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Se come me siete teorici del pranzo di Pasqua casalingo (con i tuoi o con chi vuoi, non fa differenza) sarete già in piena fase organizzativa. Mancano dieci giorni, è vero, ma le cose da fare sono tante, ed è buona cosa pianificare bene per evitare di trovarsi in affanno all’ultimo momento. Ecco la mia personale tabella di marcia per tenere sotto controllo la situazione.

Centrotavola pasquale coniglietti thun a casa di Bianca1. Definire il menu in tutti i suoi dettagli. E’ la base di tutto, perché attorno a ciò che si porterà in tavola andranno organizzati spesa, scaletta delle preparazioni, corredo per la cucina e la tavola.

2. Progettare la tavola. Scegliere stile della nostra apparecchiatura e pensare a tutti i particolari: tessili, piatti, bicchieri e posate. Programmare anche i dettagli decorativi in modo da avere il tempo di recuperare ciò che eventualmente manca.

3. Controllare e rinfrescare. Verificare che tutto quello che vorremo utilizzare sia in ordine e dare una bella rinfrescata ai pezzi che ne hanno bisogno. Non c’è niente di peggio che trovarsi la mattina di festa, con i minuti contati, a stirare tovaglie, lavare bicchieri impolverati o lucidare posate un po’ fané.

4. Programmare la spesa e organizzare i tempi della cucina. Ordinare per tempo gli ingredienti indispensabili (è un servizio che ormai fanno anche i supermercati), e preparare in anticipo (anche surgelando, se necessario) tutto quello che si può.

5. Gestire gli aiuti in modo gentile ma fermo. Se qualche invitato collaborerà al pranzo portando piatti già pronti, dare indicazioni precise e dettagliate: da “ognuno porta qualcosa” all’anarchia il passo è breve, e in una giornata già intensa serve chi ci aiuta, non chi – per quanto con le migliori intenzioni – ci complica la vita.

6. Sistemare la casa.  Particolare attenzione a bagno e cucina, con un occhio di riguardo anche ai tessili di servizio. Non si dovrebbe fare, ma capita a tutti di portare in tavola un piatto appena uscito dal forno utilizzando presine o strofinacci: nel caso, che siano immacolati, in perfette condizioni (no alla presina unta o bruciacchiata) e se possibile in tono con l’apparecchiatura.

7. Sistemare noi stessi. Ritagliarci un po’ di tempo per trucco e parrucco, decidere cosa indosseremo e prepararlo stirato e in ordine, compreso – se ci piace o ci è necessario – un bel grembiule fresco di bucato da indossare all’arrivo degli ospiti.

8. Organizzare tutti i pezzi necessari al servizio. Tenere a portata di mano piatti e posate a servire, cestini per il pane e saliere, piatti e posate per il dolce, tazzine per il caffè con cucchiaini e zuccheriere.

9. Sparecchiare in modo organizzato. L’arte di sparecchiare la tavola è un tema che abbiamo già affrontato, e va tenuto caro perché consente di guadagnare tempo e assentarsi da tavola il meno possibile, godendosi al meglio la giornata.

10. Organizzare il pattume. Predisporre contenitori vuoti e puliti, con un occhio di riguardo a quelli per vetro, plastica e carta che tra bottiglie e imballi vari si riempiranno in un attimo. E prima di prima di buttare tutto nel cassonetto, non dimenticare un consiglio della nonna che è sempre un evergreen: contare le posate!