Finalmente venerdì! Sapori d’autunno

Cosa dite, ce la facciamo a resistere un altro pochino prima di farci travolgere del tutto dall’atmosfera natalizia? Secondo me ne vale la pena, se non altro questa settimana, per goderci ancora un po’ il dolce clima dell’autunno, i suoi colori, i suoi sapori. Ecco, perché oggi non ci concentriamo un po’ sui sapori autunnali? Inizio io, elencandovi i miei cinque cibi preferiti della stagione, e visto che in questi giorni siamo in vena di amarcord, ne approfitto per riproporvi qualche ricetta pubblicata quando su queste pagine si parlava anche di cucina. Così mi dite se il tema vi manca, o se vi va bene così.

Segnaposto autunnale a casa di Bianca

Le castagne. Le considero un po’ la versione autunnale delle ciliegie, perché altrettanto effimere e ugualmente deliziose. Le amo così come sono, preferibilmente cotte sul fuoco vivo: le classiche caldarroste, insomma, da sbucciare scottandosi un po’ le dita per arrivare quanto prima a gustarne la morbida e fumante fragranza. Non le disdegno anche come base per i dolci, preferibilmente al cucchiaio, come in un delizioso e morbido dessert che a me piace molto servire nelle tazze da tè guarnito con un bel ciuffo di panna montata: la Mousse di castagne e cioccolato.

Le noci. Mi ricordano quando, bambina golosa e con le mani troppo piccine per gestire quello che a me pareva un attrezzo infernale, lo schiaccianoci, tormentavo senza sosta il mio papà perché me ne rompesse una, e poi un’altra, e poi un’altra ancora, e ancora. Non possono proprio mancare sulla mia tavola d’autunno, semplicemente da sgranocchiare o, meglio ancora, messe ad arricchire piatti più elaborati, come ad esempio uno dei miei cavalli di battaglia della stagione, l’Arrosto di vitello in salsa di noci.

La melagrana. Ah, come la amo! L’ho voluta a tutti i costi nel mio menù di nozze, nel dicembre di quasi 24 anni fa. Rossa, succosa, con quei suoi granellini capricciosi che scappano da tutte le parti, mi ricorda un po’ un fuoco d’artificio. Proprio perché sa di festa, la uso molto spesso: mi piace utilizzarla anche solo per colorare una semplice insalata – la mia preferita, guarda caso, comprende Chicchi di melagrana e noci – ma soprattutto per dare un tocco in più al mio aperitivo stagionale preferito, l’Apple granatine.

I funghi. Purtroppo più passano gli anni e meno il mio stomaco li tollera, ed è un grande dolore, un vero amore tradito. Ma come pensare alla cucina d’autunno senza nominare i porcini? Quando possiamo andiamo a raccoglierli di persona, e devo dire che uscire dal bosco con un bel cestino pieno di porcini grassocci da cucinare è sempre una grande soddisfazione. Si possono usare per mille piatti diversi: tagliati crudi in insalata, in un saporito risotto, per condire le tagliatelle fatte in casa, ma anche per impreziosire una Quiche o dare gusto a un semplice Spezzatino di vitello.

Il vino rosso. L’ho lasciato per ultimo, come gran finale. E’ un po’ bizzarro che sia proprio io, astemia fino a pochi anni fa, a tessere le lodi del vino. Eppure eccomi qua, a dirvi con grande sincerità che senza vino, rosso e corposo come le colline venete sanno produrre, non c’è veramente autunno. Degno compagno di tutta la cucina di tradizione, e anche – diciamolo – delle nuove mode più fighette, raggiunge per me l’apoteosi non solo nel bicchiere ma anche nella pentola. Vi invito a provarlo in un altro dei miei cavalli di battaglia, il Risotto all’Amarone: non ve ne pentirete!

Il bello del ricevere. 1. “Best of” per i padroni di casa

Manca pochissimo a dicembre, il mese in cui si concentrano le maggiori occasioni di far accomodare alla propria tavola parenti e amici. Avevo pensato di scrivere un post che riassumesse la mia personale filosofia per accogliere gli ospiti in un ambiente sereno e rilassato ma pur sempre impeccabile (o quasi) senza affannarsi e perdere l’allegria. Poi mi sono resa conto che tutte queste cose in realtà le ho già scritte, e anche con dovizia di dettagli. Così ho pensato di proporvi una sorta di “best of” in due puntate dei miei post sul tema, per farvi arrivare con un semplice click all’argomento che più vi interessa. Oggi ci dedichiamo al punto di vista dei padroni di casa. La prossima settimana invece passeremo invece dalla parte degli ospiti.

tavola vintage festa della donna

 

La prima cosa da fare, quando si decide di organizzare un appuntamento conviviale, è scegliere la compagnia. A volte gli abbinamenti sono obbligati, ma se possiamo scegliere,  è buona cosa assortire al meglio la tavolata. Vi ricordate? Ne abbiamo parlato in Indovina chi viene a cena?. Una volta scelti i commensali, è ovviamente il momento di contattarli per invitarli all’appuntamento: le cose da fare e quelle da evitare le trovate in Invitare, essere invitati.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: in ogni occasione conviviale, il primo obiettivo è la felicità dell’ospite, non la gloria dei padroni di casa.  Un tema spinoso da affrontare ma necessario: ne abbiamo discusso in (S)cortesie per gli ospiti e in La regina della festa (ma anche no) .

Seduti o in piedi? è un’altra annosa questione. Abbiamo guardato vantaggi e svantaggi della cena a buffet dalla parte dei padroni di casa nel primo dei due post dal titolo Avanti Savoia! Uso e abuso del buffet. Una volta deciso come sistemare i nostri ospiti, è decisamente il momento di stabilire cosa servire in tavola. Il post da rileggere? Strutturare un menu.

Ora è proprio tempo di decidere come apparecchiare. Ne abbiamo parlato in Decorare. Come nasce una tavola. Apparecchiare come si deve, ovviamente: tutte le indicazioni del caso in Apparecchiare la tavola. Nozioni di base. E tanto che ci siamo, ricordiamo un po’ anche come si disbriga man mano che la serata procede: in L’arte di sparecchiare la tavola vi svelo tutti i passaggi che si seguono a casa mia. Per concludere il tema “apparecchiare e sparecchiare”, un altro argomento spinoso: come gestire gli ospiti più volonterosi. Ti aiuto, mi aiuti? Confidenze con l’ospite è il post che fa al caso nostro.

Naturalmente, non tutte le occasioni conviviali prevedono tavolate di soli adulti. La presenza di piccoli o piccolissimi commensali richiede attenzioni decisamente specifiche. Qui non ci dobbiamo accontentare di un solo post: i lettori “storici” ricorderanno una serie di post dedicati a questo tema, che potete trovare molto praticamente già riuniti nel pdf Ricevere con i bambini.

E se il piccolo ospite dovesse avere non due, ma ben quattro zampe? Niente paura, siamo pronti a ogni evenienza! Leggete Se l’ospite fa bau e saprete riservare la migliore accoglienza anche ai vostri convitati pelosi.

Verso il Natale. Il quaderno delle feste

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Sapete quanto io sia teorica del quaderno degli inviti, quel libriccino del cuore da compilare a mano, pranzo dopo pranzo, cena dopo cena, per tenere memoria di ogni occasione conviviale che abbiamo avuto la fortuna di ospitare. Un oggetto semplice e pratico ma allo stesso tempo prezioso, non solo per ricordare le pietanze servite e annotare idiosincrasie e preferenze dei nostri ospiti, ma anche per creare – nel tempo – una preziosa storia familiare raccontata attraverso la tavola, da leggere e rileggere per ricordare “come eravamo”.

Quaderno di Natale a casa di BiancaSfogliando il mio, qualche settimana fa, mi sono resa conto che sono quasi del tutto assenti i pranzi di Natale. La spiegazione è tutto sommato semplice: riuniamo sempre le stesse persone, cuciniamo sempre (o quasi) gli stessi piatti, frutto di consolidate tradizioni familiari. Eppure, mi sono detta, qualcosa dovrei fare. L’illuminazione me l’ha data Gisella, in un articolo del suo blog MyPieSite proprio dedicato al Natale: un nuovo quadernino tutto per la più bella festa dell’anno, dove annotare anno dopo anno regali, preparativi, e ovviamente tutti i dettagli di menù e tavole.

A quel punto, bisognava scegliere il quaderno giusto: non cercavo niente di pretenzioso, solo un oggetto semplice e pratico che però mi trasmettesse quel senso di serenità e poesia che avvolge il periodo delle feste. L’ho trovato, come ormai quasi tutto quello che mi piace, in uno shop on line, precisamente quello di uno dei miei brand inglesi preferiti, Wrendale Designs ( e da oggi il mio hastag social #pubblicitàaggratis – ovvero “me lo pago, mi piace e ve lo dico senza guadagnare niente” – sbarca anche qui, tanto per non lasciare il dubbio che sia un  marchettone travestito da consiglio amichevole): dovevo comunque fare un ordine di cancelleria e ne ho approfittato per inserirlo.Quaderno di Natale a casa di BiancaHa sulla copertina (poteva essere altrimenti?) un allegro pettirosso, l’ho ricevuto nei giorni scorsi e non vedo l’ora di iniziare a compilarlo. E’ vero che a Natale mancano diverse settimane, ma idee e spunti iniziano a fare capolino nei miei pensieri e non mi sembra male metterli nero su bianco con un po’ di ordine.Quaderno di NataleOra devo decidere bene come organizzarlo, il mio quaderno di Natale: pensavo a una sezione regali con idee e scelta definitiva (sai mai che le idee non concretizzate tornino buone in altre occasioni), una seconda con note su addobbi e tavole, una terza più tradizionale con i menù delle feste. Altre idee o suggerimenti? Lo spazio dei commenti è aperto!

 

 

Finalmente venerdì! Scende la pioggia, ma che fa…

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E finalmente è arrivata la pioggia. Tanta, anche troppa in qualche caso, ma del resto l’autunno è così, imprevedibile e capriccioso. Non mi dispiace, la pioggia: pulisce l’aria, disseta la terra, rinvigorisce i fiumi. Può essere fastidiosa, non c’è dubbio, soprattutto se dobbiamo muoverci a piedi, e se proprio non riusciamo a farcela piacere dobbiamo almeno trovare il modo di sopportarla. Per questo oggi vi propongo di chiacchierare su trucchi e strategie per vivere i giorni di pioggia con la maggiore disinvoltura possibile.Per cominciare, cappuccio o ombrello? Se potessi, direi sempre e solo cappuccio, ma purtroppo non posso permettermi di arrivare al lavoro o girare per uffici e negozi grondando acqua. Quindi riservo il cappuccio alle situazioni in assoluto più informali, come le passeggiate nella natura, e per il resto mi rassegno all’ombrello. Ma attenzione, non un ombrello qualunque: rigorosamente pieghevole, il più leggero possibile, e con apposita custodia impermeabile che mi consenta di infilarlo in borsa anche bagnato senza rischiare danni. Sì, perché uno dei motivi per cui non amo l’ombrello è la facilità con cui li perdo, e saperli al sicuro in borsa o in tasca mi rasserena moltissimo!Pluie d'automneIn secondo luogo, come salvare i piedi dall’orribile destino di restare bagnati per ore, nel caso in cui il diluvio ci colga mentre andiamo in posti – tipicamente in ufficio, almeno io – dove non abbiamo la possibilità di cambiare le scarpe? Anche perché il tema non è solo salvare il piede, ma anche la scarpa, che se rimane bagnata troppo a lungo fa una brutta fine. E poiché per noi italiani scarpa raramente vuol dire tela o plastica, al dispiacere si aggiunge il danno economico. Insomma, meglio evitare. La soluzione migliore sono ovviamente gli stivali di gomma, ormai disponibili anche in molte versioni decisamente carine e accattivanti. Purtroppo per me il problema è sempre arrivare al lavoro vestita in modo formale, quindi non posso che relegarli al tempo libero.In to the wildNelle altre occasioni più formali ho però trovato un alleato quasi altrettanto prezioso: la vernice! Sì, avete letto bene, quella delle bebè che mettevamo da bambine il giorno di Natale. Ecco, è lei la mia migliore amica in caso di pioggia: il trattamento cui viene sottoposta la pelle la rende perfettamente impermeabile, con il risultato che il piede non si bagna e la tomaia non si rovina. Considerato che amo molto un look classico, mi oriento prevalentemente su scarpette bon ton con il cinturino e un tacco contenuto (le cosiddette Mary Jane), ma non disdegno stivali molto semplici che diano al mio abbigliamento un tono più grintoso, ma senza esagerare.

Insomma, con poca fatica si può essere molto stilosi anche sotto la pioggia! E voi, che trucchi adoperate per affrontare al meglio i capricci di Giove Pluvio?

Novembre

Novembre, per me, è sempre stato un mese strano. Da ragazzina lo detestavo, con le sue nebbie, le giornate di pioggia infinita, l’umidità che entrava fin nelle ossa, i suoi colori freddi e cupi, così lontani dai gioiosi rossi di ottobre e dalle scintillanti luci di dicembre. Lo consideravo un mese di transizione, un po’ come gennaio: da sopportare, aspettando che passasse.

La vita, poi, ci ha messo su un carico da novanta, portandosi via una persona amatissima, in una delle notti di quasi inverno più belle che io ricordi, gelida, limpidissima, con un cielo stellato come non lo avevo mai visto.

Da allora, e per molti anni, non sono più riuscita a tollerare novembre. Era per me il mese del dolore, e lo attraversavo a testa bassa, riempiendolo di impegni e di fatiche che lo facessero passare il più in fretta possibile.

Ma la vita è strana, e se le diamo fiducia trova sempre il modo per renderci ciò che ci ha tolto: ed ecco che, tanti anni dopo, negli stessi giorni, una nuova, minuscola vita entrava nella mia esistenza, riempiendola di una felicità che non avrei mai immaginato di poter provare. E anche se sono la più imperfetta credente del mondo, so per certo quali mani mi hanno accompagnata in questo percorso, e quali ali lo hanno protetto.

Me lo avevano detto, ma non ci avevo creduto. Adesso invece so che chi ci lascia non se ne va mai veramente, e che la vita, se le diamo credito, sa spesso restituirci più di quello che ci ha tolto.

Per questo, ora novembre è per me il mese della gioia. Non lo attraverso più a testa bassa, al contrario: lo aspetto, lo accolgo e lo vivo appieno giorno per giorno. Ho imparato ad amare quella pioggia così attesa dalla terra, a respirare senza paura l’aria fredda, a combattere l’umidità con tazze di tè bollente e torte tiepide di forno, a prendermi il tempo per ammirare la poesia dei rami spogli, cercando le bacche che li punteggiano e gli uccelli che ne vanno ghiotti. La nebbia, in compenso, mi sta ancora antipatica: ma si sa, non si può amare proprio tutto, non è vero?

Ringrazio Giulia Dragone  per avermi permesso di utilizzare un suo disegno per illustrare questo post. E’ una giovane illustratrice veramente bravissima: vi invito a curiosare tra i suoi lavori, scoprirete un mondo magico!