Riflessioni

Caro anno nuovo, ti scrivo…

Caro 2018, benearrivato! Ti chiedo scusa se non ti ho accolto in pompa magna, ma le ultime settimane del tuo predecessore sono state piuttosto burrascose e non mi hanno lasciato molta voglia di fare festa. Per fortuna tu ti presenti sotto un cielo un pochino più sereno, e te ne sono grata, anche se so che – come tutti gli anni, del resto – prima o poi anche tu porterai nebbie, burrasche e notti troppo lunghe.

Mi sono fatta una promessa, mentre ti aspettavo.  No, non è il solito elenco di buoni propositi che si fanno giusto per poi non rispettarli, ma proprio una promessa: e la faccio a me, non a te, così anche dopo che sarai passato non avrò scuse per non mantenerla.

Mi prometto di lavorare a due cose, d’ora in avanti. Inizierò con il semplificare tutto ciò che è semplificabile, dal contenuto della dispensa alle relazioni, dall’organizzazione dei cassetti alle battaglie da combattere. Via, via tutte le complicazioni, via le cose, i pensieri e le persone inutili: è un attimo perché da inutili diventino faticose, e magari poi addirittura tossiche. Basta, non vi voglio più. Ho passato troppo tempo a prendermi carico di tutto e di tutti, pazientando, giustificando, rattoppando. E’ tempo di respirare aria nuova. Sarò la stessa di prima, intendiamoci, perché chi nasce proiettato verso il prossimo difficilmente si tramuterà in un oscuro egoista. Diciamo che mi imporrò di distribuire con più attenzione le mie attenzioni.

Semplificare, nelle mie intenzioni, dovrebbe regalarmi un po’ di quello che c’è di più prezioso al mondo, ovvero il tempo. Tempo per me stessa, non perché debba dedicarmi a cose banali – se pur molto gradite e consolatorie – come palestra e parrucchiera (quelle in qualche modo ci stavano già prima), ma per nutrire con più calma la mia anima, piuttosto sciupata da un anno non facile e da prospettive non troppo serene. Voglio – sì, voglio – che nella mia giornata ci siano spazio ed energie per la bellezza. Non una bellezza imponente, di quelle che ti lasciano stordito e che  per la loro natura sono piuttosto difficili da trovare. Penso a una bellezza più pura e autentica, quella delle piccole cose che abbiamo sempre a portata di sguardo e che, nella frenesia del nostro quotidiano, ci facciamo scivolare sotto gli occhi senza nemmeno vederle.

E’ di questa piccola bellezza, una bellezza che nasce da un passo lento e da uno sguardo attento, che voglio riempire le giornate mie e delle persone che mi sono care. E non trovo di meglio, per sintetizzare quello che nella mia testa è un pensiero molto chiaro ma nelle mie parole forse un po’ meno, di una bellissima poesia di Federico Garcia Lorca che si intitola “Corrente”:

Chi cammina
s’intorbida.
l’acqua corrente
non vede le stelle.
chi cammina
dimentica.
e chi si ferma
sogna.

Te la regalo, anno nuovo dai giorni ancora tutti da scrivere: fanne buon uso.

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