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Storie di un tempo passato. Nascita di un amore

Mi sono innamorata della Sardegna da bambina, nel corso di una vacanza ai limiti dell’assurdo vissuta in due famiglie, in una casa che oggi non definiremmo nemmeno tale, a due passi da una spiaggia che non finiva mai, meravigliosa e selvaggia.

Alba sul mare

Ricordo corse a perdifiato sulla sabbia, salti tra i cavalloni, pranzi a base di frutta e panini col tonno, pomodori che sapevano di sole e pesche mangiate a morsi che attiravano dal nulla frotte di vespe golose, con conseguenti fughe fino alla secca per gustarle in santa pace.

Ricordo la pelle rovente, la pancia bianca e la schiena scurissima, le piste per le biglie fatte trascinando di sedere il più piccolo della compagnia, i vulcani costruiti con zelo e pazienza dai nostri padri, che sopportavano il caldo pur di vedere la gioia sui nostri volti piccini.

Ricordo le sere buie passate a imparare le stelle, e una gita da paura nell’entroterra alla ricerca di una famosa  artigiana di cui l’altra mamma aveva letto su una rivista alla moda.

Ricordo la scoperta del tutto casuale di un finto villaggio messicano dove avevano girato molti spaghetti western, punta di diamante del nostro cinema: aveva persino un saloon, “La posada de Ramon”, dove i papà si divertirono a provare la tequila.

Sono stati praticamente quindici giorni nel paese delle meraviglie, almeno per noi piccoli che non pativamo più di tanto i disagi e le scomodità.

Da allora, per me Sardegna è simbolo di libertà, qualcosa di totalmente diverso dagli stereotipi che circondano l’idea di una vacanza su questa nostra bellissima isola. Per me Sardegna non vuol dire spiagge e locali alla moda, sistemazioni stellate e luci della ribalta. Al contrario, ogni volta che torno faccio di tutto per riacciuffare almeno in minima parte quelle sensazioni di pura libertà che quest’isola, nonostante tutto, continua a trasmettermi, e che cerco a mia volta di trasmettere ai miei ragazzi. Non è facile, ma si può fare. E per me è un dono che ha un valore davvero inestimabile.

 

2 pensieri riguardo “Storie di un tempo passato. Nascita di un amore”

  1. I ricordi d’infanzia, specie delle vacanze, sono indelebili e magici!
    Io ho altrettanto vivi quelli delle vacanze in montagna: la ricerca dei funghi nei boschi, la scoperta della natura alpina, le interminabili slittate giù per i pendii erbosi seduti su un pezzo di cartone (di parchi gioco attrezzati non si parlava, al massimo un’altalena in piazza 😁), la margara che scendeva con l’asino a vendere ricotta e burro d’alpeggio per fantastiche merende…
    Penso sia la stessa sensazione di libertà che ora provano i miei nipotini di città: quando arrivano da noi in campagna si fiondano nel prato e vogliono esplorare tutto nei dintorni; oggi erano soddisfattissimi di essersi arrampicati sulle rotoballe di fieno del campo vicino, ai loro occhi affascinanti come un maniero da espugnare…
    Hai ragione, la vera vacanza è libertà pura e non ha bisogno di artificiose sovrastrutture!

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