Arredamento, Bianco e blu, Brocante folies, Decorare, English Transferware, Stile

Passione Ginger Jars

Il primo l’ho trovato per caso quasi due anni fa e – lo ammetto – l’ho preso solo perché costava poco. Poi è stato il turno del secondo, scelto per la bellezza del decoro, e a dispetto delle notevoli dimensioni. Il terzo è arrivato qualche mese dopo, giusto giusto della misura intermedia tra i due precedenti. Sono tre Ginger Jars, ovvero quei panciuti barattoli con il coperchio piatto che tanti di noi associano ai ristoranti cinesi, ma che hanno ricoperto un ruolo davvero significativo nella storia della produzione inglese.

Ginger Jar Willow a casa di BiancaMa andiamo con ordine. I Ginger Jars, ovvero “Barattoli per lo zenzero”, nascono in Cina in epoca molto antica, tanto da risultare estremamente popolari già nel III secolo avanti Cristo. Prodotti per conservare tè e spezie, sono da sempre in porcellana dipinta a mano, tanto in monocolore blu che a tinte vivaci.

Nel paese del Dragone questi vasi avevano spesso un significato simbolico molto preciso. Se di colore giallo erano in origine destinati agli Imperatori, in quanto il giallo era appunto il colore della casa imperiale. Da qui, donare a qualcuno un vaso giallo divenne un augurio di lunga vita, motivo per cui si considerava inappropriato cedere un Ginger Jar color del sole ricevuto in dono. Il vaso bianco nasceva invece solitamente come dono nuziale: era tradizionalmente decorato con scritte inneggianti alla felicità e alla prosperità, e ornato dalle figure del Dragone e della Fenice, che simboleggiavano rispettivamente lo sposo e la sposa.

Ginger Jars inglesi a casa di BiancaI Ginger Jars si diffusero in Occidente nel primo Ottocento, sulla scia della moda orientaleggiante che tanto affascinava la civiltà europea. E’ allora che prendono il nome con cui li conosciamo oggi, perché inizialmente utilizzati per importare lo zenzero, una delle spezie più preziose e ricercate.

La pressante domanda del pubblico non poteva essere soddisfatta solo dalle porcellane d’importazione, peraltro estremamente costose e dunque alla portata solo delle classi più elevate. Per questo motivo nel distretto della ceramica dello Staffordshire si iniziarono ben presto a produrre delle repliche in terraglia, applicando inizialmente decori orientaleggianti ma spaziando poi anche su disegni più corrispondenti al mutato gusto anglosassone.

Ginger Jar english transferware a casa di BiancaI Ginger Jars restarono in auge per oltre un secolo e mezzo, vivendo anzi uno dei loro momenti più fortunati negli anni Sessanta del Novecento, periodo a cui risalgono – se le mie ricerche non mi ingannano – tutti e tre i pezzi in mio possesso. Sono tutti prodotti dalla manifattura Mason’s, che a quanto ho letto ebbe, se non il monopolio del genere, di sicuro una posizione predominante sul mercato per quanto riguarda questo tipo di articoli.

Ginger Jars blue and white a casa di BiancaDei tre, il più vecchio è anche il più grande: il decoro si chiama Manchu, è stato prodotto dagli anni Cinquanta ed è spiccatamente orientaleggiante. Stesso stile per il più piccolo, un super classico Blue Willow, prodotto per una nota marca di tè negli anni Settanta. Decoro tipicamente british invece per il terzo, della serie Vista, databile agli anni Sessanta.

Ginger Jar Mason's a casa di BiancaAl momento li ho semplicemente in giro per casa, ma ora che sono un bel gruppetto sto pensando che potrei valorizzarli meglio. Al momento, ho raccolto un po’ di ispirazioni su una pagina Pinterest, ma se avete idee e suggerimenti, fatevi avanti!

14 pensieri riguardo “Passione Ginger Jars”

  1. Li conosco poco e ne ignoravo l’ uso. Io al momento se li avessi li userei per un bellissimo tavolo Sweet Table ma… ovviamente questa è un’altra storia 😅

  2. Ho notato che dopo il tuo post su questi vasi così particolari (ne ignoravo uso e nome, mentre la forma mi ha sempre attratta per la sua rotonda armonia), i venditori di potteries presenti on line hanno tutti proposto i ginger jars. Donna Bianca sei sempre più un’autorità nel mondo del collezionismo italiano di porcellane inglesi 😊

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