Finalmente venerdì, vivere sostenibile

Finalmente venerdì! Ritorno al futuro

La scorsa settimana, nel giro di ventiquattr’ore, ci hanno abbandonato lavastoviglie e aspirapolvere. Il problema è stato fortunatamente risolto nell’arco di qualche giorno, ma questo imprevisto tuffo negli anni Cinquanta è bastato per far riflettere tutta la famiglia sulle comodità della vita moderna.​

Perché diciamolo, non è che senza questi strumenti si muoia: l’umanità è sopravvissuta fino a non molti anni fa senza lavastoviglie e aspirapolvere, e anche oggi molta gente vive felice lavando i piatti a mano e spazzando i pavimenti. Però volete mettere la comodità, l’efficienza e il tempo risparmiato? Molto più veloce (e ecologico, anche se molti sono convinti del contrario) caricare via via la lavastoviglie nell’arco della giornata, farla andare a sera e mettere via tutto in un’unica soluzione. Molto più veloce (e efficace, quindi ancora una volta più ecologico) dare una passata di aspirapolvere, soprattutto in una casa dove entrano e escono adolescenti a bizzeffe e dove vive un cane pelosissimo in muta perenne.

Cosa vi posso dire, io invidio molto chi ha stili di vita più rilassati del mio e trova piacevole lavare i piatti a mano (mia nonna, per dire, lo considerava un’attività rasserenante) o passare la scopa, ma nel mio caso no, con tutto quello che corro durante il giorno tornare a casa e doverla gestire in questo modo non sarebbe per nulla divertente né tanto meno gratificante. Aggiungeteci che, come storica provvista di una forte sensibilità ambientale, non posso neanche rimpiangere i dei “bei tempi andati” perché so benissimo che i tempi andati non erano belli per nulla, anzi. All’opposto, credo che un uso opportuno, ragionato e responsabile della tecnologia possa fare meglio all’ambiente di tante mode pseudo-ecologiste che tali non sono: giusto per fare un esempio, pensiamo al ritorno al caminetto, meraviglioso e romantico quanto si vuole ma molto più inquinante di altre soluzioni decisamente meno “hygge”.

Insomma, per tutto questo insieme di cose vi dico che sono molto felice di aver concluso il mio breve soggiorno negli anni Cinquanta per tornare nel terzo millennio, e confermo la mia​ ode all’inventore della lavastoviglie e dell’aspirapolvere: per la loro efficienza, per la fatica che ci fanno risparmiare, per il tempo libero che ci regalano e – perché no? – per le opportunità di riflessione che ci possono riservare.

23 pensieri riguardo “Finalmente venerdì! Ritorno al futuro”

  1. Buongiorno! Che bel giro! Difficile trovare il giusto equilibrio tra necessità e ambiente. A volte si è convinti che una scelta sia migliore di un’altra e poi non è effettivamente così. Io per ora, e sono tanti anni, sono del team stoviglie lavate a mano (ma comprendo che spesso la lavastoviglie è utile) con detersivo eco (spero) che compro alla spina. Ho l’aspirapolvere senza sacchetto… ma mi rendo conto che senza pensarci acquisto ancora troppe cose che hanno imballaggi in plastica. Difficile cambiare, pian piano chissà!

    1. Per noi lavare a mano è davvero complicato, ma siamo passati da anni a detersivi completamente biodegradabili (o almeno così sono dichiarati) per tutto, dai piatti ai pavimenti. Idem per la plastica, che è comunque un grande incubo: per quanto si cerchi di ridurla (no acqua in bottiglia, bibite solo in vetro o in lattina, dove si può acquistare sfuso o in contenitori di vetro o di carta) è sempre troppa…

      1. Per la plastica io non riesco a capire….la si critica ma in fondo è completamente riciclabile, no?
        Sbaglio in qualcosa?🤔

  2. Condivido!
    Per fortuna ci sono gli elettrodomestici!
    Io, personalmente, non riuscirei a vivere senza lavatrice ed asciugatrice!!!
    Vi immaginate lavare a mano lenzuola ed asciugamani??? Bbrrrr! Mi vengono i brividi!

    1. Eh, nel mio caso eravamo proprio al canto del cigno per entrambi, per fortuna dopo molti anni di onorato servizio. Ma sono assolutamente d’accordo, riparare sempre, se si può!

  3. Concordo in toto . . . avendo vissuto quegli anni con 6 persone in famiglia, un cane e un gatto che entravano e uscivano a loro piacere e, cosa più grave, vivendo ai margini di un paesone in collina. E a quei tempi, ’50 – ’60 – ’70, voleva dire che si viveva più fuori casa che in casa per la maggior parte dei mesi. Voleva dire andare avanti e indietro da scuola a piedi, anche con la pioggia e la neve . . . ero la 1° figlia (come dire, la Cenerentola di casa)!!! 😉
    Se esistono comodità ecologicamente valide, relativamente poco care (grazie anche alle varie promozioni nei grandi store di elettrodomestici) e veramente utili ben venga l’acquisto e l’uso! ❤

    Ciao, Fior

    1. Ecco. Sapessi il fastidio che mi viene quando vedo gente che, nata e cresciuta con tutte le comodità, fa quella che “ah, una volta sì che si viveva bene!”. Ma prova una settimana (negli anni Cinquanta/Sessanta veri però, non in quelli che ti inventi tu), poi vediamo. Io sono nata alla fine degli anni Sessanta e garantisco che già allora non c’era tantissimo di cui avete tutta ‘sta nostalgia…

      1. Pensa che conosco una cinquantenne che brama una vita stile “Amish” . . . senza avere mai avuto nemmeno un giardinetto davanti casa . . . 😉
        Decrescita felice, secondo me, o fai una scelta da solo o in coppia dopo la pensione, o fai la fine di quel padre nel film “Captain Fantastic”, che scegliendo anche per i figli, a un certo punto, se li è trovati tutti contro . . . non puoi vivere fuori dal mondo!
        La nostalgia, a volte, fa vedere certe cose con gli occhiali rosa e altre non le vede proprio!!! 🙂

        Ciao, Fior

        1. Conosco una coppia che ha mollato tutto per “tornare alla natura”: si sono trasferiti in un casale sperduto con l’idea di allevare pecore e produrre formaggio. Indovina quanto sono durati?

          1. Lo rivedrò per controllare . . . Quello che ricordo ė che per procacciarsi quelo c4he in natura non riuscivano a ottenere, avevano organizzato un sistema di furto con distrazione e caos nel supermercato.
            Che, dopo essere stati a contatto con la realtà in cui vivevamo i cugini, i figli gli avessero rinfacciato il fatto che non aveva dato loro il modo di conoscere altra realtà che quella scelta da lui e dalla madre, cioè (come l’ho interpretata io) a di àver fatto delle scelte anche per loro, i figli.
            Ciao, Fior

  4. Secondo me, l’inventore della lavatrice avrà un posto privilegiato nel Regno dei Cieli… ho ricordi di fine ’50, quando, in età di asilo, vedevo mia madre lavare le lenzuola sulla vasca, con l’asse di legno ☹ ovviamente appena sono arrivate le lavatrici in serie si è fiondata all’acquisto! La tecnologia è un’ottima cosa, basta saperla usare con criterio, ad esempio lavatrici e lavastoviglie a pieno carico; l’unico problema, per me, è l’esosità dei costi di riparazione: queste macchine supertecnologiche hanno pezzi di ricambio così costosi che spesso purtroppo conviene sostituirle in toto, con mia grande scocciatura economico-ecologica…

  5. Ricordo un paio di anni fa con il bimbo all’asilo 8 a 350 metri da casa) che ho avuto la macchina a riparare e mi si è rotta la lavastoviglie. Ho accompagnato il bimbo all’asilo a piedi e poi sono tornata a casa a lavare le tazze della colazione e i piatti a mano, ho vissuto per dieci minuti la realtà di una casalinga della pubblicità degli anni 50 poi quando il cellulare ha iniziato a squillare e i problemi di lavoro si sono fatti avanti ho capito che non puoi vivere nel passato facendo quello che fai oggi. Una donna lavoratrice madre di famiglia deve sperare solo nel futuro il passato non esiste ( per lei) e anche il presente ha le sue belle difficoltà

  6. Sarà che la lavastoviglie nn è stato un mio desiderio appena sposata,infatti l ho acquistata “solo” 18 anni dopo, ma io come elettrodomestico salverei solo la lavatrice, per il resto credo riuscirei a fare a meno di tutto, anzi quando vedo queste giovani ragazze che si fiondano sull’ultimo ritrovato tecnologico vedi Bimby, Roomba, Moppy ecc penso che vorrei vederle davvero in quegli anni ’50 di cui parli e come leggevo più sopra, almeno una volta provare a vivere come gli Amish piacerebbe anche a me…..ho detto provare …un po’ come chi vorrebbe provare a lanciarsi con il bungee jumping, non è detto che poi voglia farlo per il resto della vita.

    1. Sul fatto che si possa fare a meno degli elettrodomestici, non ci piove: ma te lo dico sinceramente, per me sarebbe autolesionismo allo stato puro 😱
      Quanto alla vita degli Amish, ti dico che in collina – dove non c’è fornitura di gas – la parte di casa in uso a mia sorella ha, per scelta, il riscaldamento a legna: in pratica, se vuoi una temperatura stabile devi continuare ad alimentare la stufa a mano, pure di notte se serve. Ecco, avendo toccato con mano quanto è scomodo, faticoso e impegnativo mi tengo stretta la mia stufa a pellet che va riempita max due volte al giorno e poi si arrangia 😉

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