Ricevere, Volersi bene

Volersi bene, capitolo 3. La tavola quotidiana

Si mangi a casa sia a pranzo che a cena, oppure solo la sera, si sia soli o in compagnia, la tavola quotidiana è un altro caposaldo del volersi bene. Niente intristisce di più di un’apparecchiatura sommaria e poco curata: e comunque, per quanto veloci e facili, anche un panino o un uovo al burro hanno diritto ad un po’ di scenografia! Tuttavia, poiché il tempo è sempre tiranno, e di tirarsi addosso fatiche extra non ha voglia nessuno, niente paura: proposte e suggerimenti saranno come sempre all’insegna della semplicità e della praticità.

Ma andiamo con ordine. Per iniziare, dove mangiare? Se si può scegliere, direi dove si vuole, purché ci sia un tavolo. Abbasso l’abitudine della cena sul divano davanti alla tv, col piatto in bilico sulle ginocchia: certo, a volte è un piacere farlo, ma in quel caso almeno facciamolo come si deve. E infatti ne parleremo in un altro post.

E poi: tavolo “nudo”, tovaglietta all’americana, runner o tovaglia? Dipende: dal tipo di tavolo, innanzi tutto, e poi dal gusto personale. L’essenziale è che qualunque scelta, anche la più minimalista, sia una scelta di stile, e non una trascuratezza.

Veniamo quindi all’apparecchiatura, che deve essere completa già al momento di sedersi: il non doversi alzare mille volte a recuperare ciò che manca vale indubbiamente il paio di minuti in più da spendere. E visto che l’idea è appunto di volerci bene, evitiamo piatti, posate e bicchieri troppo anonimi o, peggio, malconci. Anzi, proprio perché li adoperiamo quotidianamente vale la pena che ci piacciano decisamente, tanto più che oggi in qualunque supermercato è facilissimo trovarne per tutti i gusti a prezzi davvero contenuti.

Ciò premesso, come apparecchiare? Sul fronte piatti, se prevediamo due portate, ci vorranno piatto piano e fondina; se invece si servirà una portata unica, salvo non sia una minestra andrà benissimo solo il piatto piano. La frutta o il dolce avranno il loro piattino dedicato, da mettere in tavola dopo aver sparecchiato le stoviglie sporche e tolto il pane. Mi raccomando, mai – nemmeno se siamo da soli – cedere alla tentazione di usare lo stesso piatto per portate diverse: è una questione di sapore, oltre che di igiene. Sul fronte posate, non potranno mai mancare coltello e forchetta: il cucchiaio e le posate da frutta o da dolce si predisporranno invece solo se il menu ne prevede l’uso. E la forchetta, semplice o doppia? Se si prevedono due portate, l’ideale sarebbe metterla doppia: sinceramente però non mi sembra il caso di farne una regola ferrea. Mi sento invece di caldeggiare, sul fronte bevande, l’uso del doppio bicchiere quando si accompagna il pasto sia con acqua che con vino: ma questo più che altro per una questione di rispetto del vino, che non gradisce (e non merita) di finire annacquato.

Quanto agli accessori, direi di tenere sempre in tavola la saliera, e a portata di mano l’oliera e il macinino del pepe. L’acqua se possibile si servirà in caraffa anche se si usa la minerale: non è bellissimo avere la tavola ingombra di mastodontiche bottiglie di plastica che quasi impediscono ai commensali di guardarsi in faccia. L’eventuale vino, ovviamente, resterà invece nella sua bottiglia.

Per finire, il servizio vero e proprio. Se non si hanno il tempo e la voglia di tirar fuori i piatti da portata, piuttosto che mettere in tavola cartocci, vaschette di plastica e pignatte è molto meglio servire già impiattato: se siamo in famiglia, gusti e quantità gradite ai singoli commensali ci saranno ben noti. Se invece ci piace usare piatti dedicati, non dimentichiamo di dotarli di posata da servizio: siamo tra intimi, d’accordo, ma è buona norma che le posate personali girino al largo dal piatto di portata.

Neanche da dire, i piatti si porteranno via solo quando tutti hanno finito la portata: da brava casalinga disperata, consiglio – se già non lo fate – di metterli subito nel lavello con un goccio d’acqua, in modo che il cibo non si incrosti costringendoci poi a lavaggi più energici, faticosi e antieconomici.

13 pensieri riguardo “Volersi bene, capitolo 3. La tavola quotidiana”

  1. Sinceramente alla tavola quotidiana non dedico particolare attenzione, basta ci sia tutto ciò che serve e che quasi mai lo si trova ad inizio pranzo o cena, infatti lascio che siano le figlie ad apparecchiare ma sarà per il fatto che mangiamo in cucina e che i mobili li possiamo raggiungere praticamente anche stando seduti, ogni cosa dimenticata viene aggiunta mano a mano che serve, certo i piatti non sono mai scompagnati così pure i bicchieri e le posate, la nota dolente è la tovaglia che appena stesa sul tavolo viene subito macchiata o dal vino rosso di mio marito che, quando lo versa nel bicchiere fa sempre la goccia o da un qualsiasi intingolo che viene servito, perciò dovrei metterla subito a lavare! ma che scherziamo? la uso quasi tutta la settimana! quindi le macchie si susseguono fino a diventare il motivo decorativo principale (tanto la vediamo solo noi 4!) E voi che fate? la cambiate appena si sporca? Non ditemi di usare le tovagliette americane perchè ni sembrano “fredde” per mangiarci sopra…..

    1. Guarda io ho abolito le tovaglie dall’uso quotidiano alla nascita dei figli, un po’ per guadagnare tempo un po’ perché li abbiamo abituati fin da subito a stare a tavola con noi, quindi figurati i pasticci con cui avevo a che fare. Perciò sì, ti consiglio le tovagliette all’americana o al limite i runner, che ti danno un effetti più simile alla tovaglia ma sono mille volte più pratici: li lavi in un attimo e, se scegli bene, non li devi nemmeno stirare. Comunque secondo me alcune tovagliette, per esempio quelle in sughero o in paglia, danno alla tavola un tocco molto accogliente, e sono anche super pratiche: nemmeno le devi lavare, basta una passata di spugnetta e via! Se ti piace lo stile un po’ rustico, facci un pensierino: in fondo è tutta questione di abitudine, io ti assicuro che non tornerei più indietro.

      1. Forse perché non abbiamo figli utilizziamo la tovaglia che dura 3/4 giorni e quando si sporca la metto a lavare… abitiamo da lunedì a venerdì in un posto e il sabato e la domenica in un altro e paradossalmente e’ più curata la casa dei fine settimana ( a Parma non al mare o in montagna…) durante la settimana mangiamo nel living con cucina a vista a adoro mettere le tovaglie nella stessa tinta del divano … e si lo ammetto forse perché e’ solo 1 anno che siamo sposati sulla nostra tavola c’e’sempre una candela. A Parma la tovaglia invece e’ sempre in tinta con i piatti …ne ho diversi tipi quelli belli da lista nozze pero’ rimangono nei mobili in attesa di essere sfoggiati con gli ospiti mentre quelli ikea e Zara vengono regolarmente abbinati al tovagliato ( forse e’ un po’ da casalinga disperata ma da Zara e da coin ho preso diverse tovaglia abbinate ai piatti- solo la coppia per me e mio marito-) baci baci baci ale

          1. Dopo otto anni di matrimonio anche sulla nostra tavola c’e’ sempre una candela! E’ una bellissima attenzione, cambia il ritmo della serata che magicamente diventa morbido e lento, avvolgente e caldo

          2. MIo marito non sopporta le candele invece…bah! era meglio se glielo avevo chiesto prima di sposarlo!…dice che fanno fumo e sporcano il soffitto…l’unica volta che ha acconsentito a farmele accendere mentre eravamo soli (le figlie erano uscite) ci siamo addormentati sul divano e siccome le candele stavano su di una foglia di palma che avevo raccolto per farne una composizione, si sono liquefatte sul tavolinetto di salotto! 😦

  2. @Katia: se può consolarti, anni fa sono stata ad una cena dove, per creare l’atmosfera, erano state disposte lungo una scala (interna) delle candele alla citronella nel vaso di coccio. Dopo mezz’ora, le stanze erano invase un fumo nero e una puzza che non ti dico: tutti che tossivano e lacrimavano, la padrona di casa che cercava disperatamente di arieggiare, un delirio totale! Insomma, le candele sono qualcosa di meravigioso, ma vanno scelte con giudizio 😉

    @Angela: domanda da mamma. Ma le tue bimbe come si comportano con le candele? No perché da me, che pure ho figli grandicelli, sono una tentazione irresistibile: alla fine della cena c’è la lotta per rubare la cera che è colata per giocarci, e che per me è un tocco irrinunciabile. Così va a finire che le metto praticamente solo la vigilia di Natale 😦

    1. Le mie bimbe sanno che le candele possono essere pericolose, quindi in genere se ne tengono a giusta distanza 😌 io comunque quando ci sono bimbi in giro le tengo sempre in porta candele abbastanza alti da non lasciar andare la fiamma di qua e di la

  3. Ciao Bianca
    Ma tu metti i runner o le tovagliette direttamente sul tavolo?
    Io ho il tavolo eternamente coperto da un copritavolo di plastica spesso marrone tristissimo ma salvifico quindi o metto la tovaglia o a colazione mangiamo su quello però mi rendo conto che è brutto …
    Come fai con i piatti o le tazze calde si creano subito degli aloni non so come fare
    Quando avevo il vecchio tavolo lo coprivo perché era brutto ora quello nuovo lo copro perché è bello …che tristezza
    Come salvaguardarlo anche scoperto pensavo a quelle tovagliette (di plastica) che permettono di non scaldare e poi sopra una tovaglietta colorata a coprire che ne pensi quando esco dopo l’influenza vedo se la trovo mi piacerebbe fare colazione a natale con la nuova modalità
    Come utilizzeresti i runner su un tavolo tondo esempi e misure ..
    grazie

    1. Premessa: quando ho scritto questo post avevo un tavolo di cristallo quindi calore o liquidi non erano un problema. Ora che il tavolo è di legno ho fatto tagliare a misura delle strisce di mollettone bianco che uso sotto i runner. Per le tovagliette scelgo sempre tessuti consistenti in modo che siano protettivi per la tavola e poi uso i sottopentola per i piatti a servire caldi. Nel caso delle tazze metto quelle con il piattino che è sufficiente per ridurre il calore.
      Conosco persone che per lo stesso motivo utilizzano le tovagliette in melamina con il retro in sughero: anche quella può essere una soluzione.
      Non so invece aiutarti per il problema “runner e tavolo rotondo”: credo che aggirare il problema scegliendo tovagliette individuali 😉

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