Riflessioni, Vacanze, Viaggiare

Sì, viaggiare. I viaggi che non farei

Si avvicina un lunghissimo ponte di fine primavera, l’estate è praticamente alle porte ed è quindi il momento perfetto per pensare alle vacanze. Chi può starà magari pensando di organizzare un bel viaggio in qualche paese lontano. Anch’io, nel mio piccolo, sto programmando una romantica mini-vacanza a due: adoro viaggiare, e trovo sia uno dei modi più belli e efficaci per aprire la mente e nutrire l’anima.

Ciò nonostante, per la mia sensibilità non tutte le destinazioni sono accettabili. E non parlo solo di posti dove si può mettere a rischio la propria incolumità, ma più in generale di luoghi dove sussistono reatà incompatibili con quelli che sono i miei valori morali. Così, come spunto di discussione, oggi vi voglio elencare i viaggi che non farei*.

Non andrei in paesi dove:

  • la libertà di pensiero e di azione è limitata, se non addirittura inesistente
  • la dignità della persona, e particolarmente della donna, è calpestata
  • essere se stessi è pericoloso, o persino illegale
  • la miseria viene presentata ai turisti come fosse uno spettacolo
  • il denaro dei turisti va nelle mani di pochi privilegiati, mentre gli altri faticano a sopravvivere
  • esiste ancora la schiavitù, anche se celata dietro facciate dorate
  • gli animali e l’ambiente vengono massacrati, per tradizione o per convenienza

Lo so che in molti dei paesi dove si vivono queste situazioni si possono ammirare paesaggi meravigliosi, scoprire culture millenarie e vedere capolavori d’arte e architettura. Ma a me questo non basta: la dignità delle persone e la tutela dell’ambiente in cui vivono vengono prima della mia curiosità. E scelgo comunque di non andare.

* per ovvi motivi, non menziono nemmeno i viaggi per motivi che, se pur legali nei paesi di destinazione, sono all’insegna della più totale immoralità. Non ce n’è bisogno, vero? 

19 pensieri riguardo “Sì, viaggiare. I viaggi che non farei”

  1. È assolutamente una scelta coerente, etica, ma complessa. A parte i paesi nei quali evidentemente vi sono conflitti o situazioni molto critiche, ve ne sono altri nei quali sono molto discutibili certe scelte politiche e solo apparentemente non hanno conseguenze sulla vita delle persone e in particolare delle donne. Temo che sarà sempre più difficile scegliere.

    1. Hai ragione, sarà sempre più difficile. Da un lato le distanze materiali si accorciano, i prezzi scendono e questo rende tutte (o quasi) le destinazioni più appetibili. Dall’altro le informazioni girano e non si può più dire “non sapevo”. E intendiamoci, il discorso purtroppo – almeno per me – non esclude neanche gloriosi paesi d’Occidente…

  2. Questo rispecchia in pieno il mio travel-pensiero. Aggiungo tutti quei paesi dove non sono rispettate l’arte (di ogni genere) e le religioni (di ogni credo).

  3. Sono completamente totalmente d’ accordo. Molto spesso mi sono imbattuta in accese discussioni con amici che “sminuivano” questa mia selezione, ma non mi interessa. Tutto non si può in ogni caso vedere nella vita, quindi posso escludere posti perlomeno secondo i miei principi

  4. Mi pare un buon discrimine, anche se ti riduce di molto le mete tra cui scegliere, ma il mondo è così grande, che qualcosa da vedere/esplorare/scoprire lo trovi di sicuro! 😉
    Aspetto di leggere della tua scelta per questi “ponti” di Primavera! 🙂

    Ciao, Fior

    1. Riduce, è vero, ma il mondo è così grande e meraviglioso che non mancano le alternative! Quanto alla mia meta, è così classica da rasentare il banale eppure… non ci siamo mai stati!

  5. Di mete così c’è ne sono tantissime, che ti racconto quando sono andata in Egitto e il marito ha concesso alla moglie di togliersi il velo che gli copriva la bocca x mangiare ( e già mi si giravano) o a Dubai che invece la signora giovanissima con 3 figli e un marito vecchio che stava accanto a me, mangiava scostando lateralmente il velo? O che dire della situazione Israele e Palestina?Non condivido i loro principi, quando vado in questi posti gli uomini mi si mangiano con gli occhi, ma non potrei fare a meno di vedere queste mete così diverse da noi, questi posti vuoi non vuoi c’è l’ho nel cuore.

        1. Il confronto è sempre utile e interessante, ma in molti di questi paesi, semplicemente, non è consentito, e questo già mi è sufficiente per decidere. Aggiungo che portare denaro a quei posti per me equivale a sostenere situazioni che moralmente non mi corrispondono. E niente, non ci riesco proprio. Ma ovviamente parlo per me…

  6. Go to places that will bring you pleasure Donna…There is so much hurt in the world that we should acknowledge by not putting our heads in the sand, so to speak…but for pleasure trips, they should be pleasurable. Happy Traveling.

    1. It’s because I dont want to put my head in the sand that I refuse to travel to this kind of destinations. I just try to travel responsibly. Maybe I wrong, but it’s what I feel.

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