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©acasadibianca

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Ho preparato un’altra tavola d’autunno. Non c’erano sfide né temi da rispettare, questa volta, solo la voglia di un’apparecchiatura accogliente per un tranquillo pranzo domenicale coi nonni. Credo sarà l’ultima tavola dai toni caldi che vedrete per un po’: ormai siamo a novembre, che per me – almeno in città – è il mese del grigio, dato dalle prime nebbie, dal colore sempre più spesso plumbeo del cielo e dall’asfalto che si spoglia dal dorato delle ultime foglie.

Qui, però, eravamo ancora in ottobre, nel pieno del fogliage nostrano che colora cielo e terra nei colori dell’oro e dell’ambra. Li ho voluti portare in tavola ancora una volta, ma per un’apparecchiatura più tradizionale e sobria di quella del mio ultimo esperimento.

©acasadibianca

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Ho scelto infatti come base una tradizionalissima tovaglia in misto cotone e lino bianca con bordi ecrù e tovaglioli in tinta, e le ho abbinato dei piatti molto autunnali, i Friendly Village di Johnson Brothers, scegliendo ovviamente i decori più adatti alla stagione.

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Niente di che per posate e bicchieri (questi piatti sono da lavare a mano, quindi per il resto ho deciso per materiali da buttare allegramente in lavastoviglie), e mix & match per i piattini per il pane, in questo caso Windsor di Ridgway: avrei anche quelli del servizio, ma sono decorati con un paesaggio innevato e per ottobre mi parevano eccessivi.

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Quanto alle decorazioni, ho optato per colori e materiali naturali. Come segnaposto ho scelto una semplicissima foglia d’acero essiccata, mentre per il centrotavola ho spudoratamente riciclato quello della tavola arancio e blu: un runner in feltro color ecrù punteggiato da piccole zucche, ricci di nocciola e castagne “matte”. Unica differenza, l’ho in formato più ridotto perché eravamo in sei e almeno l’acqua e il vino da qualche parte li dovevo mettere.

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Per finire, vi racconto il menu, leggero e super tradizionale come sempre quando gli ospiti sono i nonni: niente antipasto né aperitivo ma un bel piatto di risotto all’amarone seguito da roastbeef con patate al forno e insalata di radicchio, melagrana e noci. Monastico anche il dolce: le favette dei morti, accompagnate da un buon bicchiere di recioto. Anche a tavola, con la semplicità non si sbaglia mai.