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Come tutte le bambine della mia generazione cresciute a stretto contatto con una nonna, dagli otto ai dieci anni ho ricevuto anch’io una istruzione di base sui cosiddetti “lavori femminili”: un minimo di cucito, qualche nozione di ricamo a punto croce, lavoro a maglia. I primi due non mi hanno mai appassionata più di tanto, ma per il terzo è stato da subito vero amore, tanto da aver continuato a coltivarlo con entusiasmo anche una volta superata la fase “facciamo i vestitini per le bambole”.

Knitting, lo chiamano adesso che è tornato di moda e fa tanto “momento relax della celebrity”. Per me è sempre stato sferruzzare, una passione mai sopita accantonata solo quando le mie ormai ragguardevoli dimensioni (si fa per dire, visto che sono un tappo) avevano fatto diventare un’impresa un po’ troppo lunga e complicata realizzare maglioni o sciarpe per il mio personale fabbisogno. Avevo ripreso in mano i ferri con immensa gioia durante le due gravidanze, per sfornare cappellini, babbucce, golfini e piccole coperte per i miei cuccioli. Poi anche loro sono cresciuti, non hanno più voluto indossare altro che felpe e così ho di nuovo accantonato questa passione.

Però mi mancava, il paziente incrociarsi di ferri e lana alla sera, sul divano, nel silenzio della casa. Così mi sono guardata attorno e ho trovato il modo di darmi nuovamente da fare. L’attuale passione? Gli scaldacollo, facili, veloci e per me molto preziosi, sia nelle scarpinate cittadine tra casa e lavoro sia nei week end in collina, dove proteggono la mia capricciosa cervicale durante i lavori in giardino e qualche volta anche in casa, che al nostro arrivo è ovviamente un po’ freddina.

Dopo un paio di esperimenti necessari per riprendere la mano ma esteticamente terrificanti, perché realizzati con gomitoli di recupero, sto finalmente lavorando ad un capo presentabile. Ho scelto una lana morbidissima e calda, dal colore neutro, e non vedo l’ora di arrivare all’ultimo punto. Purtroppo il tempo che ho da dedicare a questa attività è proprio poco, e il lavoro procede con discreta calma: ma in fondo, come diceva il saggio, sta molto nel viaggio il vero senso del viaggiare.