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©acasadibianca

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E anche questo Natale è andato! Tanta gente per casa, mille cose da fare, confusione, risate e pasticci, il tutto però con un sottofondo di malinconia perché all’ultimo momento l’influenza ha tenuto lontani mamma e papà.

Ho mandato i ragazzi in versione Cappuccetto Rosso a rifornirli di provviste, ma è stato il mio primo Natale senza di loro e mi sono mancati davvero tanto. Pazienza, ci rifaremo appena possibile!

Veniamo allora alle tavole che ho preparato, sempre due perché il numero di ospiti non consentiva di fare altrimenti. Come vi avevo anticipato, per la tavola dei grandi ho privilegiato i miei colori di tradizione, avorio e oro, quest’anno arricchiti da tocchi di marrone e di bronzo. Il risultato è stata un’apparecchiatura elegante e allo stesso tempo sobria, che è proprio l’effetto che volevo ottenere.

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Come base, la solita tovaglia in fiandra color burro, sulla quale ho posizionato i sottopiatti dorati e i piatti in bone china bordati in oro del servizio delle feste. A dare il tocco di marrone che desideravo, i piattini per l’antipasto: un bel transferware con bordo fiorato e decoro interno con gli animali selvatici. Ancora bone china invece per i piattini del pane, e avorio anche per gli spalmini, destinati ai paté.

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Una volta tanto, posate d’argento, mentre per i bicchieri ho scelto un bis fatto di vetro trasparente per l’acqua e vetro inciso ancora a tema bosco con dettagli dorati per il vino.

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Legno scuro e creature del bosco anche per i legatovaglioli.

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Ultimo tocco, il centrotavola. Una semplice ghirlanda di rami arricchita da un festone dorato impreziosito da piccole perle. Al centro, per non far mancare alla tavola la dolce luce delle candele, tre lanterne iridescenti color bronzo e oro, che una volta illuminate lasciavano intravvedere uno scenario boschivo.

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Decisamente più tradizionale e colorata la tavola dei ragazzi. Le foto purtroppo non le rendono giustizia, ma in certe situazioni il tempo è quello che è, le priorità sono decisamente altre e come sapete la sottoscritta non è proprio una perfetta fotografa. Portate pazienza, le pubblico per rendere almeno l’idea.

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Anche qui ho scelto una base chiara e, in assenza di spazio per i sottopiatti, ho aggiunto colore con un runner centrale scozzese. Piatti con l’edera e l’agrifoglio, bicchieri in vetro verde, posate rosse a riprendere il tono un po’ rustico di tutta l’apparecchiatura, e una stellina come segnaposto. Niente tovaglioli perché nella confusione… me li sono dimenticati! Me ne sono resa conto a metà pranzo ma ormai i ragazzi si erano arrangiati con – ehm – quelli di carta. In compenso mi sono ricordata perfettamente gli spalmini di Tim Burton, che sono arrivati puntuali in tavola con l’antipasto.

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Giocoso il centrotavola: una slitta rossa trainata dalle renne e carica di piccoli regali golosi.

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Per non rischiare incidenti (i sette fanciulli saranno anche cresciuti, ma sono più pasticcioni adesso di quando erano piccoli) niente candele, ma una ghirlanda di minuscole lucine. Perché senza un tocco di luce, non sarebbe stato Natale.