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©acasadibianca

©acasadibianca

L’invasione è cominciata da qualche mese, prima all’estero e poi anche da noi: post e video su tutti i social, articoli di giornale, i primi libri già in bella vista nelle librerie. E’ la nuova moda che avanza, arriva dalla Danimarca ed è francamente impossibile non averne ancora sentito parlare: è il mitico Hygge, parola intraducibile in italiano che indica uno stile di vita semplice e rilassato, all’insegna delle piccole gioie date dalla casa, dagli affetti domestici (animali compresi), dal contatto con la natura.

Nella versione invernale, vivi l’Hygge se: prediligi un abbigliamento comodo e informale fatto di caldi filati naturali; lasci l’ufficio al massimo alle 17 e nel tempo libero passeggi nella natura selvaggia e incontaminata, possibilmente con il tuo cane al seguito; al ritorno a casa accendi il camino e ti gusti una bella tazza di cioccolata fumante avvolta in una calda coperta, con il fido quadrupede ai tuoi piedi; prepari quotidianamente zuppe, pane fresco e dolci deliziosamente ricchi di burro e di zucchero.

Come dici? Abiti in un condominio, il caminetto non ce l’hai, per trovare un minimo di verde o ti accontenti di un’aiuola spartitraffico o devi farti un’ora e mezza di macchina? Il cane te lo scordi perché lavori fuori casa 10 ore al giorno e non riusciresti nemmeno a portarlo a fare pipì nell’aiuola di cui sopra, e per lo stesso motivo già è un miracolo se riesci a comprare il pane una volta alla settimana? Se esci dall’ufficio alle 17 dopo una settimana trovi un altro seduto al tuo posto? Fa niente. Se la moda vuole che tu abbracci l’Hygge (a proposito, come si pronuncerà veramente? ügghe, hoo-gaa, hu-gue, hu-gaa, hue-gaè… non ce ne sono due che dicano la stessa cosa), in un modo o nell’altro lo farai, fosse anche solo nell’anima! O magari lo fai già, e non te n’eri mai accorto…

Io per dire, che come sapete rifuggo il più possibile le mode, mi sono resa conto con sconcerto di vivere l’Hygge più o meno dalla nascita. Non tanto durante la settimana, ma il mio week end, ragazzi, è Hygge che più Hygge non si può! Scarpa bassa e comoda, abbigliamento tassativamente sportivo, addosso solo materiali naturali (quello in realtà sempre, se non altro perché con i sintetici mi gratto come una scimmia), cucina semplice e genuina e sempre, sempre, sempre, almeno una passeggiata all’aperto con le persone che mi sono più care. In collina, poi, il mio livello di Hygge raggiunge il 100%: ho addirittura una bellissima stufa a legna, un bosco dove passeggiare (e, da ottobre a gennaio, rischiare di farmi sparare addosso: sarà Hygge anche quello?) e la temperatura perfetta per gustare al rientro fuoco acceso, cioccolata calda (o meglio ancora tè) con torta di mele, per poi piazzarmi sul divano con marito, copertina e cane.

E il bello è che vivo così da sempre, perché è lo stile di vita che mi hanno insegnato i miei genitori e che mi sento cucito addosso come il più perfetto degli abiti. Ho precorso i tempi? Ma figuriamoci. Semplicemente, ho abitudini semplici, un forte concetto di famiglia e rispetto per ogni forma di vita, e non sono certo l’unica al mondo che è cresciuta così. Per questo veder magnificare questo stile di vita come se fosse chissà quale scoperta mi fa un po’ sorridere. E quindi faccio mio un commento lasciato da una signora sul sito di una rivista inglese, sotto l’ennesimo articolo sul tema, e che suonava più o meno così: “Diamine, chi avrebbe mai pensato, in inverno, di vestire pesante, accendere il camino e prepararsi una cioccolata calda? Dev’essere per questo che viviamo un’esistenza così miserabile, quassù in Scozia”. Come darle torto?