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Siamo arrivati a Edimburgo la sera tardi: una corsa in taxi fino al nostro hotel (pigramente, abbiamo scelto ancora un Premier Inn, che non costa una follia, ha camere e bagni grandi e garantisce cucina senza glutine) e poi via a cercare qualcosa da mangiare. La prima bella notizia è che mangiare senza glutine sta diventando sempre più facile: è bastato fare pochi passi fuori dall’albergo per incappare in un delizioso bistro, l’Edens Kitchen,  fortunatamente ancora aperto (erano passate le dieci e in Scozia la cosa è tutt’altro che scontata), dove abbiamo gustato una fantastica zuppa di frutti di mare assolutamente gluten free.

L’indomani, dopo una ricca colazione sempre senza glutine, abbiamo approfittato della giornata splendida per raggiungere la nostra prima meta: il Royal Botanic Garden.

Casa a EdimburgoA qualcuno potrà sembrare una scelta bizzarra, con tutto quel che c’è da vedere in città e così poco tempo a disposizione, ma se come me amate il verde e la natura davvero non potete perdere quello che è il secondo giardino botanico del Regno Unito: un vero tripudio di alberi e fiori di ogni genere provenienti da tutte le parti del mondo, autentico inno alla meraviglia della natura e alla biodiversità.

Ci siamo arrivati a piedi con una passeggiata di circa 20 minuti (a proposito: Edimburgo è tutta un saliscendi, quindi… scarpe comode!): volendo ci arrivano diversi autobus di linea e molti tour organizzati, ma abbiamo preferito camminare e goderci un po’ il paesaggio, sognando anche di vivere in uno dei meravigliosi cottage che circondando il giardino.

Cottage a EdimburgoIl giardino apre alle 10, e vi consiglio vivamente di essere sul posto all’apertura, in modo da potervelo godere in tranquillità prima che si affolli di visitatori. L’ingresso è gratuito con un’unica eccezione, le serre: qui trovate info e tariffe. All’interno del giardino sono anche presenti uno shop e un ristorante con opzioni senza glutine: siccome è parecchio gettonato, se pensate di mangiare qui vi consiglio di prenotare un tavolo prima di iniziare la visita.

Nel giardino (dove, va segnalato, non sono ammessi i cani) ci si potrebbe passare una vita: di seguito alcune foto prese qua e là, che parlano da sole.

Ortensie azzurre Royal botanic Garden Edimburgo

Pigne al Royal Botanic Garden EdimburgoPrato in fiore al Royal Botanic Garden EdimburgoFioritura al Royal Botanic Garden EdimburgoRoyal Botanic Garden EdimburgoNel cuore del giardino, le meravigliose serre vittoriane per le palme.

Serra vittoriana al Royal Botanic Garden EdimburgoCome vi dicevo questa è l’unica parte a pagamento: purtroppo la serra più grande non era accessibile perché in restauro, ma abbiamo visitato la più piccola (niente foto, ero troppo incantata a guardarmi attorno…) e poi tutte le altre, più moderne, indispensabili per ricostruire habitat che troverebbero il clima scozzese a dir poco ostile.

Ninfea Royal Botanic Garden EdimburgoNinfee al Royal Botanic Garden EdimburgoDa non perdere, alla fine del percorso, il giardino dedicato alla Regina Madre: Queen Elizabeth era scozzese, e a quanto ho avuto modo di vedere è ancora molto amata da queste parti. Il giardino, un hortus conclusus che celebra i cinque continenti, culmina con un labirinto e un piccolo edificio i cui interni sono decorati con i principali frutti della natura scozzese: francamente un po’ kitsch, ma glielo perdoniamo!

Queen Mother Garden at Royal Botanic Garden EdimburgoDopo un pranzo veloce e un giretto allo shop da cui sono uscita solo con qualche regalino (c’erano dei guanti da giardinaggio meravigliosi, ma ahimè mancava la mia misura), abbiamo ripreso la via del centro città. Lungo la strada siamo incappati in una deliziosa panetteria-pasticceria gluten free, Sugar Daddy’s :  se ci passate, non perdetevi le loro cupcakes e i loro cookies al cioccolato, sono entrambi favolosi!

Arrivati un po’ ansimanti in pieno centro (che salitone, ragazzi!) e visto che il tempo stava volgendo al brutto (la velocità con cui cambiano meteo e temperature è impressionante) abbiamo deciso di andare per musei. Tappa obbligata è la Scottish National Gallery: è fatta di tre diverse sedi espositive, ovvero Scottish National Gallery, Gallery of Modern Art, Portrait Gallery. Avendo poco tempo, abbiamo optato per la prima sede, piccola ma molto interessante: l’ho scelta perché conserva, tra i suoi dipinti, uno dei miei preferiti di sempre, il ritratto di Lady Agnew of Lochnaw di John S. Sargent. La foto è orrenda, ma si capisce ugualmente quant’è meraviglioso.

Lady Agnew of Lochnaw di John S. SargentIn chiusura di giornata, ancora cultura con il Writer’s Museum, che celebra tre glorie scozzesi del calibro di Sir Walter Scott, Robert Louis Stevenson e Robert Burns. . E’ piccolo e curioso, arroccato in un edificio tutto fatto di salette e scalette (inaccessibile a chi non abbia completa mobilità e anche a carrozzine e passeggini), e conserva manoscritti, prime edizioni e varie curiosità su questi celeberrimi scrittori.

La giornata si è chiusa con una passeggiata verso il Royal Mile, la principale strada storica della città. Purtroppo nonostante l’enorme quantità di ore di luce (in questo periodo il sole sorge intorno alle 4.30 e tramonta verso le 22) negozi e musei aprono tra le 9.30 e le 10 e chiudono tra le 17 e le 18 e quindi il tempo a disposizione per le visite è veramente poco. Abbiamo quindi raggiunto l’albergo, cenato pigramente lì (poca scelta ma tutto molto buono, almeno a nostro gusto) e siamo andati a nanna.