Natale, Regali, Stile

Aspettando il Natale. Piccolo vademecum per ritardatari

Lo so, lo so. Nonostante tutti i buoni propositi, le liste, i quaderni a tema, siamo in ritardo. Chi non ha ancora finito di acquistare i regali, chi non ha idea di cosa metterà in tavola il giorno di Natale, chi avrebbe voluto ideare un’apparecchiatura tutta nuova e deve ancora iniziare a pensarci, chi voleva rifarsi il look ma si è dimenticato di chiamare in tempo utile la parrucchiera e chi (tipo la sottoscritta) si è completamente dimenticata di spedire i biglietti di auguri. Troppo tardi per rimediare? Forse no, o almeno non per provarci. Eccovi quindi qualche consiglio per cercare di rimetterci in pari senza dare di matto.

Bianconiglio
©The Walt Disney Company

I regali. Facciamo una lista veloce delle persone per cui non abbiamo ancora provveduto, pensiamoci bene e buttiamo giù una lista di idee. Per i criteri di scelta, mi affido ancora ai miei storici principi: finora non mi hanno mai delusa! La cosa più semplice e comoda sarebbe ovviamente acquistare on line, ma visto che ormai siamo al 20 dicembre direi di azzardare solo se il venditore ci garantisce la consegna prima di Natale. In alternativa, focalizziamo la zona della città o il centro commerciale dove si concentrano più negozi tra quelli che ci sono graditi, prendiamoci un paio d’ore e buttiamoci nella mischia.

Il menù. Se di tempo per sperimentare non ce n’è più, affidiamoci alla tradizione di casa. Meglio piatti più semplici ma di sicura riuscita che stravaganze che potrebbero deludere le aspettative nostre e dei nostri ospiti. Avevamo adocchiato ricette che ci ispiravano ma non osiamo lanciarci senza rete? Niente paura, non sta scritto da nessuna parte che le possiamo preparare solo a Natale: un bel pranzo domenicale all’italiana, come quelli di una volta, andrà benissimo lo stesso.

La tavola. Ok, non abbiamo niente di nuovo né il tempo e la voglia di andare a cercarlo. Pazienza. Rispolveriamo tutto ciò che più ci si avvicina e cerchiamo di dargli un tocco di novità utilizzando in modo insolito quello che abbiamo a disposizione: un tovagliolo in colore a contrasto, un addobbo che diventa segnaposto, una composizione mangereccia come centrotavola et voilà, il gioco è fatto. Se proprio, una volta passate le feste possiamo buttarci avanti per l’anno successivo: approfittando dei saldi che coinvolgono gli articoli di festa, fare incetta di belle cose a poco prezzo sarà un gioco da ragazzi.

Il look. Se la parrucchiera non ha posto, non ha posto: certo, possiamo lasciarle il numero perché ci richiami se qualcuno rinuncia ma non è il caso di farci troppo conto. E allora? Sui colori da fare in casa non mi sbilancio perché non ho mai provato, ma mi sento di dire che un taglio non in perfetto ordine può essere camuffato con un raccolto: se la lunghezza lo consente una coda bassa o uno chignon sono sempre molto eleganti, mentre per i capelli corti possiamo sempre scegliere una mollettina che sappia di festa per tenere in ordine le ciocche più fuggiasche.  Possiamo infine anche rispolverare il buon vecchio cerchietto, che se ben gestito ha sempre il suo perché.

Gli auguri. E niente, se proprio li vogliamo mandare per iscritto non ci resta che affidarci a Internet: non sarà elegante come un bel biglietto vergato a mano, ma è sempre meglio che niente. Scegliamo una frase o un’immagine che ci rappresenti e scriviamo con il cuore: alla fin fine, non serve molto di più. In alternativa, possiamo rispolverare la cara, vecchia telefonata: sentirsi a voce dà sempre un’emozione diversa, e forse è arrivato il momento di decidersi a rivalutarla.

4 thoughts on “Aspettando il Natale. Piccolo vademecum per ritardatari”

  1. Devo dire che questo tuo post é stato provvidenziale. Mi sono fermata un attimo ho pensato a cosa regalare (in realtà avevo già deciso) ho pensato a dove trovarlo e sono partita a razzo. Ho trovato quello che volevo ho speso quanto volevo e ho trovato due regali. Ho riciclato ebbene sì un mio regalo dello scorso anno ad una persona che sapevo lo avrebbe apprezzato (usa quotidianamente quegli oggetti) e infatti era entusiasta e passando per caso da una vetrina ho trovato l’oggetto per un’amica in crisi. Il suo regalo é diventato il regalo per una collega. Ho saputo sabato mattina che avrei dovuto ospitare il pranzo di Natale da me ( il cibo era già stato preparato ) e ho cercato di mantenere la calma. Ho allungato il tavolo, ho cercato una tovaglia adatta ho tirato fuori il servizio BUONO della lista nozze (mia suocera non lo ricordava e questo è significativo)le posate buone e ho apparecchiato. Tutto bianco tovaglia e piatti posate in acciaio e come tocchi di colore i centro tavola vero il lavoro di Natale di mio figlio ( per i i nonni un’opera d’arte) e delle candele e delle campanelle a forma di Babbo Natale . Ho cercato di mettere dei tovaglioli colorati e, oltre al rosso, ho messo anche dei tovaglioli verdi per riprendere i colori del Natale ma mentre contemplavo la mia opera abbastanza soddisfatta mio marito alle spalle esclama “guarda la bandiera italiana”
    Lo spirito natalizio si è afflosciato come un souffle’ mal riuscito e ho ho lanciato al consorte un occhiata che avrebbe incenerito chiunque. Comunque Natalizie o Patriottica la tavola é rimasta quella…

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