Decorare. Colazione scozzese

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Presa com’ero dall’entusiasmo di descrivervi il mio viaggio in Scozia dal punto di vista culturale e naturalistico, quest’estate ho completamente dimenticato di farvi vedere i miei piccoli acquisti vacanzieri. Sì, perché a parte saccheggiare tutti i charity shop comparsi sul mio cammino alla ricerca (fortunata, devo dire) di pezzi transferware, mi sono anche dedicata a spese più tradizionali. Niente di che, solo piccole cose per ricordare anche una volta tornati a casa sapori e atmosfere scozzesi. Le vedete oggi qui, in questa tavola da colazione per due che ho preparato in omaggio a quella terra meravigliosa.

Colazione scozzese a casa di BiancaCome base, ovviamente, ho scelto il tessuto scozzese per eccellenza: il tartan, qui in rosso e molto simile – ma ovviamente non uguale – a quello riservato alla famiglia reale britannica. Un po’ tutta la tavola è giocata sui toni del rosso e del verde: roba che, se non stessimo parlando di Scozia, potrebbe quasi far pensare a una preview natalizia.

Colazione scozzese a casa di BiancaCon una base così accesa, non si poteva che pensare a dei dettagli semplici. Mug in bone china molto delicate con piccoli frutti di bosco, un piattino in ceramica color burro, posate di stile classico e tovagliolo (ebbene sì) di carta, che riprende nel bordo lo scozzese della tovaglia e nel disegno centrale il decoro delle tazze. Per accentuare l’atmosfera un po’ fiabesca e un po’ decadente, due candelabri in sheffield con le loro belle candele mezze consumate: so che non tutti le apprezzano, ma a me piacciono ancora di più di quelle fresche di fabbrica. Infine, un piccolo dettaglio decorativo: i segnaposto, bianchi e delicati, decorati con l’animale simbolo di questo paese, il cervo, regale e bellissimo.

Colazione scozzese a casa di BiancaE a proposito di animali simbolo della Scozia, poteva forse mancare la misteriosa Nessie? Ovvio che no, e infatti eccola qui nell’ambito ruolo di centrotavola, interpretata da un giocattolino in ceramica acquistato nonostante le vibranti proteste dei miei adorabili figlioli, a dir poco inorriditi di fronte all’articolo. Per la cronaca, c’era in varie misure ma mi sono contenuta, acquistando la più piccola!

Colazione scozzese con Nessie a casa di Bianca

Una piccola teiera, rigorosamente rossa, si prepara ad accogliere un delizioso tè aromatizzato al whisky. Ci sarebbero stati bene anche i biscotti al burro, trovati anche in versione gluten free, ma… al momento di preparare questa tavola ce li eravamo già mangiati!

Colazione scozzese a casa di Bianca

Vi avverto, non vi ho mostrato tutto: manca il tradizionale decoro natalizio che portiamo sempre da tutti i nostri viaggi. Lo vedrete a tempo debito, e sono sicura che vi sorprenderà!

Finalmente venerdì! Mercatino è bello, ma anche etico

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Niente di rilassa e mi mette di buon umore come girare per mercatini. Che siano antiquari o semplicemente dell’usato, fa poca differenza. Con i dovuti distinguo del caso (ve li ricordo in questo post), in entrambi i casi so che con pazienza e un pizzico di fortuna troverò cose belle e non banali, capaci di dare alla mia casa e alla mia tavola un tocco di personalità senza spendere un patrimonio.

Non è l’unico motivo in realtà. Vi ho già raccontato quanto io ami circondarmi di oggetti con una storia e un’anima. Vi ho anche detto che sto facendo riflessioni sull’omologazione e sulla sostenibilità. Ed ecco che, pensandoci, mi sono resa conto che acquistare in questi posti riduce in maniera incredibile lo spreco, e diventa etico, oltre che piacevole.

Viviamo in un’epoca dove sembra non esistere più il concetto di bene durevole, sostituito da affannoso aderire a mode sempre più effimere che spingono ad un usa e getta apparentemente conveniente e democratico, ma che a un’occhiata meno superficiale si rivela l’esatto contrario.

Per sostenere i costi del continuo rinnovo non solo del guardaroba ma anche del corredo e – a volte – persino dell’arredo di casa, si è costretti a ricorrere – salvo non essere estremamente benestanti, ovviamente – a catene low cost dove, ahinoi, a prezzo basso corrispondono non solo scarsa qualità ma molto spesso anche discutibili valori etici. Non è un segreto per nessuno che queste catene producano quasi esclusivamente in paesi del Terzo Mondo dove la dignità dei lavoratori, intesa sia come condizioni di lavoro che come retribuzione, è raramente tenuta in grande considerazione. Aggiungiamo la scarsa qualità dei materiali impiegati – per tacere, in qualche caso, della loro discutibile salubrità – e avremo tutti gli elementi per capire come quelli che ci sembrano grandi affari non sempre lo siano.

Ecco perché consiglio vivamente, almeno per quegli articoli che possono essere igienizzati a fondo senza difficoltà, di prendere seriamente in considerazione qualche giro in più per mercatini. Non solo troveremo oggetti nati in un’epoca in cui qualità e durevolezza degli articoli erano requisito imprescindibile, ma daremo nuova vita a cose che sono ancora perfettamente in grado di adempiere alle loro funzioni.

Terzo e non ultimo aspetto, in un mondo orribilmente omologato avremo finalmente qualcosa di diverso e originale che ci farà sentire casa e tavola veramente “nostre”. Non mi pare poco.

Tempus fugit

Eh già, il tempo fugge. I giorni sfilano veloci come paesaggi visti dal finestrino di un treno, beffardi e inafferrabili. Lavoro e famiglia monopolizzano ogni secondo della mia giornata e il blog, poveretto, resta al palo.

CosmosPrometto di tornare presto, però. Ho tante cose di cui parlare, tra cui un bellissimo fine settimana a Torino, qualche progetto che riemerge dal passato, nuove tavole e tante altre cose di cui chiacchierare assieme.

Vi chiedo solo un po’ di pazienza. Nel frattempo cercherò di tenervi compagnia attraverso i social, molto più veloci e facili da gestire. Il blog merita tempo, e in questi giorni proprio non ne ho. Ma niente paura: molto presto tutto tornerà come prima!

Finalmente venerdì! Elogio della normalità

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Non so voi, ma ultimamente mi trovo bombardata – soprattutto sui social – di messaggi sul concetto di stile personale che convergono in un’unica direzione: sii originale! osa senza paura! In teoria, niente potrebbe trovarmi più d’accordo, se non fosse per un piccolo dettaglio: ci si rivolge sempre a donne che come me hanno passato gli anta e che, per vari motivi non sanno bene che pesci pigliare. E a queste persone, che forse avrebbero più bisogno di uno psicologo che di un personal stylist, cosa si fa credere? Che avere un proprio stile, e quindi dimostrare personalità, voglia dire essere eccentrici.

dal web – autore non noto

Non a caso, impazza come icona di stile per le donne “over” la designer newyorkese Iris Apfel, che ha fatto del sopra le righe la sua personalissima – e inarrivabile – cifra stilistica. Ora, può una persona così fuori dagli schemi essere additata come esempio per tutti, con il conseguente proporre in modo indiscriminato capi dalle linee particolari, accostamenti di colori e fantasie a dir poco azzardati, per tacere di accessori che lascerebbero perplessi già addosso a una ragazzina? Secondo me, no.

Partiamo da un semplice presupposto: il tempo che passa dà fastidio a tutti, e superata la fatidica soglia degli “anta” ancora di più. Ma siamo certi che sia la stravaganza a tutti i costi la risposta? Per alcuni forse lo è, ma per gli altri? Per me, onestamente, non lo è. Sono un tipo classico e non me ne vergogno, per il semplice fatto che non ritengo affatto “sobrio” e “classico” sinonimi di scialbo o impersonale. Perciò i miei capelli sono ancora del colore (un po’ aiutato, ahimè) che madre natura mi ha dato, il mio guardaroba si aggiorna ma sempre privilegiando linee pulite e modelli semplici, i colori, le fantasie e gli accessori non mancano ma vengono mescolati con prudenza e moderazione, all’insegna del “less is more”.

In poche parole, sono una persona normale che cerca semplicemente di essere se stessa, senza farsi lusingare dalle sirene dell’ultima moda a tutti i costi o, peggio, dell’inutile ricerca dell’eterna giovinezza. Questo fa di me una persona troppo poco alla moda? Può darsi. Del resto anche Iris Apfel veste tutt’altro che alla moda, no? Ecco perché preferisco essere ritenuta noiosa che farmi ridere dietro mentre indosso cose che non mi appartengono e, di conseguenza, difficilmente potranno valorizzarmi. Sì, perché come sappiamo tutti non c’è capo che doni, se chi lo indossa lo porta con disagio: provare per credere!

Decorare. Dolcetto o scherzetto?

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Chi mi segue da tempo sa che non vado esattamente pazza per Halloween. Pur amandone le radici storiche, non l’ho mai festeggiato con molto piacere perché dalle nostre parti ha preso una deriva splatter che proprio non mi piace. Quest’anno tuttavia ho deciso di rimettermi in gioco grazie al blog hop di Chloe che per il mese di ottobre è proprio dedicato alla festa più paurosa che ci sia.

Tavola di Halloween a casa di BiancaPremetto che quando ho allestito questa tavola, la settimana scorsa, non avevo a disposizione molto materiale. La fornitura di articoli a tema doveva ancora arrivare nei negozi (dal primo ottobre, in compenso, si trova di tutto) quindi mi sono arrangiata con il poco che avevo a casa.

Tavola di Halloween a casa di Bianca

Ho scelto come base una tovaglia di colore neutro, doppiata con un velo di tulle morbido nero drappeggiato in modo da dare un’idea a metà strada tra la ragnatela, il mantello della strega e le volute di fumo del calderone. Le ho sovrapposto dei sottopiatti arancione e quindi, in assenza di stoviglie a tema, dei piatti in vetro che svelano in trasparenza un sottostante piattino tutto nero.

Tavola di Halloween a casa di BiancaAtmosfera goticheggiante per gli altri dettagli: posate effetto madreperla e bicchieri in vetro inciso.

Tavola di Halloween a casa di BiancaRomantico e un po’ ottocentesco anche il tovagliolo bianco, bordato di pizzo e arricchito da un piccolo segnaposto formato da una etichetta in lavagna nera decorata da una zucchetta ridacchiante.

Tavola di Halloween a casa di Bianca

In stile gotico anche il centrotavola, una composizione di tre semplicissimi candelieri neri che reggono altrettante candele un po’ consumate, com’è giusto che sia nella notte dei fantasmi.

Tavola di Halloween a casa di Bianca

In giro per la tavola, un po’ di dettagli decorativi. Tante piccole zucche essiccate e, sparse qua e là sulla tovaglia, foglie in panno e altre decorazioni a tema.

Tavola di Halloween a casa di BiancaEcco, questa è la mia proposta per il prossimo Halloween. Se il tema vi intriga e cercate ispirazione, non dimenticate di andare ad ammirare le tavole delle altre partecipanti: le trovate tutte qui.

Questo post partecipa al Hauntingly beautiful decor linking party. Cliccate e scoprite come partecipare anche voi!