Ricevere, Riflessioni, Stile, Tavola

Riflessioni. Del perché la bella tavola e la buona educazione non sono roba da vecchi

Titolo molto diplomatico per il post di oggi, eh? Lo so, normalmente sono più posata e discreta, e preferisco un’allusione sottile a una dichiarazione diretta e pesante, ma per una volta ho deciso di andare controcorrente e dire papale papale come la penso su questo argomento.

Tavola mare d'inverno a casa di Bianca

Sapete perché? Perché sono sinceramente stufa di sentirmi dire che apparecchiare con cura e stare educatamente a tavola sono attitudini sorpassate e demodé: da vecchi, appunto. E non solo perché più passano gli anni più mi rendo conto del valore dell’esperienza e del rispetto che questa merita, ma anche e soprattutto perché – semplicemente – non è vero.

Abbiamo assistito negli ultimi anni ad una vera propria invasione del food: il cibo è passato dall’essere necessità primaria a momento di piacere, cucinare è diventato di moda, mangiare bene un lusso alla portata di tutti, condividere la tavola l’occasione sociale per eccellenza. Nonostante questo, in molti guardano con sufficienza a un bel modo di apparecchiare, e più ancora a come comportarsi educatamente durante il pasto. Alcuni ne ridono, altri addirittura ostentano un atteggiamento di superiorità: suvvia, è roba da vecchie signore!

Potrei essere cattiva e parlare di come sia facile disprezzare ciò che non si possiede, come nella vecchia e cara storia della volpe e dell’uva, ma non lo farò. Parlerò piuttosto del fatto che oggi ci sono tutti gli strumenti per avere una tavola bella e in ordine spendendo pochissimo, e che i motivi che rendevano una bella apparecchiatura un privilegio di pochi non esistono più. Quanto alla buona educazione, beh quella è gratis e alla portata di tutti: serve dire altro?

Come ho già detto più volte, avere una bella tavola non è una questione di soldi. A parte che ormai anche nella grande distribuzione si trovano cose deliziose a prezzi abbordabilissimi, girando per mercatini si trovano pezzi vintage veramente di pregio a un costo ridicolo: certo, magari non sono servizi completi, ma considerando che ormai nessuno si sogna di cercare servizi da dodici coperti e che mixare è molto divertente, perché negarci il piacere di mettere in tavola articoli di grande qualità e bellezza sia nelle grandi occasioni che nel quotidiano?

Infine – e anche questo non smetterò mai di ripeterlo – per favore non dimentichiamo che le regole dell’apparecchiatura non corrispondono a strani capricci da gente altolocata ma a semplici criteri di logica e comodità, e seguirle vuol dire semplicemente mangiare meglio. Quindi no, non è obsoleto sapere come disporre correttamente le posate e quali usare per mangiare un certo alimento. Men che meno si può considerare “da vecchi” mettere un bicchiere per vino/birra/bibite diverso da quello per l’acqua: visto che oggi siamo tutti grandi gourmet, come non apprezzare che ogni bevanda abbia il suo sapore, e non un mix nato da accostamenti improbabili?

 

13 pensieri riguardo “Riflessioni. Del perché la bella tavola e la buona educazione non sono roba da vecchi”

  1. Ne parlavamo proprio ieri, a pranzo, con mia cognata e le rispettive figlie! 💞
    E ora, linko questo tuo post, sulla mia pagina Fb, perchė sono davvero stufa di leggere solo link su Sanremo, sui gatti e, i cani abbandonati . . . un po’ di ragionamento sul vivere civile non starebbe male! 😉
    Penso che la situazione attuale sia anche frutto di un imbarbarimento, dicono che la bellezza ci salverá, ma la “bellezza” si comincia a conoscerlanelle piccole cose, da bambini a casa propria! 😊

    Grazie per i tanti spunti che sempre mi da leggerti! 💞

    Ciao, Fior

  2. Buongiorno gentilissima, non sa quanto mi trova d’accordo.
    Condivido appieno. Trovo davvero frustrante e del tutto limitativo ricondurre ad un puro aspetto estetico l’arte della tavola e di tutte le nuove maniere che ognuno dovrebbe sempre poter esprimere.
    Troppo spesso si dimentica che alla base delle buone maniere, e l’arte della tavola ne è solo una delle tante sfaccettature, c’è proprio il rispetto per gli altri, il senso di accoglienza e ospitalità.
    E trovo del tutto ingiustificato l’essere irrisi o, se vogliamo, anche solo canzonati.
    Ritengo che ai nostri giorni dilaghi una grandissima maleducazione e che siano le nuove generazioni di genitori stessi a non conoscere le forme più basilari di una corretta educazione e, di conseguenza, non abbiano gli strumenti per poterle trasmettere ai propri figli.
    Personalmente, spero di poter trasmettere questi principi a mia figlia affinché possa sentirsi adeguata ovunque, in qualsiasi ambiente, mai fuori luogo e, dunque, mai irrispettosa. Avendo sempre il piacere di condividere con generosità, buon gusto e garbo.
    Cordialmente, Elisabetta Novello Morandi

    1. Grazie Elisabetta di questo bel commento. Personalmente non perdo la speranza: prima o poi le persone si renderanno conto che una convivenza civile non può che portare vantaggi a tutti. Nel mio piccolo, combatto questa battaglia ogni giorno. Sono felice di vedere che non lo faccio da sola 😊

  3. Condivido le tue riflessioni, soprattutto il punto “possibilità economiche” e aggiungo “tempo a disposizione”. Spesso mi sento dire -: ” eh…ma tu hai tempo!”.. non so davvero quale, visto che come tutti lavoro, salvo qualche giorno libero e pergiunta pure il sabato, quindi sono ancor più in difficoltà per eventuali pranzi domenicali. ( queste esclamazioni sono spesso dette da amiche che hanno pure un aiuto settimanale in casa… ) Ciò non mi toglie l’entusiasmo di apparecchiare in modo carino la tavola, soprattutto la domenica, anche se siamo solamente io e mio marito, lo trovo un gesto di affetto e una carezza per l’anima.
    Altro aspetto, quello economico. Non sono ricca, ma furba, perdonami ma me lo dico da sola, per furba intendo dire che acquisto ciò che mi serve in saldo, addirittura in fine saldo, quando i prezzi sono bassissimi. Talvolta aggiungo anche elementi della mia “amica” catena svedese, soprattutto sul colorato per il quale non voglio investire molto. I miei centrotavola sono spesso fiori di campo o bacche, quindi gratuiti, oppure qualche fiore preso al mercato, o una semplice grande tazza con dentro erbe aromatiche e così via… Quindi neppure questa è una giustificazione. Tuttavia rispetto chi non ha questa attitudine, interesse, siamo tutte diverse, solo che non accetto di essere derisa, canzonata o citata come quella che non ha proprio altro da fare… Hai proprio ragione, quando la volpe non arriva all’ uva…

    1. Il punto “possibilità economiche” è centrale anche per me. Davvero, non può più essere una scusa! Nei negozi anch’io compro quasi esclusivamente in saldo, oltre ovviamente a girare mercatini del vintage e dell’usato: se tu sapessi le cifre miserevoli che ho pagato e pago per oggetti veramente strepitosi, faresti fatica a crederci! No, il costo non è una scusa. A quel punto meglio ammettere sinceramente “non me ne frega nulla”, si fa una figura migliore.

  4. Ho iniziato a seguirti perché adoro tutto ciò che può” far bella casa ” come le porcellane inglesi , il centrotavola giusto, l’arte della bella tavola ecc..come potrebbe dire qualcuno una passione per vecchi, ma io tanto vecchia non sono, sono una persona semplice che adora l’arte del bello, chi non lo capisce è solo perché non ama la finezza e la cura dei particolari, scommetto che loro concepisco la casa, come un qualsiasi tetto sotto cui stare se sporca e in disordine non fa niente,menefreghismo assoluto.

    1. Vedi la mia risposta a Silvia: non si capisce perché non ammettere serenamente che il tema non interessa senza sentire poi il bisogno di lanciare frecciatine a chi invece ci tiene. È questo che fa pensare alla volpe e all’uva 😉

  5. Uhm… dovevo essere vecchia già a 7/8 anni, quando mi divertivo a preparare la tavola delle feste dalla nonna! 😂 Scherzi a parte, sottoscrivo ogni parola di questo post! I miei nonni erano contadini ed artigiani, ma la tovaglia era sempre pulita e le posate messe per bene, piatti semplici ma non sbeccati; idem per genitori e zii, non ricordo una tavola disordinata; mia madre mi ha insegnato presto a preparare bene la tavola, era una questione di educazione, come lo star seduta composta. In effetti oggi certi genitori italiani dovrebbero starsene a casa, invece di infliggere la maleducazione loro e quella dei loro pargoli agli altri clienti dei ristoranti… Per quel che mi riguarda, alcuni irriducibili tra parenti e amici considerano la mia cura nell’apparecchiare una perdita di tempo, una “fissazione” tutta mia, da guardare con benevola indulgenza, ma non imitare; mi consola invece che varie amiche delle mie figlie, cresciute evidentemente a tovagliette di carta e fast food, apprezzino come si deve (“Wow! Il tovagliolo di stoffa!”) e cerchino di imitarmi quando invitano. Nutro anche grandi speranze nei miei piccoli Unni, tenuti a chiedere permesso per alzarsi da tavola, e che protestano se non hanno il secondo bicchiere:”Nonna, voi grandi avete il vino, ma noi abbiamo la Cola!” 😉

    1. I piccoli Unni promettono benissimo 😍!
      Per il resto ti dò ragione su tutto, ma come dicevo sopra, non dispero: tutto prima o poi torna di moda, succederà anche con la buona educazione e con la bella tavola. E noi saremo pronte!

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