Ricevere

La necessaria arte del “non ricevere”

Viviamo giorni drammatici. Le peggiori aspettative si sono purtroppo rivelate concrete e noi cassandre ce ne stiamo qui, allibite e anche molto arrabbiate nel vedere il continuo perpetrarsi di comportamenti vergognosamente irresponsabili che mettono a repentaglio tutti noi.

In una situazione così seria può un blog che si occupa di arte del ricevere e della bella tavola fare qualcosa di utile, che vada oltre l’offrire un po’ di distrazione a chi si trova per forza di cose limitato nelle sue attività quotidiane? Può, credo. Per questo oggi vi voglio parlare dell’arte del “non ricevere”.

Le autorità ci ripetono a ritmo incalzante di uscire di casa il meno possibile, ridurre al minimo i contatti sociali, proteggere noi e i nostri affetti abbassando più che si può le possibilità di contagio. Ecco, questo non vuol dire solo avere prudenza nei luoghi pubblici, ma anche – e forse persino di più – in quelli privati, dove è oggettivamente impensabile mantenere le distanze di sicurezza richieste dalle autorità sanitarie e dove proprio perché ci sentiamo sicuri tendiamo ad abbassare la guardia.

Quindi, in una parola: finché l’emergenza non sarà passata, NO, NO e NO a pranzi, cene, tè, aperitivi, feste e festine in casa con amici e parenti. La nostra prima preoccupazione deve essere quella di non mettere noi e i nostri affetti in situazioni di potenziale pericolo: ne abbiamo già abbastanza di quelle che il vivere quotidiano, inevitabilmente, ci impone.

Tornerà il tempo delle riunioni conviviali, e allora ricominceremo a circondarci di persone care e a organizzare ritrovi. Belle tavola e buona cucina, per il momento, riserviamole a chi vive in casa con noi: per altre cose ci sarà tempo.

E’ difficile e doloroso, lo so bene: ma è un sacrificio necessario, per superare il prima possibile questa situazione di emergenza. Passerà, certo: ma tra quanto tempo e con che conseguenze, dipende in gran parte da come si comporterà ciascuno di noi.

12 pensieri riguardo “La necessaria arte del “non ricevere””

  1. Il fatto è che iniziano a preoccuparmi anche gli affetti più cari…perché anche poco ma qualche contatto esterno c’è per forza…

    1. Da zona rossa concordo in pieno! Purtroppo devo dire che fino a ieri in molti non hanno capito la gravità della situazione!!! Dopo aver declinato un invito aperitivo mi sono sentita dire ” ma tu ti sei bevuta il cervello”….🤨

  2. Proprio ieri nel mio piccolo ho incontrato ben tre persone provenienti dalle zone rosse… Uno aveva la motivazione del lavoro… Gli altri due, puramente per svago: “Tanto noi stiamo bene. Non ci ha fermato nessuno, non c’erano controlli, siamo partiti tranquillamente”, queste le loro argomentazioni. Come è possibile che non ci siano controlli? E come è possibile che non ci sia alcun senso civico? Dunque… ben venga l’opera che i blog possono fare per sensibilizzare l’opinione pubblica – ce n’è bisogno!

    1. Senso civico non pervenuto, purtroppo. E il problema è che non stiamo parlando di non buttare le cartacce per terra o di non calpestare le aiuole, ma pare che le persone non capiscano la differenza…

  3. Io sono in una zona relativamente tranquilla ma anche qui già si vedono cambiamenti nelle abitudini, c’è molta meno gente in giro però la natura è molto gettonata, complice anche il bel tempo. Tutti a passeggiare, a distanza gli uni dagli altri.

    1. Ma meno male. Qui delle nuove regole se ne fregano tutti (o quasi), Addirittura il sindaco mette gratis i parcheggi per invogliare la gente a passare la serata nei locali del centro. Sconcertante.

  4. Infatti le forze dell’ ordine dovrebbero intervenire e dare il loro contributo così come stanno facendo tutti i medici e addetti ai lavori! Insomma c è bisogno di un coprifuoco.

  5. Noi blindati da oggi, marito e figlia 2 in telelavoro, figlia 1 e piccoli Unni in Skype…☹ In compenso le stradine della collina torinese sono affollate di pedoni, a debita distanza, of course… Progettiamo incursoni notturne per la spesa nei super 24 h/ 7, mercato alle prime luci dell’alba…😷
    Sacrosanto il tuo appello! Purtroppo anche qui non tutti si preoccupano, devo stare io attenta a mantenere le giuste distanze 🤨, anche se mi costa: ieri è mancata la mamma di una mia amica, non potrò abbracciarla per confortarla, né partecipare al funerale…
    Ti pregherei comunque di continuare ad intrattenerci con i tuoi deliziosi post: in questo periodo di bollettini di guerra al Tg, aiuta avere qualcosa di lieto e magari un po’ frivolo che ci faccia pensare a quando sarà finito l’incubo: e passata la bufera ci scateneremo in feste, pranzi e cotillon, e ci tornerà utile avere sottomano qualche interessante spunto…
    Keep calm and carry on! (…e i credenti si diano da fare, le chiese sbarrate non sono una buona scusa per non pregare…🙏)

    1. Ci proverò, a pubblicare i miei post: è che in questi giorni mi sembra tutto così inopportuno che faccio davvero un po’ fatica. Ma se mi dite che vi faccio compagnia, mi sforzo più che volentieri!

      1. Siiii! E’ sempre una gioia trovare un post nuovo, quando lo vengo a cercare. E una piccola delusione quando non c’è.
        A noi della “zona rossa” fa bene un po’ di normalità. Credimi!!
        Quasi tutti abbiamo o parenti o amici o conoscenti in ospedale o in quarantena.
        Poi ci sono gli anziani che non riusciamo ad andare a trovare per paura di contagiarli.
        E’ molto difficile.
        Qualcuno che ci ricorda che ci sono anche le cose belle, le cose di casa e quelle di famiglia non può farci che bene.

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