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Tea, anyone? Capitolo 5. Apparecchiare per un High tea

Come ho già scritto più volte, non sono per nulla favorevole al tè preso sul divano, che costringe a imbarazzanti equilibrismi per reggere tazza, cucchiaino, tovagliolo, piattino della torta etc. senza imbrattare gli abiti o, peggio, i cuscini di chi ci ospita. Per me il tè è un rito che richiede una tavola opportunamente apparecchiata, dove consumare la bevanda e le bontà che la accompagnano in comodità e relax, godendo serenamente della compagnia degli amici. In due parole: un piacere, non una fatica!

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Ciò non toglie che poiché la tradizione prevede entrambe le possibilità, dovremo analizzarle con la stessa attenzione. Comincio spudoratamente con la mia preferita, appunto la tavola “alta”, che la tradizione anglosassone collega all’High tea, ovvero un tè preso nel tardo pomeriggio con un ricco contorno di pietanze che ne fanno un sostituto della cena.

Proprio perché deve accogliere ben più di due tartine e una torta, la tavola deve essere ampia, in modo da consentire a tutti di prendervi comodamente posto. Tradizione vuole che la si copra con una bella tovaglia che dia un senso di freschezza, dunque prevalentemente dai colori chiari e delicati. Le andranno abbinati dei piccoli tovaglioli quadrati in stoffa: se non ne avessimo e fossimo costretti a ripiegare sulla carta, ricordiamoci comunque di scegliere la misura da cocktail!

Per ogni ospite dovranno essere disponibili una tazza, un piattino da dolce ed eventualmente un altro per le portate più impegnative, un bicchiere, le posate necessarie. Se lo spazio lo consente, prepareremo come per un pranzo, ponendo la tazza da tè sulla destra del piatto e il bicchiere al suo fianco. In alternativa, posizioneremo la tazza da tè al centro del posto tavola, ponendo alla sinistra il tovagliolo. Le posate andranno disposte come per normale pranzo.

Il corredo individuale per un perfetto tè all’inglese prevede che ogni commensale abbia un minuscolo piatto corredato da spalmino dove porre la confettura, perché è considerato imperdonabile servirsi direttamente dalla ciotolina comune. Poiché però si tratta di elementi difficilmente presenti nelle case italiane, possiamo ammetterlo come licenza: la cosa fondamentale è – come del resto deve essere sempre con le posate da servizio – che non si tocchino mai con la posata comune alimenti che sono già stati portati alla bocca.

Sulla tavola non dovranno ovviamente mancare zuccheriera (due, se proponiamo diversi tipi di zucchero) e lattiera. Poco britanniche, ma indispensabili per un tè servito in Italia, le fettine di limone, rigorosamente biologiche visto che andranno immerse nella tazza, da servire con l’apposita forchettina.

Oltre al tè nella sua teiera (magari due, con diverse miscele per venire incontro ai gusti di tutti gli ospiti) sulla tavola non potranno mancare acqua e succo di frutta o spremuta, se non addirittura un delizioso Pimm’s o una bottiglia di Champagne, quando siamo in vena di offrire un tè particolarmente elegante. Qualunque bevanda si scelga di servire sono ovviamente vietate le bottiglie di plastica!

Per i dolcetti o i sandwich potremo scegliere tra i tradizionali piatti a servire inglesi (rettangolari o rotondi) e le scenografiche alzatine, a due o tre piani. Le torte potranno invece essere servite tanto sul classico piatto rotondo che su una alzata.

Considerata l’abbondanza di stuzzichini dolci e salati che accompagnano un vero High tea, una piccola composizione di fiori freschi sarà un tocco decorativo più che sufficiente. Se ci piace l’idea di una tavola più scenografica, invece che su dettagli aggiuntivi conviene puntare sulle stoviglie, privilegiando tazze e piattini con decori più strutturati. In questo modo riusciremo a dare la giusta vivacità all’apparecchiatura senza l’ingombro di troppi elementi decorativi, come sempre sconsigliabili se vanno a discapito dello stare piacevolmente a tavola.

10 pensieri riguardo “Tea, anyone? Capitolo 5. Apparecchiare per un High tea”

  1. Sono contenta che sia tornata questa rubrica dedicata al tè. Io gli spalmati li ho, con una leggera decorazione Art Deco, e devo dire che li uso con un c’era frequenza e molto piacere .
    Mi hai fatto venire voglia di allestire un tè con tutti i crismi…
    Quindi l’high tea è l’equivalente inglese del nostro aperitivo quando quest’ultimo è abbastanza rinforzato da sostituire la cena?

    1. Diciamo che se lo servi dalle 18 in avanti e ci abbini le ricette giuste lo puoi tranquillamente considerare un sostituto della cena.
      Gli spalmini li ho anch’io e li uso spesso, sono meno fornita di piattini da confettura ma… ci sto lavorando!

  2. Scusa se non dico la mia su questo argomento, ma c’è una cosa che mi.ha colpito, e che comunque sapevo, quella di.non toccare con la posata comune alimenti già portati alla bocca, io ho un problema simile e cioè che mia madre spesso usa la posata con la quale sta mangiando, per prendere cibo dal vassoio comune, ormai ha 70 anni e non c’è modo di farla cambiare ma questa cosa mi indispone( e ce ne sarebbero tante altre di cose sbagliate che fa ahimè) come devo comportarmi?

    1. Bel problema! Di certo non puoi riprenderla, quindi secondo me i casi sono tre: 1) porti pazienza e te ne fai una ragione; 2) servi già impiattato evitando i piatti da portata; 3) fai girare il piatto da portata mettendo tu nei piatti ai vari commensali e poi lo fai sparire in cucina, pronta ad alzarti e replicare se qualcuno chiede il bis.
      Non mi vengono altre idee purtroppo: se qualcuno ha suggerimenti migliori, si faccia avanti!

    2. Capisco il fastidio, mio nonno paterno aveva la stessa abitudine, forse una volta non ci si faceva caso ma io inorridivo. Oggi mi capita con i bambini che usano le mani per pescare nel piatto comune e quando sento dire “ehhhhhh lascialo fare è un bambino” in genere congelo tutti facendo osservare che le buone maniere a tavola si imparano da piccoli.

  3. Sono felice anche io che la rubrica sia tornata. L’high tea nella versione più semplice era la cena degli operai e degli impiegati che con pane, burro, un po’ di carne, un semplice dolce e una buona tazza di tè risolvevano il pasto serale. L’high tea più ricco era il pasto della domenica sera delle classi elevate perché poteva essere tutto preparato in anticipo e servito dalla padrona di casa in quanto la servitù aveva la domenica pomeriggio libera.

    1. Vi ringrazio per la pazienza, sapete che non è mia abitudine lasciare le cose a metà ma in effetti su questo progetto ho latitano parecchio e me ne scuso. Cercherò di curarlo con più regolarità 😊

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