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Sette anni di pendolarismo universitario su due diverse città, un innato senso pratico e poca voglia di faticare più dello stretto necessario hanno fatto di me un’eccellente preparatrice di valigie. E no, non parlo delle scorte di cibo & affini (lì, chi mi segue da tempo lo sa, entro in modalità “mamma ansiosa”) ma di abbigliamento ed effetti personali. Nel tempo, ho affinato una personalissima tecnica in cinque passi che mi consente di viaggiare estremamente leggera senza farmi mancare nulla. Visto che è tempo di vacanze, ho pensato che fosse divertente condividerla.

1) Ragionare molto bene su dove si va, cosa si farà, quanto bagaglio ci è concesso. Questo significa sia informarsi bene su clima e abitudini del luogo che selezionare le esperienze che ci piacerebbe vivere durante la vacanza. Sembra banale, ma molti non lo fanno: si spiegano così valigie piene di capi troppo leggeri, troppo pesanti, troppo sportivi, troppo eleganti e carenti invece di quanto più necessario, per tacere di stanze d’albergo o, peggio, auto a noleggio che si rivelano improvvisamente insufficienti per contenere il carico di valigie, valigette, borse e beauty case.

2) Scegliere uno stile e un colore-guida. Un guardaroba essenziale passa per la possibilità di abbinare al meglio i capi che abbiamo con noi. Per questo motivo uno stile omogeneo e un colore di base sono fondamentali: è ovvio che un guardaroba composto di colori incompatibili tra loro sarà fatto di molti più capi di uno dove ogni elemento è abbinabile con tutti gli altri. Certo, un’eccezione ci può stare: ma una e non dieci!

3) Individuare il numero dei capi necessari. Numero dei giorni e tipologia della vacanza saranno il principio che ci guiderà nella scelta. E’ ovvio che una settimana passata immobili sotto l’ombrellone, quindici giorni in montagna o un mese di tour avventuroso non richiederanno lo stesso quantitativo di capi. Per la mia esperienza, calcolo un cambio al giorno per intimo e parte sopra, uno ogni due/tre giorni per il sotto, uno o due golfini e due paia di scarpe. Eventuali capi eleganti dipenderanno dalla tipologia della vacanza: per dire, io vado alla ricerca di situazioni molto informali, quindi di capi eleganti ne porto al massimo uno, che peraltro il più delle volte torna a casa intonso. Vi sembra poco? Guardate che l’angoscia di mettere due giorni di fila lo stesso pantalone o la stessa felpa sono tutte italiane: all’estero di queste cose se ne fregano altamente, e fanno benissimo.

4) Preparare i beauty case. Creme, prodotti per l’igiene personale, trucchi, una piccola farmacia d’emergenza anche se restiamo in Italia: io non parto mai senza termometro, antipiretico, crema antibiotica, fermenti lattici, collirio, salviettine disinfettanti e cerotti. Se vado all’estero, aggiungo anche un antibiotico a largo spettro: so che le farmacie ci sono ovunque ma non tutti i medicinali sono di libera vendita ed è sempre meglio essere previdenti. Se si va all’estero, da non dimenticare anche gli adattatori per le prese e una fotocopia del documento di identità e dei titoli di viaggio.

5) Mettere davanti agli occhi quello che abbiamo selezionato, vicino alla valigia aperta. Per quanto mi riguarda, tipicamente a questo punto appoggio tutto sul letto e lo studio con cura. Verifico di avere qualcosa di un po’ tutte le pesantezze (compatibilmente con il luogo di destinazione, si intende), che tutto stia bene con tutto e poi… tolgo! Mi chiedo se davvero avrò modo per mettere tutto, se quel vestito così carino sia davvero irrinunciabile, se proprio mi servano tanti accessori e il più delle volte il risultato è uno solo: più di un capo torna nell’armadio. Mi direte, e se nella valigia ci stava comunque tutto? Poco male, avremo liberato posto per eventuali souvenir della nostra vacanza.