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Il secondo giorno a Edimburgo si è aperto ancora con il sole. Considerando che temevamo sette giorni di freddo e acqua, dopo la solita abbondante colazione ci siamo diretti decisamente di buonumore alla volta del Castello.

EdimburgoAncora scarpinata in salita (no, decisamente taxi e autobus non fanno per noi…) e in fila giusto in tempo per l’apertura, alle 9,30. Non avevamo preso i biglietti on line perché volevamo avere un programma molto flessibile ma col senno di poi faremmo diversamente: abbiamo fatto quasi mezz’ora di coda, che avremmo saltato se avessimo avuto già il ticket o uno dei pass per accedere a diversi monumenti (anche quello, non fatto per non vincolarci troppo).

Castello di EdimburgoQualunque scelta si faccia per i biglietti, il consiglio è di arrivare all’apertura: la rocca è grande ma i turisti sono tantissimi e dopo un po’ iniziano a contingentare gli accessi. Noi siamo usciti poco verso l’una e c’era una fila interminabile di persone che, pur avendo il biglietto, stavano aspettando di poter entrare.

Castello di EdimburgoPer lo stesso motivo, catapultatevi subito a vedere i gioielli della Corona Scozzese, altresì noti come Insegne di Scozia: sono esposti in una sala minuscola, in cima ad una torre con accesso ristretto, e già dopo mezz’ora dall’apertura la coda per entrare occupava mezzo cortile del castello. Non era possibile fare foto, quindi credetemi sulla parola: bello ed emozionante vedere dal vivo la Corona, lo scettro e la spada di stato, tra le più antiche insegne reali d’Europa.

Castello di EdimburgoLa rocca è tutta da esplorare, e offre una visione davvero spettacolare della città.

Castello di EdimburgoDa non perdere, al suo interno, il potente Mons Meg il più grande cannone costruito in età medievale, la St. Margareth Chapel, lo Scottish National War Memorial, la Great Hall, le inquietanti prigioni e il museo della guerra.

Castello di EdimburgoSe amate gli animali e avete il cuore tenero, verserete una lacrimuccia sul cimitero dei cani, dove giacciono sepolte con tutti gli onori le mascotte dell’esercito.

Castello di EdimburgoFinito il giro al castello abbiamo passeggiato un po’ lungo il Royal Mile curiosando tra negozi di kilt e tartan (quasi tutto, ahimé, made in Cina) alla ricerca di un posto che ci ispirasse per mangiare, sempre ovviamente con opzioni gluten free.

Lady Diana tartanSul più bello però il cielo si è coperto, ha iniziato a piovere e tirare un vento gelido e così ci siamo infilati in tutta fretta nel primo posto possibile, il grande magazzino Marks & Spencer. Come tutti i grandi magazzini in UK, ha il suo bel bar ristorante dove vengono serviti sandwich, piatti caldi e freddi e l’immancabile tè. Ricordavo dall’ultimo viaggio a Londra che questa catena ha una linea senza glutine, e infatti un bel wrap al pollo e un muffin al cioccolato hanno fatto la felicità del famelico figliolo. Anche noi ci siamo rifocillati piacevolmente, alternando sandwich al salmone, zuppa calda e tè bollente, mentre eteree signore dai candidi capelli ci guardavano perplesse sorseggiando bicchieroni di acqua e ghiaccio.

La seconda giornata a Edimburgo volgeva ormai al termine: abbiamo rinunciato all’idea di visitare l’edificio del parlamento scozzese perché eravamo tutti e quattro abbastanza stravolti per il gran camminare, così abbiamo preso la via dell’hotel gironzolando un po’ per Princess Street, la via dello shopping. Niente di interessante purtroppo, solo le catene che si trovano ormai ovunque nel mondo. Che peccato!

Una volta in albergo ci è arrivata addosso tutta la stanchezza della giornata: abbiamo quindi detto addio all’elenco di ristorantini che avevano selezionato e abbiamo nuovamente cenato in albergo. Alle nove eravamo belli che a letto, anche perché l’indomani ci aspettava una giornata davvero impegnativa: si partiva finalmente alla volta delle Highlands!