Decorare, Ricevere, Stile

Decorare. Di luce, vetri, sogni e piccoli tesori

Amo la luce, in tutte le sue forme, e per questo stesso motivo adoro il vetro: mi piace sulla tavola, anche se limitatamente ai bicchieri e ai dettagli decorativi, e soprattutto lo considero irrinunciabile per i vasi da fiori. Nonostante i ripetuti tentativi della suocera di convertirmi alla porcellana o all’argento (che peraltro lei ha, e io no), resto assolutamente un’irriducibile del vetro e del cristallo: li trovo eleganti e senza tempo, capaci di decorare imprimendo alla stanza grande personalità e allo stesso tempo senza risultare mai invadenti.

Nei miei sogni c’è un vaso di Lalique, magari originale di inizio Novecento. Diciamo comunque che mi “accontenterei ” anche di un prodotto recente: questo, in particolare, mi sembra assolutamente meraviglioso.

In attesa di coronare (probabilmente mai, ma facciamo finta di niente) questo sogno proibito, mi godo i miei amati vasi veneziani, pazientemente collezionati negli anni. Contrariamente a ciò che fanno molti, che si limitano a considerarli oggetti meramente decorativi, non vedo perché non destinarli al loro uso originario, e quindi ci metto dentro i fiori. Amo tantissimo avere fiori freschi in casa, anche se non sempre riesco a procurarmeli, e mi piace vestirli con la cura che meritano.

Tra i vari vasi che ho il mio preferito è grande, esce da questa storica vetreria veneziana ed è color verde foglia: mi è particolarmente caro perché è un dono di nozze, ed è uno strepitoso passepartout, dato che per forma e colore valorizza in modo meraviglioso la più semplice delle composizioni. Per gli altri, in buona parte opera della stessa vetreria, parte ancora regali di nozze e parte giunti per altre vie, ho scelto due linee di colore, una sui toni del rosso e l’altra sul blu; mi diverto molto ad abbinarli al colore dei fiori, a volte per sintonia e a volte per contrasto, secondo l’umore del momento.

Era parecchio tempo che non aggiungevo un nuovo pezzo alla collezione: purtroppo i costi di questi articoli sono davvero impegnativi, e non è decisamente il momento di fare certe spese. Capirete quindi la mia gioia quando, in questo luogo di perdizione, sono incappata in un tris di vasetti in vetro opalino simil-veneziano sui toni del grigio e del verde acqua. Se ricordate, cercavo proprio qualche elemento decorativo che richiamasse i toni del ghiaccio per  il mio pranzo in tema artico: ovviamente li ho trovati dopo, ma erano talmente graziosi e a un costo così basso che non ho resistito, e me li sono portati a casa.

Ora si danno il turno sul tavolo di sala, per ospitare la prima fioritura di bulbi della stagione: tornare a casa e annusare il profumo delicato dei giacinti è una vera illusione di primavera. E francamente, visto il perdurare del tempo orribile che sta caratterizzando questo strano inverno, c’è davvero un gran bisogno di un po’ d’aria di primavera

6 pensieri riguardo “Decorare. Di luce, vetri, sogni e piccoli tesori”

  1. Condivido la tua passione per i vetri ed i cristalli, anche in casa mia sono sparsi diversi pezzi ( ma mai quanti ne vorrei) della stessa casa veneziana ricevuti come doni di nozze e non…il mio sogno sarebbe un’opera ideata da gae aulenti dalla forma sferica e dai mille colori che starebbe divinamente in casa mia….ma fallo capire a mio marito!!!Per quanto riguarda l’altra meravigliosa casa francese che hai citato ho la fortuna di aver 2 pezzi che io considero meravigliosi( non sono antichi ma contemporanei ma chissà magari prima o poi arriverà anche qualcosa die primi del 900…bisogna sempre convincere lo stesso marito di prima che sviluppa una sorta di sordità selettiva quando si parla di acquistare nuovi vasi per la casa) uno nero con un branco di cavalli in rilievo che si riincorrono per tutto il vaso ed una fruttiera con degli uccelli ed altri motivi sempre in rilievo….quando faranno i saldi o se trovate un outlet delle suddette ditte( ma anche di altre ho 2 vasetti di una ditta veneziana meno nota ma altrettanto blasonata di quella di cui parlavamo che riproducono vadi di manifattura romana che sono una meraviglia) fatemi un fischio baci baci baci ale

    1. Beata te!!! Io ci avevo provato a metterne uno in lista nozze, ma niente: in compenso mi sono arrivati tre vassoioni d’argento fuori lista che non ho mai usato, secondo il principio che “questi non si rompono”. Sigh 😦

  2. Buongiorno Donna Bianca,
    ti leggo sempre con piacere ma riesco a commentare solo quando una fortunata congiunzione astrale fa incontrare il sonno di mia figlia con un momento libero da impegni… quasi mai purtroppo! 🙂
    Bellissimo questo post, anch’io ho un sogno di vetro veneziano, un vaso “cinese” disegnato dal sempre geniale Carlo Scarpa. E i Lalique sono veramente sublimi, eterei, eleganti… quelli d’epoca, poi non ne parliamo.
    Chissà, forse un giorno 🙂
    Intanto ho una coppia di brocche in vetro soffiato, molto belle, appartenute a mia nonna, a cui sono doppiamente legata per valore estetico e affettivo. Erano sempre sulla sua tavola delle feste: mia nonna usava quella più bassa e panciuta per l’acqua, mentre l’altra, più alta e snella, con il collo un po’ stretto, sostituiva il decanter per le bottiglie importanti. Anch’io le uso così, quando apparecchio in occasioni speciali.

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