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Decorare. Nuove mode in tavola

Come tutto, anche l’arte della tavola evolve. Non tanto nelle modalità di base con cui si apparecchia o si svolge il servizio (rivoluzioni epocali come nei tempi andati sembrano al momento abbastanza improbabili) ma su dettagli più decorativi che funzionali. In particolare, vedo diffondersi molto velocemente tre “novità” di cui ho pensato valesse la pena di parlare. Eccole qua tutte assieme in una tavola allestita per l’occasione.

Tavola shabby vintage a casa di Bianca

Iniziamo dalla prima, la più macroscopica. La fondina (o il piatto da antipasto) disallineato rispetto al piatto piano. Il perché di questa scelta è squisitamente estetico: si tratta infatti di far vedere meglio il decoro del piatto piano, che nel modo tradizionale di apparecchiare quasi scompare. Ecco che in questo modo invece se ne può apprezzare meglio la bellezza, cosa particolarmente funzionale nelle apparecchiature mix & match. Onestamente non ho ancora capito se mi piace o no. Per ovvi motivi non si può mangiare con un piatto messo di traverso quindi al momento di sedersi l’ospite dovrà riportarlo al suo posto naturale: e niente, ammetto che il pensiero di 6/8/12 piatti che sbatacchiano in contemporanea mi turba abbastanza.

Novità numero due, il tovagliolo annodato. Passati di moda gli origami in stoffa, e un po’ forse anche il tovagliolo infilato sotto i piatti, la nuova modalità di presentare questo fondamentale accessorio sembra proprio quella di fargli un nodo, come nelle case di campagna del tempo che fu. Allora era una strategia di comodo utilizzata quando non si disponeva di legatovagliolo, oggi è un dettaglio di stile. Esteticamente non mi dispiace (ovviamente su tavole molto informali) ma anche in questo caso la perfida vocina che mi sussurra sempre all’orecchio “ma quando ci si siede a tavola, è comodo?” non vuole proprio zittirsi. E quindi siccome è evidente che non risulta particolarmente comodo mettersi a slegare il tovagliolo prima di posizionarlo sulle ginocchia, direi che il mio è più un no che un sì.

Terza novità, il tovagliolo sulle ventitrè. Il galateo dibatte se il tovagliolo vada a destra, a sinistra o sopra il piatto? Nel dubbio… nessuna delle tre! Ecco quindi questa nuova moda di mettere il tovagliolo, legato o provvisto di un legatovagliolo artistico, in alto a sinistra, là dove – secondo i canoni classici – andrebbe il piattino per il pane. Il perché è facilmente comprensibile: in tavole sempre più piccole, consente di risparmiare spazio senza dover per forza mettere il tovagliolo al centro del piatto, coprendone così l’eventuale decoro. Qui, lo ammetto, il mio è un no secco. Non solo perché sono molto affezionata all’idea del piattino per il pane, ma perché l’effetto finale proprio non mi piace: non so, mi sembra che “sbilanci” la tavola!

E voi, che dite di queste novità? Vi piacciono o preferite il modo di apparecchiare tradizionale?

Quasi dimenticavo la #pubblicitàaggratis! Eccola qua:

Runner in lino: no brand, preso on line

Tovagliolo: Coin

Piatto piano: Crown Ducal “Bristol”, vintage, preso in un mercatino

Piattino decorato: Keller et Guérin “Mésiante”, fine Ottocento, cimelio di famiglia

Posate: Christofle, anni Venti del Novecento, pure di famiglia

Bicchieri: Nason & Moretti, regalo di nozze

14 pensieri riguardo “Decorare. Nuove mode in tavola”

  1. La fondina spostata non mi piace per niente! anche perché non saranno quei pochi cm scoperti a farmi apprezzare il decoro del piatto piano, che vedrò cmq all'”arrivo dei secondi. Il tovagliolo sulle 23 invece non me dispiace oltretutto ci sono già i bicchieri in quella posizione, perché lui no? Annodato così poi ricorda un bel fiocco decorativo e ora che mi ci fai pensare mi ricorda anche mio nonno, che annodava il suo a fine pasto perché in guerra aveva avuto la tubercolosi e non voleva che venisse usato per sbaglio.

    1. Anche per me il tovagliolo annodato è un ricordo d’infanzia, lo facevano gli zii di mia mamma… sarà per quello che è l’unica delle tre innovazioni che non boccio a prescindere?

  2. La cosa che mi diverte di più in questi tuoi post è la lista a “piè di pagina” della #pubblicitàaggratis . . .mi ci perdo! 😉

    Per la tavola, temo che non metterei mai i piatti così, ho una di quelle idiosincrasia per cui, dovunque io sia, se vedo qualcosa “fuori squadra” lo devo sistemare: quadri storti, pile di foglietti pubblicitari, sedie in chiesa . . . persino le posate al ristorante, se non sono ben messe . . . 😉

    Anche mio nonno annodava il suo tovagliolo all’epoca in cui non usava il portatovagliolo personalizzato. E per noi nipoti (all’epoca solo due) aveva inventato un sistema di annodarli che fosse ben riconoscibile per non fare che si mischiassero tra loro o con quelli degli adulti! (erano anni lontani, pensa che c’era ancora gente che mangiava sulla “cerata”, solo forchetta e cucchiaio, il coltello in mano al capo della casa e il bottiglione del vino vicino alla sedia della “matriarca”!) 😉

    Alla prossima occasione di pranzo “comunitario” di famiglia, prenderò in considerazione questa nuova moda e poi vediamo le reazioni di figli e nuora! 🙂

    Interessante anche il post su i vari “servizi” . . . sapevo la differenza, ma non come ci si era arrivati! Ogni giorno c’è qualcosa da imparare! ❤

    Ciao, Fior

  3. Buongiorno Donna Bianca, appena ho visto la foto l’Hercule Poirot che è in me è emerso con tutto il suo amore per la simmetria e ho provato l’irresistibile impulso di riallineare il piattino, per cui, no, non sposerò mai questa moda. Poi cosa fai, li decentri tutti dalla stessa parte? Verso l’alto o il basso ? Troppa confusione, non fa per me. Che pure pratico il mix&match.
    Anche il tovagliolo non mi convince esteticamente, né come forma, né come posizionamento, e mi piace ancora meno l’idea di mettere in grembo una roba tutta spiegazzata dopo lo “snodamento”.
    Da vecchia classicona quale sono, lascio queste evoluzioni ad altri.

  4. Concordo totalmente con DB e le lettrici: anche a me viene automatico raddrizzare tutto e l’idea di un tovagliolo spiegazzato…brrr! Se non c’è spazio, può andare sul piatto, tanto il decoro si vedrà dopo. Ho l’impressione che con la tavola si faccia come con la musica e l’arte contemporanea: a furia di cercare nuove vie si ottiene un’opera molto originale ma poco piacevole alle orecchie ed alla vista…
    Bellissimo il mix di piatti & c.!

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