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Terzo giorno, tempo di lasciare Edimburgo alla volta delle Highlands. Ci siamo alzati di buon’ora, abbiamo fatto colazione, chiuso le valigie e in dieci minuti di taxi siamo arrivati all’autonoleggio.

EdimburgoDopo un veloce confronto di preventivi avevamo selezionato un operatore scozzese, Arnold Clark, e siamo rimasti pienamente soddisfatti. Peccato aver sbagliato (noi) la scelta della macchina: una Toyota Avensis, bella e comoda ma poco adatta alle strade scozzesi, strette e con spazi di manovra troppo ridotti per un’auto così lunga. Comunque. L’auto era fortunatamente fornita di navigatore, indispensabile vista la scarsissima copertura internet che abbiamo trovato lungo gran parte del nostro giro: se avessimo dovuto contare su Google Maps o sulle cartine della guida (Lonely Planet, saranno tanto famose ma io mi sono trovata malissimo…) sarebbe stato un bel problema!

Con un po’ di emozione (il consorte è un ottimo pilota ma era la prima volta che guidava “di là”) ci siamo messi in marcia alla volta di Inverness. Lungo la strada, però, c’era una tappa per me fondamentale: il castello di Balmoral, residenza privata della famiglia Windsor e buen ritiro estivo di The Queen.

Balmoral CastleIl castello è parzialmente visitabile in alcuni periodi dell’anno (sul sito trovate tutte le info), e visto che ci capitavo giusta giusta non me lo sono fatto scappare. Ci siamo arrivati dopo oltre tre ore di viaggio, percorrendo stradine di campagna che alternavano verdi pascoli punteggiati di pecorelle dal muso nero a boschi e a brughiere spazzate dal vento. Un percorso davvero nel cuore del panorama scozzese, su una strada con traffico pressoché pari allo zero eppure caratterizzata da un aspetto che mi ha davvero colpito: una quantità impressionante di animaletti spiaccicati (prevalentemente ricci e leprotti ma anche gabbiani, corvi, tassi e perfino una volpe) che francamente non mi spiego, visto il traffico quasi inesistente. Per la cronaca, una volta entrati nelle Highlands (stesso panorama, stesso traffico) questo triste spettacolo è sparito: se qualcuno ha una spiegazione da darmi, gliene sarò grata.

Balmoral CastleArrivati finalmente a Balmoral abbiamo parcheggiato, ci siamo incamminati lungo il sentiero e in un paio di minuti abbiamo raggiunto la biglietteria. Da qui ci sono due possibilità: una breve passeggiata oppure una navetta che porta dritti alla porta del castello. Dopo tante ore di macchina, abbiamo preferito andare a piedi, anche perché vista l’età media dei visitatori (che i miei gentilissimi figli non hanno mancato di rimarcare più volte) la navetta era molto gettonata. Il percorso nel bosco è breve ma molto grazioso, e comprende il piccolo edificio rotondo destinato alla frollatura e alla macellazione dei cervi (sì, proprio come in The Queen) e alcuni graziosi cottage dove volendo si può pernottare. Non so quanto con quanto anticipo si debba prenotare (ci avevo curiosato a febbraio e erano già al completo) ma credo possa essere un’esperienza interessante, così come immagino sia splendido il safari fotografico per la tenuta, anche questo da prenotare con largo anticipo. Inutile dire che non abbiamo fatto neanche quello.

Balmoral Castle

Superato il controllo biglietti, dove si ritira anche l’audioguida (in italiano, compresa nel biglietto d’ingresso), abbiamo iniziato a gironzolare. In realtà non c’è moltissimo da vedere: negli edifici adiacenti la biglietteria ci sono una minuscola esposizione iniziale con alcune auto e carrozze, una scelta di foto di famiglia, due vetrine di ceramiche commemorative un po’ buttate lì, un’agghiacciante raccolta di animali impagliati. Poco oltre, però, ecco il castello in tutto il suo splendore.

Balmoral CastleAll’esterno si possono visitare i giardini e gli orti. “Grazie, mamma, tutta questa strada per vedere le zucchine reali!” il lapidario commento dei miei adorabili eredi.

Balmoral Castle GardensE’ inoltre possibile esplorare parte del terreno circostante fino al fiume, e ammirare l’esterno del piccolo cottage in pietra prediletto dalla regina Vittoria, con il suo giardino d’acqua.

Queen Victoria Cottage at Balmoral Castle

L’interno del castello è purtroppo off limits, ad eccezione della sala per i ricevimenti, dove purtroppo non era consentito scattare foto.

Balmoral CastleUn vero peccato, perché qui viene data un’idea della vita quotidiana a Balmoral. Tra le varie cose, si possono ammirare alcuni dei servizi utilizzati per il regale desinare, tutti rigorosamente in porcellana dipinta a mano e – c’erano dubbi? – uno più bello dell’altro.

La storia del castello è affascinante: scelto come residenza per le vacanze da Vittoria e Alberto grazie a un vero e proprio colpo di fulmine, è stato molto curato dai reali consorti delle due regine più longeve. La ristrutturazione iniziale si deve infatti ad Alberto, mentre spetta a Filippo l’attuale sistemazione dei giardini e degli orti, concepiti per raggiungere il massimo splendore nel periodo in cui la famiglia reale soggiorna in Scozia.

Balmoral CastleConclusa la visita dopo una breve passeggiata lungo il fiume Dee (volevo arrivare al cimitero dei cani reali ma la famiglia si è ammutinata…), abbiamo pranzato al piccolo bistro del castello (semplice ma niente male, e con buona scelta di piatti senza glutine), saccheggiato – ehm – lo shop e, tornati all’auto, siamo ripartiti alla volta di Inverness.

Il viaggio è durato più di due ore, su una strada non particolarmente stretta ma decisamente a saliscendi, con salite piuttosto impegnative e altrettanto impegnative discese. Suggestivi e selvaggi i panorami, che ci hanno consentito anche di farci un’idea degli impianti sciistici scozzesi… e capire perché la famiglia reale d’inverno va in vacanza in Svizzera!

HighlandsSiamo arrivati a Inverness praticamente a ora di cena. Avevamo scelto on line un piccolo albergo con annesso ristorante, l’Heathmount Hotel, e ci è piaciuto molto. Ha il suo parcheggio privato, è leggermente decentrato e quindi molto tranquillo. Piccola pecca, non ha ascensore, cosa da tenere presente se si hanno difficoltà deambulatorie, valigie pesantissime o bambini piccoli. E’ stata una delle due notti in cui abbiamo condiviso un’unica camera (siamo tutti grandi, non ci stiamo più!), non gigantesca ma carina e con un bagno enorme e molto bello, provvisto sia di vasca e che di doccia.

Buona la cena con opzioni gluten free e ottima anche la colazione, parte a buffet e parte à la carte. Segnalo solo una cosa: se si vuole mangiare senza glutine bisogna dirlo esplicitamente perché la scritta “GF” sul menu indica una possibilità e non una certezza.

Inverness

A Inverness abbiamo visto poco: prima di cena abbiamo fatto una passeggiata sulle isolette del fiume Ness e la mattina dopo un mini giro in centro, ma era ancora tutto chiuso e abbiamo lasciato presto la città.

Inverness

Ci aspettavano una discesa in auto lungo il Loch Ness con il suo leggendario mostro e soprattutto due bellissimi castelli. Ma di questo vi racconterò nel prossimo post!