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Ricevere all’aperto. Di grigliate, amici e (involontarie) improvvisazioni

©acasadibianca
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Amo tantissimo ricevere all’aperto. Se c’è un motivo per cui sono entusiasta della casa in collina è proprio quello: la possibilità, dopo una vita trascorsa in appartamento, di organizzare pranzi, merende e cene all’aria aperta. Certo, le variabili  sono molte di più, e per questo cresce la possibilità di imprevisti: non parlo solo dell’ovvio problema del meteo, ma soprattutto del fatto che in una casa dove qualunque cibaria va portata per l’occasione, la più piccola dimenticanza espone al rischio di ritrovarsi in situazioni fantozziane.

Per evitare situazioni di questo tipo organizzo le nostre trasferte collinari con una puntigliosità maniacale: liste, check delle liste, controllo e ricontrollo dei vari cestini, insomma in teoria niente dovrebbe sfuggirmi. Peccato che spesso e volentieri ci si metta di mezzo il consorte, che nel tentativo di accelerare questi mini traslochi settimanali appena vede una borsa zac! la prende e la carica in macchina, e poco importa che fosse pronta davvero.

Capita così che al momento di apparecchiare, con gli ospiti ormai in arrivo, ci si accorga che la tovaglia stirata di tutto punto se ne è rimasta felicemente in città. Ora, avendo un tavolo di quelli belli la cosa potrebbe tranquillamente passare sotto silenzio: peccato che, per ragioni di peso e spazio, la nostra dotazione campagnola sia limitata a due tavolacci in perfetto stile sagra, che francamente non sono proprio un bel vedere. Per questo motivo, se nelle occasioni familiari abitualmente utilizzo le tovagliette all’americana, quando ci sono ospiti uso quasi sempre la tovaglia.

Questa volta però non ho avuto scelta: tavolo nudo, salvo un runner utilizzato più per camuffare la giuntura tra i due tavoli che per ragioni di funzionalità.

©acasadibianca
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Per il resto, è andato tutto come da programma: piatti bianchi, tovaglioli naturali a pois bianchi e per decorare una brocca con rami di sambuco, qualche stelo di Queen’s Anne Lace e fiori di erba medica.

©acasadibianca
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Il menu è stato semplicissimo e molto familiare: una spaghettata con aglio olio e peperoncino, carne alla griglia con spiedini di verdure pure grigliate, bruschetta di pane toscano con olio e pomodorini, ananas alla brasiliana.

©acasadibianca
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La cosa che più contava, e questa volta in modo particolare, era la compagnia: una coppia di amici carissimi e i loro ragazzi, con cui è stata una vera gioia condividere un pranzo rustico ma gustoso, la bellissima giornata di sole e la nostra Ninni che scopriva la primavera, cercando (invano) di fare nuove amicizie. La coccinella se l’è filata subito dopo questo scatto, e la cagnolina curiosa c’è rimasta malissimo…

 

 

 

12 pensieri riguardo “Ricevere all’aperto. Di grigliate, amici e (involontarie) improvvisazioni”

  1. Davvero….molto carino! e pensare che avevo immaginato dei tavoli tipo pic nic…insomma di alluminio?ferro? invece i tuoi sono almeno in legno e il risultato è molto gradevole. Io proprio oggi ho fatto 2 inviti per mercoledi sera ma dato che saremo in 10 avevo pensato di cenare in giardino….il marito però lo sconsiglia per la temperatura non ancora gradevole…peccato…dovrò di nuovo sbaraccare il salotto ed aprire il tavolo simil pic nic, per niente bello da lasciare a vista.

    1. Che peccato, ho visto le foto del tuo giardino ed è davvero bellissimo! Magari aspetta domani e vedi che piega prende la situazione: qui per dire stasera diluvia e fa freddo, ma ieri sera si sarebbe potuto benissimo mangiare fuori

  2. il tuo tavolaccio da sagra è bellissimo, in perfetto stile industrial chic o qualcosaltro chic che ora va taaaanto di moda 🙂
    che belli i pranzi all’aperto, che bella la primavera… ma qui non se ne vede traccia. buona serata! claudia

        1. Lascia stare che mia suocera, da brava sciura, ha una collezione di abiti tradizionali tirolesi (peraltro molto belli) che usa in montagna e da che ho sposato suo figlio cerca di convincermi a prendermene uno. A parte che non ho proprio i colori per vestirmi da tedeschina, mi sentirei come uno che va a Venezia con la maglia a righe e il cappellino da gondoliere: no, non ce la posso proprio fare 😦

  3. Ciao Db ho ben presente un altro conserte che carica troppo in fretta o lascia indietro qlc…sai noi donne prepariamo sempre troppe cose ;)!!! Comunque il tuo tavolo fa ugualmente la sua bella figura! Grazie a te scopro fiori di cui ignoravo l’esistenza. Buona serata Luisa

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