Riflessioni

Riflessioni. Persone & personaggi

Ci ho messo un po’ ad arrivarci (più o meno sei anni), ma ho finalmente capito che con questo blog ho perso una grande occasione. Sì, perché per quanto con la dovuta discrezione, mi sono sempre presentata per quella che sono: magari vi ho risparmiato i lati meno interessanti della mia esistenza, magari nello scrivere vecchie storie di famiglia ho modificato qualche nome (ah, la mia fissa per la privacy!), ma non vi ho mai raccontato cose non vere. Insomma, non mi è mai venuto in mente di crearmi un personaggio.

©The Walt Disney Company

Eppure non sarebbe stato difficile, e probabilmente mi avrebbe anche fatto gioco. Considerato i temi che tratto, avrei potuto – per dire – completare  il mio pseudonimo un cognome altisonante e, gestendo con un po’ di astuzia l’aspetto fotografico, aggiustare  opportunamente la realtà e raccontarvi che abito in un grande attico con vista su tutta la città, che la casa in collina è in realtà un antico casale di famiglia, che ogni pomeriggio bevo il tè circondata dalle mie rose o altre sciocchezze che la coscienza comune associa (chissà perché, poi) a chi scrive di ricevere e di arte della tavola: in poche parole, invece di tenere un diario, avrei potuto scrivere un romanzo.

Non sarei stata né la prima né l’ultima. Crearsi un personaggio è molto comune on line, soprattutto tra chi usa la rete per vendere o promuovere prodotti. Non che inventino di sana pianta (almeno non credo), ma accentuano alcune caratteristiche facendole diventare l’essenza del loro personaggio: ecco allora la casalinga perfetta, la mammina ideale con la sua famiglia stile mulino bianco, la ragazza estrosa e brillante che non si perde un evento, l’expat che sembra vivere in vacanza e così via. Figure di questo tipo piacciono tanto perché, ciascuna nel proprio campo, fanno sembrare possibile (e anzi a portata di mano) una vita felice  e perfetta: poi nel mondo reale sono sicuramente imperfette e piene di problemi come tutti noi, ma on line hanno imparato a presentarsi come modelli cui aspirare. La cosa, per inciso, genera nei followers anche una certa frustrazione (la perfezione non esiste, figuriamoci se può essere a portata di mano…) ma fermiamoci prima: incarnare un ideale piace e fa vendere, in molti lo hanno capito e ne hanno fatto una professione.

E allora, perché non ci ho provato anch’io? Sinceramente, non lo so. Forse perché sono così ingenua che non mi è venuto in mente, forse perché non avendo nulla da vendere non mi serviva nemmeno, ma più probabilmente perché, semplicemente, non sono così. Mi piace presentarmi al meglio, ma non mi piace l’idea di recitare una parte.

Quindi mi sa proprio che, se pure ben avvolta nella copertina di Linus che il mio buffo nick rappresenta, dovrete continuare a prendermi per quella che sono: la vostra normale, normalissima DB con la sua fissa per la bella tavola e tutto ciò che serve per renderla speciale. Però lo ammetto, a volte sarei curiosa di sapere come sarebbe andata se avessi portato on line una – che so –  donna Bianca Ponzetti della Costa con il suo attico, la casa di campagna dei suoi avi e le sue rose. Voi che dite? A me viene da ridere solo a pensarci…

 

21 pensieri riguardo “Riflessioni. Persone & personaggi”

  1. Donna…(e sinceramente preferirei chiamarti col tuo nome ma non me lo hai mai permesso) io non sopporto più la perfezione ostentata delle varie blogger e le sto abbandonando una ad una perché non mi rispecchiano nonostante la mia fama di Vergine perfezionista, mi affascinano di più le storie di tutti i giorni, la vita comune, gli alti e bassi perché come si dice: mal comune mezzo gaudio e in questo modo mi è più facile affrontare i problemi quotidiani. Hai ragione forse si tratta di frustrazione ma spesso mi accorgo che lo fanno proprio per vendere e a me questo vendersi mi ricorda tanto un altra cosa ma d’altro canto chapeau per il loro saperlo fare così bene, io forse non ci riuscirei.

    1. La frustrazione ci sta tutta, soprattutto quando queste persone rispondono con altezzosi “basta volerlo” a chi chiede consigli per emulare – tanto per dirne una – il loro apparente svegliarsi perfettamente pettinate, truccate, con pigiama e lenzuola senza una piega e colazione intonata al colore delle coperte.
      Però una volta che hai chiaro che stanno solo recitando una parte, capisci anche che dietro quell’incantevole risveglio c’è mezz’ora di trucco, parrucco, styling del set e spesso la presenza di un fotografo professionista. E allora non le guardi più come modelli da imitare ma solo come se fossero una bella rivista, e sei a posto così.

  2. Credo che tutti abbiamo, nella nostra cerchia di conoscenze, qualche collega, vicina di casa, parente che si presenta ogni giorno perfettamente truccata, vestita, agghindata, magari immutabile negli anni. Da un lato bisognerebbe ammirarle, perché l’impegno e la costanza che ci sono dietro, anche se per loro magari ormai sono diventate operazioni “automatiche”, sono quasi “un lavoro”. D’altra parte, però, viene da chiedersi se non sia una sorta di maschera. E’ un po’ la stessa cosa che accade con certe blogger!

  3. Come… la fai la fai,ci saranno sempre quelli che sparlano,solo perché…sono abituati a farlo.
    Alla mia età non mi faccio più tante domande.
    Ognuno nelle sue imperfezioni E perfetto,unico.
    Sono io…Caterina Rotondi.
    Sono me stessa,Odio la falsità,solo felice quando qualcuno è felice,aiuto quando ce da aiutare,dando il meglio di me stessa in questo mondo pieno di problemi e menefreghismo.
    Sii te stessa ‘sei unica.

    1. Ma certo che ognuno è unico, la riflessione era su quante persone abbiano colto – grazie alla rete – l’opportunità di crearsi un personaggio. La maschera affascina sempre, chi la osserva ma anche chi la veste…

  4. La mia infanzia lo vissuta con i miei nonni”sono Pugliese”non si stava mai senza far niente.
    Erano 13 figli,zii meravigliosi per me,avevano sempre il tempo di regalarmi un sorriso.
    Abitavano in un grande casolare giallo oro con tanti animali e terre da lavorare.
    Dopo il lavoro si mangiava quello che si produceva,poi..il radiogiornale delle otto la sera,il rosario con ago e filo per rammedare e ricamare la dote.
    Per finire.. un incantevole manto di stelle,seduti sulle panche di pietra bianca all’ingresso del casolare a raccontarci.. la vita.
    Adesso è. ..un altro mondo,ma…sono quella di allora.
    Buona giornata

  5. Ciao Bianca, ho letto con interesse questo post. È vero spesso si creano delle realtà magari non proprio reali. La casalinga perfetta o la mamma ideale… posso solamente dirti per esperienza diretta che quando sei un expat sembra davvero di essere in vacanza semplicemente perché sai che la cosa ha una durata limitata come appunto le vacanze. ciò non toglie che devi comunque superare delle difficoltà e ti dico che bisogna rimboccarsi le maniche parecchio però hai la possibilità di fare tante scoperte un pò come quando sei in una località nuova per le ferie, quindi su questo punto ti do ragione a metà 😉
    p.s. sono arrivati i piattiiiii e sono felice !

    1. Ma guarda che non c’è niente di male a crearsi un personaggio con cui lavorare, fosse pure l’expat felice che passa le giornate a farsi i selfie sotto i ciliegi in fiore: diciamo che siamo sempre lì, l’importante è non far credere che la vita di chi espatria sia sempre e solo così!
      Ps alla fine cosa hai preso???

      1. Concordo non c’è proprio niente di male! Ognuno è libero di crearsi la propria favola / immagine o di presentarsi per come si è, però ti volevo solo dire quello che ho scritto: sembra di essere in vacanza. Nel frattempo hai: trovato casa, sistemato i figli a scuola, capito come fare un assegno, imparato a farti capire, scoperto dove fare la spesa e come dire al parrucchiere che vuoi sistemarti i capelli.
        p.s, Blue italian e mi piace un sacco 😉

  6. Io ammiro chi riesce e riesce bene, in questo caso tu ( mi permetto di darti del tu ), e credimi, il vero si percepisce. Visito anche spazi in rete ” più costruiti”, ma nulla di male, lo so, lo vedo e sento, ma li prendo come una bella favola, un evasione, senza giudicare gli intenti di chi lo fa. In pratica per me vige la regola del ” basta capirlo” e tutto sta in mano allo spettatore, che ha in mano un grande potere, premere una x di chiusura

    1. D’accordissimo, ma bisogna anche dire che non tutti hanno gli strumenti critici per capire il confine tra vero e verosimile. Penso alle giovanissime, ma anche a donne adulte che magari attraversano momenti di fragilità e che davanti a questi modelli di irraggiungibile perfezione si sentono ancora più infelici e inadeguate: e lì forse basterebbe un “sono molto fortunata perché ho chi mi aiuta e mi sostiene” al posto di “è solo questione di volontà” per fare la differenza…

  7. Incuriosita dalle trasmissioni TV di una nota foodwriter, avevo iniziato a seguire il suo blog: interessante, certo, ma decisamente sopra le righe e chiaramente orientato al commerciale; penso che il colpo di grazia me lo avessero dato le flûtes da champagne per il pic-nic, neanche fossimo the Queen in trasferta al festival di Glyndebourne… 😉 Per fortuna ho trovato il blog della nostra DB: una signora educata, gentile, competente, briosa nella scrittura, ma anche “normale”, con le sue difficoltà, dall’organizzare pasti dietetici al subire gli operai in casa, ed i suoi giusti ritmi, come la decisione di tralasciare il blog per riposarsi e ricaricare le batterie ( me la vedo in panciolle sull’amaca come Paperino, giusto per rimanere in tema disneyano 😀; risoluzione sacrosanta, io ho passato 40 anni la domenica pomeriggio a correggere compiti e stirare, rammento lo stress…). Perciò ritengo che la nostra gentile padrona di casa non avrà problemi a conservare i suoi followers, che in lei vedono appunto una persona reale con cui rapportarsi e non un personaggio preconfezionato. Buona festa!

  8. Continua così 👍 io ti leggo sempre con interesse e apprezzo molto i tuoi suggerimenti in fatto di life style💗 buon mese di maggio 😘

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