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©acasadibianca

©acasadibianca

Non so voi, ma io ero sinceramente convinta che il legame dell’agrifoglio con le festività natalizie fosse una pura questione di disponibilità stagionale.

Ho scoperto recentemente che si tratta invece di una pianta dalla forte valenza simbolica, e siccome ho trovato la storia interessante e forse non così nota, ho pensato fosse carino condividerla.

Tutto nasce dalla necessità (oddio, necessità è una parola grossa: diciamo desiderio) di sostituire un delizioso servizio a tema natalizio che avevo preso ad una fiera tanti anni fa, reso inutilizzabile da un disgraziato incidente. I nuovi piatti che ho scelto sono caratterizzati da un disegno centrale che raffigura un intreccio di edera e agrifoglio, bordato da versi poetici. Mi sono incuriosita e ho cercato di saperne di più, scoprendo così che il nome del decoro, “The Holly and the Ivy” (appunto, “l’agrifoglio e l’edera”) altro non è che il titolo di una celebre carola natalizia inglese, le cui strofe iniziali sono le stesse vergate sul piatto.

Questa canzone è ispirata al genere poetico del “contrasto”, un componimento a due voci contrapposte tipico dell’età medievale, solitamente di tema amoroso, ma non solo: era infatti frequente utilizzarlo anche per descrivere una scherzosa tenzone tra due schieramenti contrapposti, primi tra tutti i due sessi. E poiché nella tradizione celtica agrifoglio ed edera rappresentavano rispettivamente il principio maschile e quello femminile, ecco che in questo componimento ora si apprezzava ora si denigrava l’uno o l’altro elemento, secondo che fosse il momento di cantare degli uomini o delle donne. E indovinate un po’ come si suggellava la pace che sempre concludeva queste giocose baruffe? Con un bacio sotto il vischio, nel rispetto di un’altra tradizione nordica, che voleva le sue bacche portatrici di amore e fortuna.

All’originario significato dell’agrifoglio se ne venne però con il tempo a sovrapporre un secondo, più spirituale e profondo. I fiori bianchi come l’innocenza, le bacche rosse come il sangue e le spine foriere di sofferenza fecero infatti ben presto dell’agrifoglio una pianta simbolo della figura del Cristo. In omaggio a questa similitudine, il componimento poetico originario fu declinato in versione religiosa, dando appunto origine a questa celebre carola. Se siete curiosi di ascoltarla nella gioiosa interpretazione di Annie Lennox, potete cliccare qui.