Finalmente venerdì, Riflessioni

Finalmente venerdì! Digital detox

Lo dico senza mezzi termini: mi sono accorta che stavo troppo su Internet. I social, in particolare, stavano diventando un passatempo ossessivo. Un po’ perché consentono incursioni brevi, un po’ perché il perfido modo in cui sono realizzati fa sì che meno tu interagisci meno i tuoi post si vedono (e questo dispiace, soprattutto se nel confezionare foto e testi si investono tempo ed energie), andava a finire che ogni momento libero mi attaccavo a Facebook o Instagram.

Mi ero resa conto già sa da sola che tutto questo era eccessivo, ma poi ho iniziato a seguire qualche Instagrammer un po’ più centrato su questi argomenti e ho visto che questa sensazione era condivisa e che le mie preoccupazioni non erano poi campate per aria. Così ho deciso di darci un taglio. So che per questo i miei post su IG e FB verranno penalizzati, ma non importa: in fondo non ci devo campare, coi social, e questo mi rende libera di usarli a mio piacimento, anziché lasciare che siano loro a usare me.

Quindi nell’ultimo periodo ho, nell’ordine:

  • defollowato un sacco di gente che all’inizio mi piaceva e ora o non mi dice più niente o, peggio, si è montata così tanto la testa da non rendersi conto della contraddizione tra quello che dice e quello che fa. Anche chi ha trasformato i suoi profili in un continuo spot pubblicitario è stato eliminato. Scusate, ma la pubblicità già mi annoia quando è in mezzo a quello che sto guardando, se poi diventa l’unica protagonista… ciao!
  • smesso di rispondere all’istante a tutti i commenti che ricevo. Non è per scortesia, credetemi, ma era una continua interruzione e un continuo portarmi sui social, anche quando non avevo nessuna intenzione di andarci. Preferisco rispondere con calma, quando ho il giusto tempo e cose da dire. Sappiate comunque che leggo sempre tutto quello che mi scrivete, e che sono molto grata dell’attenzione con cui continuate a seguirmi.
  • eliminato la presenza del telefono in alcuni momenti precisi del giorno. Avevo l’abitudine di tenerlo sul comodino di notte e finiva sempre che passavo almeno mezz’ora prima di dormire saltellando da un social all’altro, e così pure la mattina appena sveglia, accumulando un sacco di nervosismo. Bene, ora il telefono passa la notte in salotto, e io la sera ho ripreso a leggere: ne sono contentissima, perché mi addormento più facilmente e dormo anche di più!

Dopo due settimane di questo percorso, devo dire che sto ottenendo risultati molto interessanti e incoraggianti. Sono più serena, riposo meglio, mi distraggo meno e ho – ebbene sì – più tempo da spendere nella vita reale. Non solo. Passati i primi giorni in cui, lo ammetto, ho fatto un po’ fatica, ora il “nuovo corso” non mi pesa minimamente. Il che mi ha fatto capire (e la cosa non mi è piaciuta per niente), che quella dai social rischia di diventare una dipendenza. Meglio imparare a difendersi, prima che succeda davvero!

20 pensieri riguardo “Finalmente venerdì! Digital detox”

  1. Si, il telefono ci sta rovinando la vita, pure io ho fatto decluttering di diverse cose e anzi vorrei proprio eliminarle tutte quindi se sparirò completamente sarà per questo motivo. È il virus del terzo millennio e ci sta infettando tutti…..non mi piace.

  2. Io dividerei le cose proprio in base alla fruibilità di quello che leggo e quello che scrivo. Il blog, pur rimanendo on line, rende un pochino difficoltoso trovare gli argomenti scritti un paio di anni fa (se non con ricerche mirate in google) e un indice con link dedicati, qui a fianco, renderebbe fruibili anche argomenti vecchi a chi ti conosce da poco. Il blog è prezioso, è l’equivalente digitale di un libro; non rendiamolo usa e getta come tante cose on line. Facebook: quello che si scrive rimane ben fruibile solo per alcuni giorni, poi viene sepolto dal fatto che le pagine non si caricano facilmente, ti compare nella tua homepage davanti una cosa appena pubblicata, torni indietro di pagina ed è sparita rimpiazzata da qualcosa di qualcun altro, ti distrai e l’hai persa per sempre, a meno che non ti ricordi di andare a vedere e vai proprio a cercartela. Instagram… io NON LO CAPISCO. Perdonatemi se siete amanti di questo social, ma vedere tante foto patinate con commenti perdita di tempo, senza contenuti davvero interessanti e strutturati, filmati di gente che parla camminando dicendo cose che ci sono oggi e domani non ci sono già più, ecco, mi sembra come tirare su acqua con le mani, sfugge quasi tutto e non rimane niente. Non imparo niente. Ho perso mezz’ore intere, la mia mente si è affollata di inutilità, ho lasciato indietro la vita vera e le cose da fare (anche dormire è una cosa da fare, o godersi qualcosa in cui il cervello non viene messo in stand by, oppure davvero, tenere in ordine la propria casa per fare in modo che tutto funzioni, finire quelle cose che si lasciano a metà). Io sono spesso col telefono in mano, lo ammetto, controllo il mio forum, dò un’occhiata a facebook e whatsapp, ma è tutto silenziato in modo che non sia lui a chiamarmi ma lo guardi quando voglio io. e tendo a privilegiare contenuti che possano lasciarmi qualcosa, non gente che fa le smorfiette dietro filtri che neanche Barbara d’Urso.

    1. Sono d’accordo, il blog è uno strumento prezioso e profondamente diverso dai social, e non mi interessa se tanti esperti dicono che è superato: è casa mia, la gestisco come mi piace senza ansie e senza scelte obbligate. Anche perché diciamolo, se un hobby deve diventare fonte di ansia, che hobby è?
      (Sul fronte argomenti del blog esiste una ricerca per categorie, che in effetti è un po’ confusa: magari vedrò di semplificarla per aiutare a trovare i vecchi post. Grazie per il consiglio!)

  3. Oh Donna…you have read my mind. I had to ask myself why did I start my blog in the first place? Was it to make money? Well, that would have been nice, but it required too much work on my part to “keep it up”…so to speak. I had to ask myself it the extra money would be worth all the (daily and unending) trouble to keep my blog front and center on all types of media and my response to myself was “NO”. Hence, my blog is NOT a profit, money making, sponsor advertising blog. I rarely get on FB, and I never get on Twitter and I post a photo on instagram or Pinterest, only if I think about it every few months.
    I admit in the beginning I “signed on” for an affiliate associate with Amazon and was told that I would receive a few pennies for my efforts. Really???? That was soooo not worth my time and effort.
    Yes, I know of many bloggers who do make more than a few pennies for their affiliations, especially those who manage to get all new appliances, furniture, outdoor furniture and basically home remodels, just for mentioning the products on their blog….and some are really trying to produce an honest blog, but I am just as sure, there are just as many who simply want new appliances, etc and subject their readers to all the advertising and pop up ads to further their own gains. Thatt is called “Using people”!

    I have even read…. when readers complain to the blogger of too many ads,…. the blogger says: “I have to have all these sponsors to give you great content on my blog”. I call foul !!! The reason we write these blogs, if we are honest with ourselves…is for our own edification… and filling a need we have to be heard…or to be “seen”….and to share what we have learned. We would never “charge” a friend to tell them (as we are drinking coffee with them) our thoughts on a product would we? I look at my readers as friends and I do not want to “use” them to get a free refrigerator that I would have bought anyway. Does that make sense? Add to all of this twitter, facebook, instagram and Pinterest.
    We would gladly give a friend a recipe for a certain cake, but now with all the social media, we tell that friend to “link” back to us so that we can have the “credit” for providing a recipe that has most likely been handed down for years and years to many, many people all over the world. Now, all of a sudden, we add a half teaspoon of almond extract and the recipe is OURS alone. My opinion? that is just wrong.
    Ok, I will get off my soapbox now.

    1. Kari, you hit the point. Blog and social media can became a job, but you have to know how to manage them, or your followers run away: no one like to waste time!
      (And I perfectly agree with you about foodbloggers and their “secrets”: it’s so childish…)

  4. Ecco la traduzione:

    Oh Donna … mi hai letto nel pensiero. Ho dovuto chiedermi perché ho iniziato a scrivere il mio blog? È stato per fare soldi? Beh, sarebbe stato bello, ma mi è costato troppo lavoro da parte mia per “continuare così” … per così dire. Ho dovuto chiedermi se i soldi in più sarebbero valsi tutti i problemi (quotidiani e senza fine) per mantenere il mio blog in primo piano e su tutti i tipi di media e la mia risposta a me stessa era “NO”. Quindi, il mio blog NON è un blog per fare profitto, fare soldi, fare pubblicità. Raramente vado su FB, non vado mai su Twitter e pubblico una foto su Instagram o Pinterest, solo se mi salta in mente, ogni pochi mesi.
    Ammetto che all’inizio “ho firmato” per un affiliato associato con Amazon e mi è stato detto che avrei ricevuto pochi penny per i miei sforzi. Veramente???? E’ troppo, troppo poco per ripagare il mio tempo e il mio impegno.
    Sì, so di molti blogger che guadagnano più di pochi centesimi per le loro affiliazioni, specialmente quelli che riescono a ottenere tutti i nuovi elettrodomestici, mobili, mobili da giardino e ristrutturazioni, solo per aver menzionato i prodotti sul loro blog … .e alcuni stanno davvero cercando di produrre un blog onesto, ma sono altrettanto sicura, ci sono altrettanti che vogliono semplicemente nuovi elettrodomestici, ecc. e sottopongono i loro lettori a tutti gli annunci pubblicitari e pop-up per favorire i propri guadagni. Questo si chiama “Usare le persone”!

    Ho persino letto … quando i lettori si lamentano con il blogger di troppi annunci, … il blogger dice: “Devo avere tutti questi sponsor per darti ottimi contenuti sul mio blog”. Io dico che è scorretto !!! Il motivo per cui scriviamo questi blog, se siamo onesti con noi stessi … è per la nostra stessa edificazione … e colmiamo il bisogno di essere ascoltati … o essere “visti” … e condividere ciò che abbiamo imparato. Non avremmo mai “addebitato” ad un amico di dire loro (come stiamo bevendo il caffè con loro) i nostri pensieri su un prodotto, vero? Guardo i miei lettori come amici e non voglio “usarli” per ottenere un frigorifero gratuito che avrei comunque comprato. E’ chiaro? Aggiungi a tutto questo twitter, facebook, instagram e Pinterest.
    Saremo lieti di dare ad un amico una ricetta per una certa torta, ma ora con tutti i social media, diciamo a quell’amico di “collegarci” in modo che possiamo avere il “credito” per fornire una ricetta che molto probabilmente è stata tramandata per anni e anni a molte, molte persone in tutto il mondo. Ora, all’improvviso, aggiungiamo un mezzo cucchiaino di estratto di mandorle e la ricetta è la sola NOSTRA. La mia opinione? è semplicemente sbagliato.
    Ok, adesso la smetto di pontificare

    1. Grazie Loredana, avevo capito solo qualcosa all’ inizio poi mi ero persa,….. adesso il lavoro delle blogger mi è molto più chiaro, pii però ci saranno pure casi in cui un blog non è seguito abbastanza da esser considerato dagli sponsor e allora qualcuno si arrende anche per quello senza confessarlo esplicitamente. Comunque per una persona che le cose levede in questa maniera ce ne son cento che la pensano diversamente e continuano ad ingerire tutta la pubblicita che viene loro propinata… e la storia continua.

    2. Grazie cara Loredana, da parte di una che ha studiato “solo” il francese (all’epoca era considerato la lingua “franca” della diplomazia e dei rapporti con l’estero! Poi è stato sorpassato dall’inglese, ma chi aveva voglia di rimettersi a studiare?) 🙂

  5. Anch’io penso che Internet possa diventare una specie di droga, se non tenuta a freno dell’autocontrollo. Io sono arrivata tardi al mondo del web: a parte la lettura di qualche quotidiano, non sono iscritta a Facebook né a Instagram e leggo solo pochi blog in cui mi ritrovo come idee e gusti; tuttavia basta affacciarsi incuriositi a qualche altro sito e si viene catapultati in un’altra dimensione, ammiccante e colorata, ma desolatamente superficiale: di conseguenza ora sono molto più critica verso ciò che mi passa sotto gli occhi, e soprattutto cerco di non passarci le ore; i siti e gli argomenti validi non sono poi tanti, a fronte delle legioni di poveretti che smaniano per il loro quarto d’ora di celebrità su Instagram…
    Sacrosanto il diritto di non rispondere subito e di staccare quando se ne sente il bisogno: un blogger non è come i pompieri o la Croce Rossa, in allerta 24/24! In questa civiltà del tutto&subito dobbiamo reimparare ad assaporare l’attesa paziente: un buon blog è come il buon vino, non va tracannato compulsivamente…

  6. E poi ci sono quelle che hanno un blog ma pubblicano post due volte l’anno, che senso ha?? Tanto vale chiuderlo.

    1. A logica hai ragione, però spesso chi fa così sa di avere un pubblico molto fedele che si accontenta. E a quel punto, perché dovrebbe darsi più da fare, se con uno sforzo minimo raggiunge lo stesso il suo obiettivo?

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