia zona ci fosse anche il servizio della spesa on line sarei una cliente fedele. Vivo in una città medio-piccola in una regione medio-piccola dove ormai ci sono solo le grandi catene e se voglio altro o mi sposto o giro per i siti.
    Le potteries poi non ne parliamo… ZERO e in particolare il mio amato Spode ce l’ha un solo negozio che tiene solo poche cose e le vende a peso d’oro.

    1. Molti dicono che il commercio on line è il futuro, e non si accorgono che in parecchi casi è già il presente: gli articoli per la casa sono solo uno dei campi in cui on line l’offerta è dieci volte più ampia e spesso anche molto più conveniente. Quanto alla lista, sono certa che saprai aggiungere info altrettanto interessanti 😉

  3. Nell’attesa di conoscere i tuoi indirizzi, dico solo che di fronte al risultato del referendum britannico, la mia reazione era stata più o meno questa: “beh, se la sterlina scende, si comprano più tazze”. Non ti dico lo sguardo vacuo di mio marito in risposta 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...