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Tea, anyone? 11. Apparecchiare per un Low tea

Abbiamo visto, in uno degli scorsi appuntamenti di questa serie, come preparare (in DB style, ovviamente) una tavola per un High tea, cioè quel tipo di tè pomeridiano che prevede un assortimento piuttosto ricco di accompagnamenti e che si serve rigorosamente ad un tavolo alto. Molte persone preferiscono però, soprattutto se i partecipanti sono in numero ridotto, preparare su un tavolino basso accanto a poltrone o divano (Low tea, appunto), creando un’atmosfera da intima conversazione tra poche amiche.

Garden tea vintage in bianco e blu a casa di Bianca

Poche amiche che però devono comunque poter gustare il loro tè in pieno relax e comodità: ecco perché la tavola deve prevedere il giusto allestimento.

Per iniziare, servirà una base tessile: una classica tea towel, cioè una tovaglietta di dimensioni contenute, sarà perfetta, soprattutto se accompagnata da piccoli tovaglioli in stoffa. Stiamo giocando alle signore, per una volta cerchiamo di evitare il tovagliolo di carta!

Ogni invitato dovrà poi disporre del suo personale corredo: oltre al tovagliolino, una tazza da tè con doppio piattino (il classico trio) e cucchiaino. Sempre sul tavolino dovranno trovare posto teiera,  lattiera, volendo fettine di limone con l’apposita forchettina, zuccheriera: certo, in teoria il tè non andrebbe zuccherato (e del resto non ci andrebbe nemmeno il limone), ma visto che in molti lo fanno meglio prevedere sia zucchero raffinato che di canna.  Spetta alla padrona (o al padrone) di casa versare il tè, aggiungere latte o limone e zucchero e porgere la tazza all’ospite.

A portata di tutti invece dovranno essere gli stuzzichini, pochi e non impegnativi da consumare: piccoli sandwich, biscotti, qualche muffin o altri dolci rigorosamente in monoporzioni che non richiedano l’uso di posateria. Sì, perché la vera sfida del Low tea è mangiare in serenità. Dal momento che la tazza occupa sempre entrambe le mani (una regge il piattino, l’altra porta la tazza alle labbra: mai e poi mai prendere la tazza lasciando il piattino sul tavolo!), salvo non avere in dotazione le braccia della dea Kalì c’è poco da fare: o si beve o si mangia. E siccome gestire piattino, tazza, cucchiaio, secondo piattino e forchetta senza lo spazio di un posto tavola è un po’ complicato, l’ideale è mettere sul piattino da dolci ciò che si mangerà, prendere un pezzo alla volta, consumarlo in un paio di bocconi (ecco perché devono essere cose piccole), poi prendere la tazza e sorseggiare il nostro tè.

Un ultimo dettaglio. Non dovrei nemmeno dirlo, ma lo faccio lo stesso: è ovviamente vietato usare dolci o biscotti per fare zuppetta!

 

8 pensieri riguardo “Tea, anyone? 11. Apparecchiare per un Low tea”

  1. Ma certo, la zuppetta la faccio solo col latte, alla colazione, come i bimbi! 🙂

    Per il resto, nel corredo di una volta (e, a volte, anche di adesso) era d’obbligo almeno una tovaglietta da té, con i 6 tovagliolini! 🙂
    Da qualche parte avevo un giornale pieno di ricette per queste occasioni . . . vado a cercare! 😉

    Ciao, Fior

  2. Meno male che le mie amiche tutte queste cose non le sanno quindi ci può scappare di tutto, zuppetta compresa tanto o si fa per “gioco” e le regole le inventiamo noi ma avrei una domanda anche se alla fine anche questa poco importa tra di noi, io che ho solo un servito da sei tazze Bone China di quelle Royal Albert con i nomi dei paesi inglesi, non avendo il secondo piatto abbinato che cosa posso usare al massimo? Certo non i piattini da frutta svedesi…dovrei per forza acquistarne sei in pendant?

    1. Come dicevo sopra, se si è tutti d’accordo si può anche zuppettare. Diciamo che è sempre bene conoscere le regole, se poi si decide di infrangerle va benissimo, l’importante è farlo in modo consapevole!
      Per venire alla domanda: no, assolutamente, puoi osare con un bel mix & match o scegliere qualcosa di neutro che va sempre bene. Non mi precluderei nemmeno gli svedesi, se non fosse che di solito fanno piatti di dimensioni gigantesche che poco si adattano al ruolo di piattino da tè

  3. Ohibò, come faremo a rivelare che è uno zoticone all’insigne Proust, che sulle briciole di madeleines inzuppate nel tè ha scritto alcune splendide pagine di reminiscenze gastro-olfattivo-autobiografiche? 😁Per fortuna era solo in compagnia della mamma… Scherzi a parte, è ovvio che non si affoga una fetta di torta nella tazza; farei un unico strappo per certi biscotti sablè od integrali, talvolta simili a segatura: forse con discrezione se ne potrebbe intingere un angolino, onde evitare una tracheotomia d’urgenza nel salotto della nostra ospite…😉

    1. Beh, Proust, in quanto francese, un pochino zoticone lo era di suo: la Francia è stato il mio primo amore ma dopo tre vacanze in mezzo ai suoi abitanti, ecco, ho deciso che bastava così e sono passata ai sudditi di Sua Maestà britannica. In secondo luogo, Marcel zuppettava nella tisana al tiglio, mica nel tè! In terzo luogo, essendo stata La Recerche il mio peggiore incubo da liceale, a maggior ragione guardo malissimo chi zuppetta 😂😂😂
      Sui biscotti sablé in compenso hai drammaticamente ragione, infatti gli Inglesi- mica scemi – prediligono i deliziosi e morbidissimi scones 😉

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