Tag

, ,

Uno degli equivoci che più frequentemente si creano quando si parla di ricevere è quello di ritenere che, per essere “chic”, sia necessario uniformarsi ad un determinato stile. E’ vero, ci sono delle regole di base su come predisporre un evento, regole che variano secondo le circostanze. Ma questo non significa assolutamente essere impersonali, anzi, tutto il contrario. Solo il personalissimo tocco di chi invita può rendere unica una cena, una festa di compleanno, un tè pomeridiano.

Perciò, perché un ricevimento – grande o piccolo che sia – riesca davvero, la personalità della padrona (o del padrone) di casa deve emergere in modo deciso: bando quindi alla timidezza e via con lo stile personale, anche se questo vuol dire uscire dagli schemi.

Per capirci. Sono convinta che una serata organizzata da una persona dallo stile spumeggiante difficilmente si potrebbe considerare riuscita, se chi invita si sentisse in obbligo di proporre una tavola eccessivamente sobria perché altrimenti “non è chic”. Il contrasto sarebbe stridente, e l’atmosfera probabilmente innaturale. A quel punto, molto meglio una tavola un po’ azzardata ma perfettamente in tono con la personalità della padrona di casa, e capace di far dire agli invitati “ecco, era proprio nel suo stile”. E’ questo, a mio parere, il primo requisito per rendere un appuntamento veramente memorabile.