Galateo, Ricevere

Apparecchiare la tavola. Il risiko dei bicchieri

Dopo la posizione del tovagliolo, un altro grande interrogativo sul corretto posizionamento degli elementi di un’apparecchiatura è sicuramente offerto dai bicchieri. Quanti metterne, di che forma, in che posizione? Il Galateo, quel complesso e misterioso mondo di norme codificate che regolano – tra le altre cose – anche il modo in cui si apparecchia una tavola, non lascia spazio a dubbi: vediamo assieme cosa dice, e se non è il caso di aggiornarlo un po’.

Coastal tablescape in blue and red a casa di Bianca

Da manuale, i bicchieri si dispongono sulla destra, appena sopra la punta del coltello. Se sono più di uno, vanno leggermente in diagonale, salendo verso sinistra. Regola vuole che se ne apparecchino al massimo tre per volta: uno per il vino, un per l’acqua ed un terzo per le eventuali “bollicine”. Sorvoliamo in questa sede su come gestire i mille bicchieri che i sommelier riservano alle infinite varietà di vino esistenti, perché sono situazioni che difficilmente si verificheranno in una casa privata. Ci fermiamo quindi alla disposizione più semplice e consueta, che vede davanti a tutti il bicchiere per il vino, leggermente arretrato a sinistra quello per l’acqua, accanto ma più spostato a destra quello per le bollicine.

Bicchieri vintage a casa di BiancaQuesta collocazione non nasce per caso: ancora una volta, la posizione delle stoviglie rispetto al commensale corrisponde infatti a criteri di praticità. I bicchieri si collocano a destra perché la maggior parte delle persone è destrorsa, quello da vino va avanti agli altri perché, in una cena come si deve, si pasteggia a vino e non a acqua, che resta solo a disposizione per pulire il gusto tra una portata e tra un vino e l’altro: per capirci, l’idea non è di sedersi a tavola per mangiare e bere a crepapelle ma per degustare cibi e vini di qualità in buona compagnia.

Tablescape in blue and white a casa di BiancaProprio perché nata da esigenze pratiche, questa soluzione funziona a meraviglia se i bicchieri sono dello stesso stile, quindi tutti calici a stelo o tutti bicchieri bassi: in questo caso è già la loro dimensione (più piccoli per il vino, più grandi per l’acqua) a rendere questa disposizione più armonica anche dal punto di vista estetico, oltre che – come abbiamo visto – più comoda per l’uso. home, home decor, tablescaping, scandi, nordic style tablescape, Zara Home, a casa di Bianca

Qualche problema in più nasce se invece, come spesso accade sulle tavole di oggi, si sceglie di abbinare un calice a stelo per il vino ad un bicchiere per l’acqua basso e senza stelo. In questo caso infatti per raggiungere l’acqua è necessario scavalcare un bicchiere più alto e meno stabile, con il rischio di urtarlo e rovesciare il vino sulla tavola. Per questo motivo, sempre più spesso si vede apparecchiare con il bicchiere per l’acqua e il calice per il vino a posizioni invertite. Il servizio è così più comodo, e anche dal punto estetico il risultato è maggiormente gradevole.

Lo dico sinceramente: sono della vecchia scuola, e questa dell’invertire i bicchieri è una scelta che non amo particolarmente. Però la capisco, e spesso mi ci adeguo: i tempi cambiano, ed è giusto che la tavola evolva di conseguenza.

8 thoughts on “Apparecchiare la tavola. Il risiko dei bicchieri”

  1. Buongiorno Bianca, spesso mi capita di apparecchiare con servizi di piatti e bicchieri diversi. Trovo sia un modo per personalizare la tavola e di solito il risultato mi piace. Io appartengo alla nuova scuola, il bbcchiere del vino che è sempre a stelo lo metto alla sinistra del tumbler dell’acqua. Ho provato spesso la soluzione classica ma la trovo decisamente più scomoda specialmente per chi come me astemio e cosí mi sono rassegnata a infrangere una delle regole”base” del galateo della tavola.
    p.s.. bell’articolo 😉

    1. Intanto grazie per il complimento! Per il resto va anche detto che, anche se tutti sembrano improvvisamente diventati dei grandi sommelier, oggi a tavola si beve molta più acqua che vino: l’inversione dei bicchieri è giustificata anche da questa realtà.

  2. Articolo interessante!
    Chiedo un aiuto: quando durante il pasto
    si provano più vini, come ci si deve comportare con i bicchieri?
    Si devono sostituire (con la conseguenza di averne alla fine una marea da lavare)?
    Oppure si possono usare i medesimi, previo risciacquo? Soluzione meno elegante ma più comoda!
    Cari saluti
    Francesca

    1. Quesito interessante. In teoria ogni vino dovrebbe avere il suo bicchiere, ma nella pratica, salvo non trovarsi in una situazione molto formale, credo che la soluzione più semplice sia alternare i vini nello stesso bicchiere, dopo aver semplicemente finito di bere il vino precedente. In caso si decida di servire sia bianchi che rossi sarà ovviamente il caso di mettere in tavola un ulteriore bicchiere da vino: va bene bere due rossi o due bianchi nello stesso bicchiere, ma un bianco e un rosso decisamente no.

  3. Io invece una cosa che non riesco a capire è perché dobbiamo mettere la forchetta a sx. Se per agevolare il commensale si dispongono le posate in base alle portate, perché noi italiani, mangiatori di pasta non dobbiamo avere una forchetta anche a dx come sarebbe ovvio trovarla per essere agevolati? Mica mangiamo soupe e consommé come i nostri cugini francesi….

    1. Eh, perché queste norme sono state codificate quando chi non mangiava pastasciutta poteva decidere per tutti…
      Comunque storicamente è esistita, in passato, la tavola all’italiana con forchetta a destra, tradizione che resiste in molte famiglie italiche: a casa mia sinceramente non si è mai apparecchiato così, ma va anche detto che nella cucina veneta più della pasta sono di tradizione le zuppe e i risotti “all’onda”, quindi ci sta.

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