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Mi è capitato spesso, sia in rete che nella vita reale, di sentirmi chiedere “come si fa” a creare una tavola. Non nel senso di apparecchiare in modo corretto, ma di ideare una “scenografia”. In effetti non ho grandi segreti: le mie tavole, lo sapete, sono semplici anche quando sono solo allestimenti perché non riesco a prescindere dal fatto che la tavola nasca per il convivio e debba quindi essere soprattutto fruibile. Tuttavia, poiché anche la più semplice della tavole ha dietro una sua regia, ho pensato che potesse essere carino raccontarvi quali sono gli step che mi portano a creare una apparecchiatura.

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Inizio col dire che per quanto mi riguarda anche per la tavola valgono le famose 5W del giornalismo, ovvero Who? (Chi?), What? (Cosa?), When? (Quando?), Where? (Dove?), Why? (Perché?). Adattate al nostro scopo, queste domande suoneranno più o meno così: Per chi devo apparecchiare? Cosa servirò? A che ora del giorno? In casa, all’aperto, seduti o in piedi? Quale sarà l’occasione?

Le risposte a queste domande daranno gli elementi di base per creare la nostra apparecchiatura: è evidente che una merenda di bambini in giardino richiederà un allestimento completamente diverso da un brunch domenicale in famiglia, che a sua volta non avrà quasi nulla in comune con una cena per i colleghi.

Una volta chiarito questo, di solito in me scatta qualcosa che mi aiuta a prendere la giusta direzione. Può essere il desiderio di servire un piatto specifico, di usare un certo servizio, di valorizzare un determinato elemento decorativo o anche solo di dare alla tavola una particolare atmosfera: questo diventa il punto di partenza per strutturare tutto il resto.

Vi faccio qualche esempio concreto. Ad una cena recente volevo riproporre la mousse di castagne, cioccolato e panna servita in tazza da tè. Per questo motivo dovevo necessariamente apparecchiare con uno dei servizi con le tazze abbinate, e da lì ho scelto tovaglia, bicchieri, posate e tutti gli elementi decorativi.

In un’altra occasione sono partita dal desiderio di apparecchiare con un particolare servizio: su quella base ho creato il resto della tavola (e per inciso, siccome questo servizio non è completo di tutti i pezzi, anche il menu).

Ulteriore situazione: mettendo in ordine la credenza, mi è capitata in mano una serie di portacandele che non usavo da un po’. Ecco allora che l’apparecchiatura si è sviluppata attorno a loro, in modo da accoglierne e valorizzarne la presenza.

Ci sono infine volte in cui ho il desiderio di riproporre l’atmosfera di una tavola vista in rete o su uno dei miei libri: in quel caso, cerco tra le mie cose tutto quello che può contribuire al risultato cercando sempre di dare un tocco personale.

Insomma, qualche sia lo spunto iniziale, si tratta di scegliere un elemento “forte” che diventi il fulcro della nostra apparecchiatura. Da lì in poi le cose sono abbastanza in discesa: abitualmente non sono tipo da liste, ma in questo caso prendo carta e penna e annoto via via gli elementi che mi sembrano più adatti a comporre la tavola che ho in mente. L’elenco può tranquillamente comprendere anche più pezzi di uno dello stesso genere: per esempio due diverse tovaglie, più servizi di bicchieri, elementi decorativi diversi. A quel punto tiro fuori gli elementi di cui sono più convinta e inizio ad abbinarli tra loro: vedendo l’effetto reale, aggiusto il tiro sui dettagli e il resto viene da sé.

E voi, come create le vostre tavole?