Galateo, Ricevere

Storia e storie del Galateo. 3. Donna Letizia

La nostra storia del galateo ci porta oggi alla metà del Novecento. La società italiana è in pieno fermento: lasciato alle spalle il periodo bellico, il paese ha voglia di cambiare, crescere, imparare. La rinascita accende anche il desiderio di veder coincidere la propria promozione economica con una equivalente crescita sociale, e per questo motivo furoreggiano su tutti i settimanali femminili le rubriche di galateo. Tra tutte le loro autrici, però, solo una resterà nella storia del costume italiano: Colette Cacciapuoti in Rosselli (poi Montanelli), in arte Donna Letizia.

Nata a Losanna da una famiglia altoborghese, Colette (1911-1996) inizia la sua carriera come scrittrice e illustratrice: impossibile non ricordare, tra i suoi lavori, i disegni che accompagnano Il diario della signorina Snob di Franca Valeri.

La sua fama cresce, e a metà degli anni Cinquanta la direzione del femminile Grazia le affida una rubrica di galateo, che sceglierà di firmare – come d’uso – con uno pseudonimo: Donna Letizia, appunto.

Competente, ironica e pungente, Donna Letizia diviene in breve tempo un’icona. Sono tantissime le donne che le scrivono per avere consiglio, e ancora di più quelle che ne seguono scrupolosamente le indicazioni per comportarsi “a modo” in qualunque circostanza. Nel 1960 i consigli dispensati in questa rubrica saranno raccolti in un volume intitolato Il saper vivere, che si rivelerà il più fortunato manuale di galateo dai tempi della Marchesa Colombi e che – a mio avviso – non ha ancora trovato un degno erede.

La straordinaria fortuna di Donna Letizia si spiega tutto sommato facilmente: una penna competente e piacevolissima incontra infatti persone desiderose di apprendere, che trovano nei suoi scritti indicazioni pratiche e precise prive di giudizi morali o, peggio, atteggiamenti snobistici e giudicanti. Per capire lo spirito che anima l’autrice, il libro non ha alcuna introduzione ma entra direttamente nel concreto, guidando le sue lettrici attraverso tutte – ma proprio tutte – le circostanze della vita: dai battesimi alle feste da ballo, dalle visite di circostanza al comportamento da tenere in villeggiatura, dall’uso del telefono ai consigli per il guardaroba. Per ogni tema il linguaggio è semplice e chiaro, e le istruzioni chiare e precise: basti vedere il capitolo dedicato alla corrispondenza, con esempi concreti da seguire anche nelle situazioni più impegnative.

Donna Letizia è l’insegnante perfetta in una classe attenta e collaborativa, che si immerge con entusiasmo nelle sue spiegazioni, e le fa proprie. La materia è ampia e diversificata, ma l’autrice la governa con sapienza e senso pratico. Le famiglie sono cambiate, le case anche, e ricevere in modo impeccabile anche “senza servitù” diventa una necessità diffusa. Ecco quindi, contrariamente a quanto avevamo visto in precedenza, che il libro dedica una sezione lunga e dettagliata all’arte della tavola, con indicazioni concrete e precise su come invitare, apparecchiare, disporre gli ospiti, servire a tavola, il tutto secondo che si abbia o meno un aiuto domestico: una vera e propria summa del ricevere che vale la pena di tenere sottomano ancora oggi.

Il saper vivere diventa in breve un vero e proprio libro cult che non può mancare in nessuna casa  italiana, consultato in ogni circostanza con la certezza di trovarvi una risposta chiara e, dove serve, schemi ed esempi concreti.

Ma i tempi cambiano in fretta. Il vento della contestazione sta per alzarsi, e con le vituperate abitudini borghesi travolgerà anche il galateo. Ci sarà tuttavia chi proverà a salvarlo: ma di questo, vi racconterò la prossima volta!

7 pensieri su “Storia e storie del Galateo. 3. Donna Letizia”

  1. Ricordo di aver scoperto Donna Letizia da ragazzina, su “Grazia” che leggevo dalla pettinatrice o a casa di mia zia: mi piaceva moltissimo la sua rubrica, un po’ perché volevo “fare bella figura” diventando più grande, molto per la divertente ironia delle sue talvolta icastiche risposte.
    In effetti il ’68 ha spazzato via parecchie cose, alcune anacronistiche ed incivili, altre necessarie e civili, come il rispetto nel rapportarsi agli altri: mi viene da pensare al linguaggio becero dei media, all’abbigliamento volgare ed esibizionista che scorgo in giro, alla maleducazione diffusa e presentata come democratica spontaneità… Non tutti, certo, ma la media generale dell’educazione si è abbassata di parecchio! Se però è vero che le nuove generazioni tendono ad opporsi alle vecchie, forse abbiamo qualche speranza di vedere quella dei nostri nipoti riscoprire il galateo 🙄

  2. Chissà se anche Donna Letizia, che io ahimè non conoscevo fino a pochi anni fa, veniva criticata ai suoi tempi…non credo .. quelli si che erano bei tempi.

    1. Eccome se veniva criticata! Tanto per dirne una, molti sostenevano che a scrivere fosse in realtà il suo compagno (poi marito), Indro Montanelli. Il motivo? “Ha una penna troppo arguta per essere una donna”. Triste, vero? Soprattutto se consideriamo che dopo settant’anni siamo messi ancora così…

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