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©acasadibianca

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Sabato scorso io e il consorte siamo stati all’Ikea. Ci servivano due sciocchezze, niente di che, ma per qualche strano motivo lo consideriamo un posto romantico e ogni tanto ci andiamo volentieri, seguendo un rituale preciso che inizia con pranzo a base di polpette abbinate a qualche dolce improbabile, prosegue con un giro completo di acquisti all’insegna del “mai più senza”, e finisce con un hot dog al baretto dopo le casse.

Lo so, due che a quasi cinquant’anni trovano romantico scappare all’Ikea a mangiare polpette invece che immergersi nei vapori di qualche lussuosa SPA non sono esattamente l’icona della coppia cool: ma che ci volete fare, ognuno ha le sue stravaganze…

Comunque. Nel giro al mitico “mercato” non può mancare da parte mia una maniacale perlustrazione del reparto tavola. E visto che l’Ikea è sempre al passo con i tempi, non ho potuto fare a meno di notare il prepotente avanzare della tavola in nero. Piatti, bicchieri, tessili, persino la mia brocchetta-feticcio: il nero – totale o parziale – avanza a grandi passi.

Sarà il riflesso delle mode d’Oriente, sarà che del tutto bianco non se ne poteva più, ma la tendenza è netta ed evidente, anche in fotografia, dove al candore in stile scandinavo stanno subentrando fondi scurissimi, composizioni che richiamano le nature morte di epoca barocca e un imponente uso del contrasto.

©ikea

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Non essendo particolarmente amante del nero, men che meno in tavola, osservo perplessa questa nuova tendenza. Però ne sono rimasta talmente colpita da aver voluto tentare un esperimento casalingo, partendo da una teiera inglese di fine Ottocento che ho trovato da poco in un mercatino. E’ appunto nera, in omaggio alla moda che accompagnò il lunghissimo lutto dell’amata regina Vittoria, con un delicato decoro sui toni dell’arancio. Mi ha fatto subito pensare a un servizio da liquore Art Deco che era della mia nonna, e che proprio per i suoi colori – nero e arancio – non avevo mai usato.

Da qui è nata una tavola seriosa ma non troppo, gotica ma senza esagerare, che potrebbe quasi andare bene per Halloween, se fossi il tipo che lo festeggia. Eccola, quindi.

©acasadibianca

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Sul nudo legno ho disteso a mo’ di runner una sciarpa di chiffon nera punteggiata da piccoli jaïs. Per accentuare il tono barocco, ho usato i sottopiatti dorati che normalmente riservo alla tavola di Natale, i piatti avorio profilato d’oro, le posate effetto madreperla (sarebbe stata meglio l’argenteria, ma non avevo il tempo e il modo di recuperarla) e dei bicchieri vintage con decoro a ghirigori.

©acasadibianca

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Per un ulteriore tocco di nero e arancio ho recuperato, per il pane e per un piccolo antipasto, dei piattini bavaresi decorati coi semi delle carte da gioco.

©acasadibianca

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I bicchierini della nonna sono stati invece trasformati in segnaposto, grazie a qualche rametto di bosso e di edera sfumati nei colori d’autunno.

©acasadibianca

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E la teiera? Beh, lei ha avuto il posto d’onore. L’ho trasformata in centrotavola, facendone la base di una leggera composizione di bacche sui toni dell’arancio che riprendono il suo decoro, e più in generale quello di tutta la tavola.

©acasadibianca

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Tre candele su candelieri neri di diverse altezze presi appunto all’Ikea (ma anni fa), una serie di piccole zucche essiccate e qualche bacca caduta qua e là hanno completato la scenografia.

Che ne dite, esperimento riuscito? E soprattutto, cosa ne pensate di questa crescente moda del nero in tavola? Vi piace, non vi piace, vi lascia indifferenti? Sono curiosa di conoscere la vostra opinione…